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Cos’è l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Agenzia per cybersicurezza nazionale

Proteggere reti e infrastrutture italiane da attacchi hacker di Paesi come Cina, Russia e Corea del Nord è una priorità per il governo Draghi che si appresta a lanciare l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Ecco cosa sappiamo

In attesa soltanto del decreto legge che la istituirà ufficialmente, probabilmente già in arrivo domani, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) è l’arma che dovrà difendere reti e infrastrutture italiane da attacchi hacker sempre più frequenti e allarmanti. A preoccupare sono soprattutto Paesi come Cina, Russia e Corea del Nord.

COSA PREVEDE LA BOZZA DEL DECRETO

Della bozza del decreto legge sull’Agenzia per la cybersicurezza nazionale si è occupata l’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica ed ex capo della Polizia Franco Gabrielli. L’Anc sarà pubblica e incardinata nella Presidenza del Consiglio sotto l’Autorità delegata. A guidarla sarà una figura scelta dal governo. Nella bozza del decreto legge vengono definiti gli obiettivi e il funzionamento dell’Acn riscrivendo la governance della cybersecurity in Italia.

COSA SI SA DELL’AGENZIA

L’Agenzia farà parte degli apparati legati alla sicurezza nazionale ma non del Dis presieduto da Elisabetta Belloni. Da quanto anticipato da Gabrielli, l’obiettivo sarebbe infatti quello di non appesantire il Dipartimento e accogliere sia le priorità del settore pubblico che quelle del settore privato.

L’Agenzia potrà così occuparsi di cyber resilience dedicandosi ai finanziamenti del Recovery Fund destinati alla cybersicurezza e alla supervisione per la realizzazione del perimetro nazionale di sicurezza cibernetica a cui parteciperanno unitamente forze pubbliche, università, enti di ricerca e imprese. In tal modo, l’Anc non graverà sulle istituzioni della Difesa e dell’intelligence che si occuperanno invece delle attività di cyber defence e cyber intelligence.

L’Anc, secondo quanto riportato da Repubblica, “entro il 2027 conterà su 800 dipendenti (300 già nel primo anno, provenienti da Dis, Mise e Agid), sarà sottoposta a vigilanza del Copasir e ingloberà al suo interno il Nucleo di sicurezza cibernetica, l’organismo che ha il compito di gestire gli incidenti informatici, adesso collocato nel perimetro del Dis”.

I PRECEDENTI TENTATIVI

L’ultimo tentativo di istituire un organo preposto alla cybersicurezza, prima del governo Draghi, lo aveva fatto l’ex premier Giuseppe Conte. Ma si trattava di un progetto molto diverso: Conte, infatti, sul finire del suo ultimo mandato aveva provato a dar vita a un Istituto italiano di Cybersicurezza – di natura privatistica – senza consultarsi con nessuno, se non con Gennaro Vecchione, ex direttore del Dis.

Prima di Conte, nel 2017, l’ex premier Paolo Gentiloni durante il suo governo aveva evidenziato la necessità di rafforzare la cybersicurezza non solo della Pubblica amministrazione e dei ministeri, ma anche dei prodotti tecnologici connessi alla Rete e delle telecomunicazioni.

Leggi anche: Fake news, G7 contro Cina e Russia. Quali notizie?

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