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Gioco legale in piazza il 18: a rischio oltre 150mila lavoratori

sale da gioco gioco legale piazza 18 febbraio

Il comparto del gioco legale in piazza 18 febbraio per protestare contro la chiusura decisa dal passato esecutivo che si protrae ormai da 223 giorni

Un azzardo davvero pericoloso, quello compiuto dal governo Conte bis, che rischia di mettere KO un intero settore produttivo con perdite per miliardi per una categoria che, lo ricordiamo, in questi anni ha anche dovuto subire le bordate di Movimento 5 Stelle, da sempre ostile al comparto. Per questo il mondo del gioco legale sarà in piazza domani, giovedì 18 febbraio, per denunciare di essere stato dimenticato dal passato esecutivo, che lo ha chiuso ormai 223 giorni fa. Contemporaneamente gli addetti vogliono ricordare all’esecutivo appena insediato di Mario Draghi (che nelle stesse ore chiederà la fiducia in aula) che il tempo per intervenire e porre rimedio sta per scadere.

I NUMERI OCCUPAZIONALI DEL SETTORE

In totale in Italia gli esercizi commerciali (tra sale giochi, sale scommesse, sale slot, sale bingo) regolati dalle concessioni statali interessati dai Dpcm che ne hanno imposto la cessazione di ogni attività 223 giorni fa sono circa 12mila. Con la chiusura non solo delle sale da gioco ma anche delle macchinette nei tabacchi e nei bar (che invece restano aperti) si ha avuto come sola conseguenza quella di colpire trasversalmente un intero settore economico e mettere a rischio qualcosa come 150mila posti di lavoro, tra occupati diretti, dipendenti dei concessionari e lavoratori dell’indotto. Ma il numero arriva a 400mila persone se si prende in considerazione il disagio vissuto in ambito familiare.

GIOCO LEGALE IN PIAZZA IL 18 FEBBRAIO

Gli esercenti del comparto sottolineano che se non arriverà a breve il permesso di riaprire i battenti, molte attività rischiano di fallire prima. Oltre il danno la beffa, dato che, per garantire la massima tutela sanitaria all’interno dei propri punti di vendita, tutti hanno investito “ingenti quantità di tempo ed importanti risorse economiche per adeguarsi alle normative, riuscendo così a gestire in sicurezza l’attività all’interno delle proprie sale, scongiurando l’emergere di focolai di contagio ed evitando casi di assembramento da parte dei clienti”.

L’intero mondo del gioco legale si ritroverà per questo in piazza il 18 febbraio sotto i vessilli di ATI Gioco Lecito, sostenuta dalla principali associazioni di categoria (Acadi, Anib, Astro, Confederazione Giocare Italia, EGP-Fipe, Federbingo, FIEGL Confesercenti, Sapar, S.G.I ). Già confermata l’adesione di oltre 170 imprese, tra esercizi pubblici, Sale Bingo, Sale scommesse, Sale videolottery e gestori di apparecchi. “Abbiamo ritenuto di dar vita a questa associazione temporanea – spiegano i promotori – al fine di amplificare il grido di aiuto delle imprese del settore del Gioco Lecito, con l’obiettivo di organizzare iniziative volte alla sensibilizzazione delle Istituzioni per chiedere per le imprese e i lavoratori la stessa dignità riconosciuta ad altri settori del commercio e dei servizi, nonché ad altri comparti del Gioco Legale” (leggi anche: Eni, Coca Cola, Sisal e non solo. Tutte le aziende spremute con nuove tasse).

“In aggiunta a ciò – fanno sapere sempre gli organizzatori della manifestazione – a ulteriore garanzia di lavoratori, clienti e fornitori, alcune delle principali Associazioni di categoria, con il supporto delle Organizzazioni Sindacali e dei Concessionari di gioco legale, hanno autonomamente sviluppato adottato dei Protocolli di Sicurezza Sanitaria contenenti misure di prevenzione e contenimento del virus ancor più restrittive rispetto a quelle previste dai Dpcm e dalle Linee Guida emanate dalla Conferenza delle Regioni, volte a ridurre ulteriormente il rischio di possibile contagio e consentire la fruizione dei prodotti di gioco all’interno delle sale in piena sicurezza”.

TUTTI I NUMERI (ROSSI) DEL GIOCO LEGALE

Del resto che il settore del gioco legale sia in grave sofferenza lo avevamo scritto qualche settimana fa. Una sofferenza che si traduce anche in minori entrate per l’erario. Secondo i dati del Conto riassuntivo del Tesoro riportati dalla testata di settore Agipronews, a causa dell’epidemia c’è stato un calo del 34% rispetto ai 14,8 miliardi di euro che erano stati incassati nel 2019.

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In totale, riporta il Ministero dell’Economia, gli incassi per entrate del bilancio dello Stato da lotto, lotterie ed altre attività di gioco superano i 9,8 miliardi di euro, di cui oltre 3,2 miliardi arrivano dal prelievo erariale sugli apparecchi, per i quali il calo è mostruoso, più che dimezzato: -51%. Ricordiamo infatti che bar e tabaccai sono rimasti aperti, ma le slot sono state spente. Ammontano a 5,9 miliardi i proventi del lotto (-22%), mentre 227 milioni arrivano da altre attività di gioco (-27%) e 313 milioni derivano dalla quota del 40% dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici (+34,9%).

Altri 47,8 milioni arrivano dal diritto fisso erariale sui concorsi pronostici (-30,3%). Il nuovo anno, che per i giochi dovrebbe ripartire a pieno regime il 5 marzo, si presenta pieno di incertezze per il settore che ora dovrà fare i conti anche con il cambio di governo.

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Le misure governative di distanziamento sociale hanno interrotto completamente le attività, con parziali eccezioni per le lotterie, raggiungendo in febbraio 9 mesi su 14 dall’inizio del 2020. Nello scorso anno, la spesa nel gioco regolamentato si è ridotta di oltre il 35% (quasi 6,8 miliardi di euro di ricavi in meno), con più del 40% di minore gettito per l’erario (oltre 4 miliardi solo per le imposte sui giochi) essendo sospesi non solo il bingo e le scommesse, ma anche gli apparecchi da gioco, sottoposti ad un prelievo molto elevato.

LA CHIUSURA DEL GIOCO LEGALE È UN REGALO ALLE MAFIE?

C’è poi la possibilità che la situazione si trasformi in un proibizionismo ‘de facto’ capace di favorire la criminalità organizzata. “Senza la possibilità di riprendere presto a lavorare, anche per i pubblici esercizi che offrono giochi non si pone solo il problema della continuità aziendale, ma anche quello della difesa della legalità” ha dichiarato Aldo Cursano, Vicepresidente vicario di FIPE-Confcommercio.

“È ancora troppo recente il ricordo delle bische, del “picchetto”, delle tombole clandestine; i giochi in denaro sono servizi che richiedono selezione, elevata qualificazione e professionalità degli esercenti, per tutelare in ogni momento i consumatori. Non possiamo permettere – ha concluso Cursano – che le incertezze sulle decisioni di riapertura favoriscano la dispersione di quanto costruito con la regolamentazione puntuale di queste attività, impedendone l’ulteriore progresso professionale e tecnologico con la restituzione di larghe porzioni di offerta alla criminalità.”

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