Sud Chiama Nord, il movimento fondato da Cateno De Luca, correrà con il proprio simbolo alle prossime politiche grazie a un accordo con Giorgia Meloni e il suo partito. Ecco le ragioni di questa scelta
L’accordo politico tra Cateno De Luca e Fratelli d’Italia si farà. A spingere il leader di Sud Chiama Nord tra le braccia di Giorgia Meloni è l’esigenza di arginare Roberto Vannacci, ma anche e soprattutto quella di aggirare lo scoglio della raccolta firme.
Per il momento si tratterà di un’alleanza in chiave esclusivamente nazionale, visto che il “movimento civico, autonomista e progressista” – ipse dixit – rimarrà all’opposizione del governo regionale di Renato Schifani, almeno per il momento. “I rapporti con Lega e FI saranno articolati direttamente da FdI”, spiega l’attuale sindaco di Taormina al Foglio. Ma alle politiche ScN correrà insieme al partito della premier Giorgia Meloni: “Abbiamo avuto la disponibilità anche dal centrosinistra per una componente nel gruppo misto – chiarisce – ma abbiamo scelto comunque Fratelli d’Italia. I nomi dei deputati ce li comunicheranno a breve”.
Ulteriori dettagli verranno forniti martedì mattina, quando ci sarà la conferenza stampa dedicata nella sala stampa della Camera.
L’OBIETTIVO: AGGIRARE LA RACCOLTA FIRME
Una virata a destra per certi versi inaspettata, non foss’altro perché il leader di Sud chiama Nord è tra i papabili candidati del campo largo per le primarie siciliane. L’obiettivo, stando a De Luca, è arginare la cavalcata di Roberto Vannacci. Ma soprattutto poter correre a livello nazionale con l’onere della raccolta firme.
In realtà ScN una sua presenza in Parlamento ce l’avrebbe già: è il deputato Francesco Gallo, che nel 2022 superò Matilde Siracusano nel collegio messinese, prendendosi il seggio alla Camera e accomodandosi al Gruppo Misto. Ora nel mirino c’è la possibilità di costituire una componente con 3 deputati almeno, posizione che vale l’accesso alla raccolta firme ridotta – 1.500/2.000 per collegio, anziché le 6.000 imposte con la nuova legge elettorale – o addirittura un Gruppo parlamentare, il che varrebbe a dire esenzione totale.
CHI POTREBBE PASSARE CON DE LUCA
Secondo Repubblica, tra le soluzioni percorribili, ci sarebbe quella di cooptare l’ex FdI Manlio Messina e chiedere in prestito il deputato meloniano di Agrigento Lillo Pisano. Ma sarà il partito della premier a decidere i nomi dei deputati.
I CIVICI DEL CENTRODESTRA
Dal punto di vista di Fratelli d’Italia, l’intesa con “Scateno” si inserisce in una strategia più ampia, avviata con l’operazione Sindaci d’Italia: allargare il perimetro della coalizione a un’area civica e centrista, capace di intercettare l’elettorato astensionista e raccogliere consensi oltre il tradizionale bacino del centrodestra per raggiungere l’agognato premio di governabilità al 42%. Una mossa che guarda anche al campo avversario, dove si moltiplicano i tentativi di aggregare le forze civiche
“Ora, abbiamo realmente registrato la volontà da parte di Giorgia Meloni di consentire a un progetto di territorio, quali noi siamo, e soprattutto di amministratori e quindi di sindaci, che eleggeranno in Parlamento i propri rappresentanti” spiega De Luca a PalermoToday. “È come se oggi il territorio abbia deciso di non delegare più ai parlamentari che dovevano rappresentarlo, bypassando questa impostazione per candidarsi direttamente”.

