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Vaccini, Draghi e Figliuolo dimenticano 50mila insegnanti e Ata over 65

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Foto: Prof. Fabio Baricalla

Non possono ancora andare in pensione. Devono continuare a lavorare a stretto contatto con gli alunni, nonostante le scuole siano ormai luogo acclarato in cui il virus si propaga. Sono gli insegnanti e il personale scolastico over 65. I colleghi più giovani riceveranno il vaccino AstraZeneca. Loro rischiano di essere tagliati fuori per motivi anagrafici

Così vicina, così lontana. È la pensione per 50mila insegnanti over 65. I più anziani la raggiungeranno alla fine dell’anno scolastico, ma bisogna prima arrivarci, possibilmente vivi e in salute, senza prendere il Covid-19. E se il piano di Mario Draghi è procedere a spron battuto con le vaccinazioni del personale scolastico per rimettere quanto prima gli istituti nelle condizioni di riaprire in sicurezza, si sta creando il buco nero destinato a inghiottire tutti i lavoratori over 65 del mondo della scuola.

TROPPO GIOVANI PER LA PENSIONE, TROPPO ANZIANI PER IL VIRUS

Sì perché per il mondo della scuola si è scelto di attingere dai fondi del vaccino AstraZeneca, un po’ perché, essendo quello su cui l’ex governo Conte aveva puntato, sarà quello di cui avremo maggiori scorte, un po’ (ed è il motivo principale) in quanto l’Agenzia italiana del Farmaco lo ha prima raccomandato solo a soggetti fino a 55 anni, poi, di fronte ai ritardi nelle consegne degli altri prodotti, ha aumentato la fascia anagrafica di una decade: 65 anni. Chi è alla guida del piano vaccinale, insomma, si è di colpo ritrovato con milioni di dosi potenzialmente inutili perché non adatte a coprire la fascia di popolazione maggiormente a rischio, ovvero quella più anziana e ha deciso così di distrarre quei lotti sul personale amministrativo che dovrà garantire la presenza anche in caso di una terza ondata. A iniziare dal mondo della scuola.

Leggi anche: Tutti i problemi della DAD. Insegnanti esasperati e alunni “spariti”

E qui si crea il cortocircuito. Secondo quanto certifica l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, abbiamo gli insegnanti più anziani d’Europa: ben il 58% dei docenti italiani, tra elementari e superiori, ha più di 50 anni, contro una media OCSE del 34%. E sono quindi più esposti al rischio di sviluppare una forma grave di Coronavirus. Ma lo sono soprattutto gli over 65, che sono finiti nel buco nero dei dimenticati da Draghi, dal generale Francesco Figliuolo, e da Fabrizio Curcio, entrambi freschi di nomina rispettivamente a commissario all’emergenza Covid-19 al posto di Domenico Arcuri e al vertice della Protezione civile al posto di Angelo Borrelli.

QUANTI SONO GLI INSEGNANTI E ATA OVER 65?

La nuova campagna vaccinale non parte dunque troppo bene, all’insegna del cambiamento rispetto a quanto fatto dall’esecutivo precedente, con un simile inciampo. Che ne sarà di docenti, tecnici, bidelli nati prima del 1956? È la domanda posta al governo,  mediante interrogazione parlamentare al Ministro dell’istruzione dal deputato 5 Stelle Manuel Tuzi, al momento il solo a essersi reso conto dell’incongruenza. Secondo i dati dell’Anief, tra insegnanti e personale Ata gli over 65 del mondo della scuola sono oltre 50mila. Così Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Associazione sindacale: “Gli over 65 sono dipendenti dello Stato che necessitano di particolare attenzione, spesso risultano in uno stato di fragilità che però non li esenta dalla presenza a scuola. Bisogna fare in fretta a tutelarli con il vaccino, perché i contagi sono purtroppo in crescita e dagli ultimi dati epidemiologici risulta che le scuole sono tra i luoghi più a rischio”.

Leggi anche: Tutti i danni di un anno di scuole chiuse (e di DAD)

GLI ALTRI PROBLEMI DEL PIANO VACCINALE

E questa dimenticanza di 50mila lavoratori non è neppure la sola svista che rischia di essere compiuta nella fretta da Draghi, Figliuolo e Curcio. Secondo Orizzontescuola, infatti, “manca la previsione di un permesso speciale retribuito qualora la vaccinazione ricada in orario di lavoro, inoltre i “docenti in servizio in Regioni in cui non hanno il medico di base non rientrano tra il personale inserito negli elenchi. Della problematica si  è interessata il sottosegretario Floridia che ha richiesto specifici chiarimenti al Ministero della Salute” e, infine,  “manca la previsione di date di prenotazione per personale scolastico over 65”. Probabilmente perché sono stati dimenticati.

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