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Fuga dalla vigilanza Rai: si dimettono tutti i consiglieri. Ecco perché

Clamoroso azzeramento della commissione bicamerale di vigilanza sulla Rai: dopo l’addio in blocco dei 16 membri delle opposizioni guidati da Barbara Floridia, arrivano anche le dimissioni dei parlamentari del centrodestra. Al centro dello scontro, lo stallo sulla nomina della presidenza aziendale e le accuse al governo sulla gestione del servizio pubblico.

Dopo oltre due anni di di paralisi, crolla il castello di carte su cui si reggeva la fragilissima Commissione di Vigilanza Rai. Incapace di qualsivoglia decisione e ostaggio dei veti incrociati sulla nomina di Simona Agnes alla presidenza della televisione pubblica, l’organismo bicamerale implode e perde in un colpo tutti i componenti.

Una situazione senza precedenti nella storia della Rai. Ad aprire la crisi sono i 16 esponenti delle opposizioni guidati dalla presidente della Commissione, la parlamentare 5S Barbara Floridia. A poche ore di distanza arriva il passo indietro speculare dei componenti di maggioranza.

CHI SONO I COMPONENTI DI OPPOSIZIONE DIMISSIONARI

Sull’Aventino salgono per primi i 16  rappresentanti delle minoranze, a cominciare dalla presidente della commissione, la senatrice Barbara Floridia del Movimento 5 Stelle, e dalla vicepresidente Maria Elena Boschi di Italia Viva. Insieme a loro, lasciano l’incarico i capigruppo e i componenti Stefano Graziano, Ouidad Bakkali, Antonio Nicita, Vinicio Peluffo, Nico Stumpo e Francesco Verducci del Partito Democratico; Dario Carotenuto, Gaetano Amato, Dolores Bevilacqua e Anna Laura Orrico del Movimento 5 Stelle; Angelo Bonelli e Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi e Sinistra; Anna Maria Furlan e Dafne Musolino di Italia Viva.

PERCHÉ SI SONO DIMESSI

I parlamentari dimissionari spiegano la propria scelta in una lettera aperta indirizzata ai presidenti delle Camere: “La decisione, molto sofferta in ragione del rispetto della cultura parlamentare che ci anima, è stata assunta come extrema ratio di fronte al punto di non ritorno in cui si trova oggi la Commissione parlamentare”. Secondo i firmatari, la paralisi è “dovuta a un atto di arroganza della stessa maggioranza con l’indicazione di un presidente a dispetto del quadro normativo e di ogni forma di buonsenso. Una forzatura che ha innescato il “sequestro politico” della commissione impendendone il normale funzionamento”, riducendo la Rai a “pertinenza” di una maggioranza, e non come bene comune dei cittadini”. I parlamentari hanno inoltre denunciato il calo degli ascolti, la perdita di credibilità dell’azienda, la mortificazione del merito a favore della fedeltà ideologica, la cancellazione di programmi e il mancato recepimento del Media Freedom Act europeo.

La stessa Barbara Floridia ha spiegato i motivi del suo addio in un post su Facebook: “Oggi ho consegnato ai presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari”.


La parlamentare 5S aggiunge poi: “sento vivo dentro di me l’onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente” e che “da quasi due anni le forze che sostengono il governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della Commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla presidenza della Rai”. E conclude: “Non considerate queste dimissioni una resa. Non lo sono. Io le considero un atto di libertà e di denuncia”.

LA RISPOSTA DEI CONSIGLIERI DI CENTRODESTRA

Non si fa attendere la reazione dei componenti di maggioranza della commissione, che poco dopo rassegnano a loro volta le dimissioni, svuotando l’organismo parlamentare. In una nota congiunta, i membri di centrodestra hanno dichiarato: “Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla Commissione di vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra. Questa ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il Presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare”.

Secondo la nota, si tratta di “una vergognosa pantomima inscenata dalle opposizioni che hanno la smania di continuare a monopolizzare il Servizio pubblico, dopo aver perso il governo della Nazione per volontà degli italiani. E proprio l’avidità di poltrone della sinistra ha prodotto lo stallo in Commissione. Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo Presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai e riprendere il ciclo di audizioni che le dimissioni della presidente Floridia e dei componenti delle opposizioni in Vigilanza hanno interrotto. Non sarà questa messa in scena ad impedire che la Rai possa tornare finalmente ad essere libera e pluralista”.

LO STALLO SULLA PRESIDENZA RAI

Dietro la crisi, il nodo gordiano della nomina di Simona Agnes, indicata dalla maggioranza di centrodestra per assumere la presidenza della Rai. La normativa vigente prevede però che la nomina del presidente ottenga un quorum pari ai due terzi dei componenti della Commissione, numeri di cui le forze di governo non dispongono autonomamente senza il consenso delle opposizioni.

Nel frattempo, la maggioranza ha scelto di disertare gran parte delle attività ordinarie della Commissione, denunciando la mancata disponibilità al confronto da parte delle opposizioni. Di conseguenza, il controllo sui palinsesti è rimasto sostanzialmente fermo, mentre ai vertici della Rai cresce la preoccupazione: pesano il calo dello share, la riduzione degli spazi di confronto plurale e le polemiche sulla dismissione del patrimonio immobiliare di Viale Mazzini.

CHI È BARBARA FLORIDIA

Messinese, classe 1977, Floridia si è laureata nella città dello Stretto in lettere moderne ad indirizzo storico-antico, intraprendendo successivamente la professione di docente di letteratura, italiano e latino nelle scuole secondarie. La sua carriera politica è iniziata all’interno del Movimento 5 Stelle come attivista sul territorio siciliano. Nel 2017 si è candidata alla carica di sindaco del comune di Venetico. L’anno successivo arriva l’elezione al Senato della Repubblica. Nel corso della XVIII legislatura ricopre ruoli in diverse commissioni permanenti e d’inchiesta, oltre ad essere nominata facilitatrice alla Formazione e personale del partito.

Tra il marzo 2021 e l’ottobre 2022 è stata sottosegretaria di Stato al Ministero dell’istruzione nel governo Draghi. Riconfermata a Palazzo Madama in seguito alle elezioni politiche del 2022, è stata eletta capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, quindi nominata presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, diventando la seconda donna a guidare l’organismo parlamentare nella storia della Repubblica.

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