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Com’è cambiato il bonus psicologo

Filippo Sensi Bonus Psicologo

La misura portata avanti da Filippo Sensi, Partito Democratico, ha portato lo stanziamento di 25 milioni. Oltre ai soldi (troppo pochi) i problemi erano anche altri

I nomi e le intenzioni delle misure contenute in una legge di Bilancio sono (spesso) una cosa, l’efficacia reale è un’altra. La settimana lavorativa che si conclude oggi ha visto accumulare tanti lavori e discussioni attorno alla prima Manovra del governo guidato da Giorgia Meloni e dal centrodestra (o destra-centro).

Ma alcuni contributi sono arrivati anche dall’opposizione, alcuni anche in forma di trappola tali da ritardare la discussione in Aula. Si veda il caso dell’emendamento senza coperture approvato per sbaglio e senza coperture. Ce n’è un altro di cui forse si è parlato meno ma che a qualche organo di stampa non è sfuggito per la poca attinenza reale del provvedimento: il bonus psicologo. Che nella sua evoluzione presentava diversi problemi ma che con l’ultimo emendamento ha ottenuto la permanenza della misura e l’estensione a 1.500 euro.

COS’E’ IL CONTRIBUTO A SOSTEGNO DELLE SPESE PER LE SEDUTE DI PSICOTERAPIA

Denominato ufficialmente come “contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia”, si tratta di una misura di sostegno alle persone “in condizione di ansia, stress, depressione e fragilità psicologica, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica, che siano nella condizione di beneficiare di un percorso psicoterapeutico”. Misura inserita nel decreto Milleproroghe del 2021.

La possibilità di presentare domanda è scattata il 25 luglio scorso ed è scaduta il 24 ottobre. “Il beneficio è riconosciuto una sola volta in favore del cittadino richiedente”, dettaglia l’Inps. “In caso di accoglimento della domanda, il contributo è riconosciuto, per un importo fino a 50 euro per ogni seduta di psicoterapia, ed è erogato fino a concorrenza della somma massima assegnata, parametrata ai valori ISEE”. 

Nei tre mesi di decorrenza, le domande totali sono state quasi 400 mila. Gli addetti ai lavori e uno dei maggiori sostenitori della misura, Filippo Sensi (Pd) avevano subito avvertito che servivano nuovi accorgimenti per allargare la platea d’accesso, limitata solo a 42 mila persone nella prima tranche. “È vero, servono investimenti strutturali sulla salute mentale e non solo misure tampone, ma questo sussidio dimostra che la politica ha un nuovo impegno preso con la salute mentale». L’ex deputato Pd spera che «chi è in parlamento provi a trovare margini nella legge di bilancio per mettere a disposizione del bonus nuovi fondi. Sono certo che i rappresentanti del mio partito lo faranno”, aveva detto concentrandosi sul problema dei pochi soldi.

LE NUOVE ISTRUZIONI

Dopo il 24 ottobre, però,  sono arrivate nuove istruzioni per le graduatorie d’accesso al bonus. Al via dopo il 7 dicembre, il giorno dell’Immacolata sono scattate anche le info di “procedura per le prenotazioni delle sedute e le conferme delle stesse da parte dei professionisti”.

C’era anche un problema di liste d’attesa da risolvere, da cui erano scattate tante proteste sui social dai richiedenti. Soprattutto i giovani, “ai quali – scriveva il 9 dicembre su Domani Selvaggia Lucarelli – è stato insegnato che l’aiuto per curare un disagio mentale si dà a chi clicca per primo su una domanda, battendo cronologicamente altre persone con gli stessi disagi o con disagi ancora più gravi”. Finendo, così per definire l’intervento come un fallimento: “apparso quasi subito come certo. Pochi soldi, un aiuto spot e a numero chiuso, nessun cambiamento tangibile e duraturo nel campo della cura delle malattie mentali e della sofferenza psichica, campo che richiederebbe un impegno ben più articolato di qualche seduta da uno psicologo, per i primi che trovano le sedie libere”.

LA BATTAGLIA DI FILIPPO SENSI: BONUS PERMANENTE E RINFORZATO

Ma sono arrivati ulteriori aggiornamenti sulla vicenda. L’altro ieri, in una delle giornate piene della settimana degli emendamenti alla Manovra, lo stesso Filippo Sensi ha esultato sul suo twitter scrivendo che era arrivata “dal Parlamento una piccola, grande notizia: il bonus psicologo è, di fatto, diventato un fondo che resterà negli anni. Va rimpinguato adeguatamente, ma primo passo importante”.

Detto fatto, da 600 euro (massimi, da un minimo di 200)  il contributo sale ora a 1.500 euro. Per il 2023 vengono stanziati 5 milioni, dal 2024 saliranno a otto. Per riceverlo, inoltre, il tetto Isee è stato confermato a 50 mila euro.

SERRACCHIANI E MADIA ESULTANO

“Sul bonus psicologo abbiamo ottenuto un grande risultato con un nostro emendamento che rende il fondo per la copertura della misura strutturale”, è stato il commento dal Pd di Debora Serracchiani e Marianna Madia. “Siamo contenti per questa misura che è stata purtroppo molto utilizzata, oltre ogni aspettativa e che potrà continuare a contribuire al miglioramento del benessere psicologico di tante persone di ogni età duramente provate da questi anni di pandemia e crisi”.

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