Dal mondo

Jack Ma è “sparito”. Il paperone cinese criticò il governo per le ingerenze

jack ma

Prima il lungo scambio di accuse col PCC che ha portato il governo a bloccare una Ipo da record e ad aprire una indagine per abuso di posizione dominante, poi la misteriosa sparizione dell’imprenditore. E il Gruppo di Alibaba rischia lo spezzettamento…

“La Cina non ha un rischio finanziario sistemico semplicemente perché non ha un sistema, e questo è il rischio”. Sono queste le ultime parole che Jack Ma ha pronunciato in pubblico, prima della sua misteriosa sparizione che perdura da almeno due mesi. L’istrionico imprenditore fondatore del colosso dell’ecommerce Alibaba, uomo tutt’altro che schivo e riservato, anzi, noto per i suoi eccessi e per la sua capacità di calcare il palcoscenico che lo ha portato persino a cantare e ballare di fronte ai suoi investitori, non dà più sue notizie da diverso tempo e i media statunitensi hanno iniziato a ventilare ipotesi tutt’altro che ottimistiche.

Leggi anche: Politica estera. Tutti gli appuntamenti di questa settimana (4-10 gennaio)

UN PAPERONE TROPPO INGOMBRANTE?

A inizio novembre Jack Ma avrebbe dovuto festeggiare l’Ipo di Ant Group, la fintech di Alibaba. L’ennesimo successo imprenditoriale della sua carriera ma, soprattutto, una operazione che, se fosse andata in porto, sarebbe entrata negli annali data la sua portata finanziaria. Intervennero però le autorità di Pechino, sotto la guida dei massimi livelli politici (del resto non si muove foglia senza che il partito comunista cinese non voglia…) e l’affare sfumò improvvisamente. Non si è mai capito se fosse una sospensione (alcuni dicono di sei mesi) o uno stop definitivo.

Leggi anche: La vera strategia della Cina contro il Covid-19

Fatto sta che l’intervento a gamba tesa del governo deprezzò della metà la fintech dello scrigno di startup di Jack Ma. Al momento della quotazione di Ant a Hong Kong e Shanghai, il mercato attribuiva alla fintech da 730 milioni di utenti al mese un valore di oltre 300 miliardi di dollari. A fine dicembre, dopo due mesi di scontri col governo, secondo le stime di Francis Chan, analista di Bloomberg Intelligence a Hong Kong – si trovava al di sotto di 153 miliardi, ripiombando drammaticamente allo stesso punto di due anni prima, dopo un round di raccolta fondi.

L’ULTIMA USCITA PUBBLICA DI JACK MA

L’intervento del governo cinese a due giorni dall’Ipo risulta tutt’oggi inspiegabile. Per i più è da collegare all’ultima uscita pubblica del visionario Elon Musk dagli occhi a mandorla, che risale al 24 ottobre scorso, una settimana prima dell’improvviso stop alla quotazione della sua startup del fintech. In quella data, a Shanghai, il patron di Alibaba aveva affermato che “la Cina non ha un rischio finanziario sistemico semplicemente perché non ha un sistema, e questo è il rischio” mentre “la buona innovazione non ha paura delle regole, ma di regole antiquate”.

Leggi anche: Così il Giappone difende le centrali nucleari

Non era peraltro la prima critica che Jack Ma riservava all’asfittico mercato cinese, lasciando spesso intuire ciò che tutti sanno ma che non appare ufficialmente da nessuna parte, ovvero che lo Stato è azionista di maggioranza fantasma all’interno di ogni azienda, sempre pronto ad approfittare del successo imprenditoriale dei privati, salvo poi voler comandare nei cda.

 

IL PCC NON PERDONA

Tace da mesi il suo account Twitter. Jack Ma non sarebbe il primo cinese illustre a sparire nel nulla. Lo scorso anno un suo connazionale, l’imprenditore Ren Zhiqiang, era svanito in circostanze analoghe, dopo avere accusato il governo cinese di aver provato a insabbiare l’epidemia di Covid e dopo avere definito il presidente Xi Jinping “un pagliaccio” che “gioca a fare l’imperatore”. Era riapparso mesi dopo, in tribunale, giusto per essere condannato a 18 anni di carcere per corruzione, concussione e appropriazione indebita di fondi pubblici senza che fosse mai stata resta nota alcuna imputazione prima di quella data. E poi di lui se ne sono perse nuovamente le tracce. Il Financial Times fa notare come Jack Ma, che avrebbe dovuto partecipare alla finale di ‘Africa’s Business Heroes’, concorso televisivo per imprenditori in erba del continente africano con in palio un assegno da 1,5 milioni di dollari, sia stato frettolosamente sostituito all’ultimo minuto da un altro dirigente della sua Alibaba. “I can’t wait to meet them!”, aveva twittato in agosto con riferimento ai concorrenti della trasmissione. Ma non li ha mai incontrati.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Policy Maker

Errore

Articoli correlati

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Policy Maker

Errore