Dal mondo

Gli effetti collaterali di Trump sul vaccino di Moderna

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Moderna annuncia il suo vaccino – che potrebbe essere ritardato dalla bagarre Trump-Biden. L’articolo di Guido Keller

L’entusiasmo per l’annuncio di ieri [16 novembre, ndr] del vaccino anti Covid-19 della Moderna è stato smorzato dalla bagarre tra presidenti, uno in carica e l’altro eletto.

Anthony Fauci, immunologo e direttore dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Usa (Niaid), ha spiegato che i dati prodotti dalla Moderna “sono straordinari, un’efficacia al 94,5% è una cosa impressionante. Ora, dopo i risultati simili annunciati la scorsa settimana sull’altro vaccino della Pfizer, possiamo prevedere finalmente un impatto sulla pandemia. È un grosso passo avanti”.

Donald Trump, che non ne vuole sapere di aver perso le elezioni e che ha annunciato “grandi ricorsi” alla Corte costituzionale dove ha nominato tre giudici e dove il pensiero repubblicano la fa da padrone, starebbe tuttavia rendendo difficoltoso il passaggio di consegne, ed il corrispondente della CNN Stephen Collinson ha affermato che: “Ci sono crescenti preoccupazioni sul fatto che l’ostruzione di Trump rallenti e complichi la consegna del vaccino che porta la prospettiva allettante di un ritorno alla vita normale tra le notizie sbalorditive dagli studi che dimostrano che le dosi sono efficaci nell’arresto di oltre il 90% delle infezioni da coronavirus”.

Il presidente eletto Joe Biden ha addirittura parlato di un vero e proprio “sabotaggio”, che a suo dire potrebbe ritardare il lancio del vaccino in un momento in cui i dati degli Usa continuano ad essere allarmanti, con oltre 167mila contagi in 24 ore. La Johns Hopkins ha rilevato fino ad oggi negli Usa 11,3 milioni di casi accertati di contagio da coronavirus e oltre 247mila morti, un dato allarmante dovuto anche alla pessima gestione di Trump, che per non ledere all’economia si è limitato agli slogan e ai tweet, mentre i governatori hanno agito autonomamente ed in modo confuso, prendendo solo mezze misure.

Il vaccino della Moderna, il mRNA-1273, ha superato la fase 3 dopo un test su 30 mila volontari, ed ora è in attesa di un via libera “urgente” dalla Fda, l’agenzia del farmaco statunitense.

Sul fronte europeo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha reso noto che sono in corso trattative per un contratto con la Moderna, ma che già l’Unione Europea ha siglato contratti con cinque aziende, l’ultimo oggi con la CureVac tedesca per 405 milioni di dosi.

Stella Egidi, responsabile medico di Medici senza Frontiere, ha ribadito la necessità che i vaccini siano distribuiti a prezzo equo: “Il mondo attende con impazienza i risultati positivi degli studi clinici sul vaccino per il Covid-19 nella speranza di avere uno strumento che aiuti a tenere sotto controllo la pandemia, ma la loro validazione per la distribuzione servirà a poco se questi vaccini non vengono distribuiti equamente alle persone di tutto il mondo a un prezzo di costo completamente trasparente”.

“Si stima – ha notato Egidi – che circa l’80% delle dosi iniziali del vaccino di Moderna siano già vincolate da accordi bilaterali non trasparenti con paesi ad alto reddito, tra cui gli Stati Uniti, lasciando quantità insufficienti a disposizione dei paesi in via di sviluppo e contesti umanitari più colpiti dalla crisi. Rendere il vaccino un lusso per pochi non è la soluzione per sconfiggere il virus né per salvare vite. Se provate di sicura efficacia, le prime dosi del vaccino di Moderna e delle altre aziende produttrici dovrebbero essere equamente distribuite in tutto il mondo sulla base di chiari criteri definiti dall’OMS”.

Articolo pubblicato su notiziegeopolitiche.net

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