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Chi sono i 6 mediatori che negozieranno i prossimi incarichi in Ue

Ue

Tra popolari, socialisti e liberali sono stati indicati due mediatori per gruppo per avviare i negoziati sui vertici delle nuove Istituzioni Ue. Ecco chi sono

Dopo il “successo” del G7 in Puglia (copyright Giorgia Meloni) e lo “strappo” del Sud del mondo (che sta con Putin) alla conferenza per la Pace di Lucerna, da oggi parte a Bruxelles il gran ballo delle nomine dei top jobs nelle Istituzioni Ue.

Nella capitale belga si terrà il primo vertice informale post Europee, con la premier italiana che si prepara alla sfida, altrettanto e forse più importante, di riuscire ad avere un ruolo di peso nella nuova Commissione europea.

Come ricorda il Corriere della Sera, “la spartizione degli incarichi di vertice deve tenere conto non solo dell’equilibrio politico uscito dalle urne, ma anche di quello di genere e geografico”.

CHI SONO I LEADER CHE SIEDONO AL CONSIGLIO EUROPEO

I leader Ue del Ppe sono 13, tra questi: il cancelliere austriaco Nehammer, il primo ministro croato Plenkovic, l’irlandese Harris, il finlandese Opro, il lussemburghese Frieden, il greco Mitsotakis, il polacco Tusk, il portoghese Montenegro, lo svedese Kristersson, la prima ministra lettone Silina, il presidente della Romania Iohannis. Questi ultimi due saranno assenti alla cena informale. Si incontreranno in un prevertice in cui metteranno a punto la strategia e faranno presente ai negoziatori cosa vogliono.

I leader socialisti in Consiglio europeo sono 4: il tedesco Scholz, lo spagnolo Sánchez, il maltese Abela, la danese Mette Frederiksen, il cui nome è stato fatto anche come possibile presidente del Consiglio europeo al posto di Costa (tra i rumor anche Letta e Draghi).

I leader liberali che siedono al Consiglio europeo sono cinque: il francese Macron, lo sloveno Golob, l’estone Kallas, il belga De Croo e l’olandese Rutte (di questi ultimi due il primo però è dimissionario e il secondo in uscita).

Per i conservatori al tavolo dei leader siedono Giorgia Meloni e il ceco Petr Fiala. Poi ci sono i ‘non allineati’ come l’ungherese Viktor Orbán e lo slovacco Robert Fico, espulso dal Pse per le sue posizioni filorusse. Fico è stato vittima di un attentato e il 9 giugno ha votato dall’ospedale. Per la Bulgaria, che è andata alle urne per la sesta volta in tre anni, siederà il premier ad interim Dimitar Glavchev.

CHI SONO I 6 NEGOZIATORI

Con la cena informale inizieranno anche i negoziati. E ognuna delle tre famiglie politiche della maggioranza uscente, che è anche quella che rappresenterà la base di partenza per l’avvio delle trattative, avrà i propri mediatori.

Per il Ppe i negoziatori sono il polacco Donald Tusk, che ha fama di essere un osso duro ai tavoli di trattativa, e il greco Kyriakos Mitsotakis. Proprio il premier ellenico oggi, in un’intervista al Messaggero, si dice convinto che “ci sarà l’accordo su von der Leyen (…) abbiamo i numeri per confermare la presidente uscente. La maggioranza ha funzionato”.

Per i socialdemocratici i mediatori sono il cancelliere tedesco Scholz (che al termine del G7 ha attaccato duramente Giorgia Meloni, definendola di “estrema destra”) e il premier spagnolo Sánchez.

Il belga De Croo e l’estone Kallas sono infine i due negoziatori della famiglia liberale. In particolare la stessa Kallas è tra i papabili alla guida della diplomazia Ue, indicata per il posto di Josep Borrell.

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