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Balneari, si va verso l’aggiudicazione per gara. Chi è a favore, chi contro

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Il governo va verso gare di stampo comunitario dal 2023 ma con criteri di salvaguardia per i piccoli balneari. Forza Italia e Lega chiedono di escludere le concessioni in essere. Furibonde le associazioni di categoria

Questa volta il governo Draghi non intende più nicchiare. A novembre la norma sulle concessioni balneari era stata stralciata all’ultimo dal Dl Concorrenza, ma adesso è venuto il momento di prendere una decisione. E così, un po’ a sorpresa, Palazzo Chigi ha deciso di calendarizzare subito la questione. Prima del Cdm, intorno alle 16:15, il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini incontrerà i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni.

IL RISCHIO DELLA PROCEDURA DI INFRAZIONE SOTTO PNRR

L’Italia, del resto, veleggia ormai verso la procedura di infrazione in quanto non ha mai voluto dare applicazione alla direttiva comunitaria Bolkestein, chiudendo di fatto il mercato italiano all’imprenditoria europea e il presidente del Consiglio non intende irritare Bruxelles proprio mentre arrivano i soldi del Next Generation Eu. Anche perché la vera partita con l’Europa si giocherà in un secondo tempo, quando Roma chiederà di rivedere le regole sul Patto di stabilità.

BALNEARI, UN TESTO CHE METTA TUTTI D’ACCORDO È POSSIBILE?

Il testo che arriverà in CdM sta subendo ritocchi. Non sarà facile accontentare le richieste dei partiti politici della maggioranza: Lega e Forza Italia sono infatti per lasciare le concessioni ai balneari italiani, PD e M5S promettono liberalizzazioni. Per questo si parla di bandi dalla forma peculiare: dal 2023 le assegnazioni si faranno tramite gara, ma con criteri di salvaguardia non meglio specificati per i piccoli concessionari, a tutela della “specificità italiana”, tanto cara soprattutto alla Lega. Quel che è certo, è che per ottenere le concessioni occorrerà mettere sul piatto soldi da investire nelle strutture.

FDI E LEU CONTRO LA BOLKESTEIN, FI E LEGA MODERATE

Ieri, nel dibattito alla Camera, si è registrata una inedita convergenza tra Liberi e Uguali e FdI, le sole forze politiche a chiedere la non applicazione della Bolkestein. Il partito di Giorgia Meloni ha perfino proposto di rinnovare le concessioni per altri 99 anni.  Forza Italia e Lega hanno invece sostenuto posizioni più moderate, dicendo che occorrerà valutare con Bruxelles la possibilità di escludere dalle gare le concessioni già in essere.

LA RABBIA DEI BALNEARI

Furenti i balneari: «Dopo tre riunioni del tavolo tecnico, non abbiamo ancora avuto le linee guida del governo: è auspicabile che la riforma delle concessioni balneari si faccia d’intesa con organizzazioni di categoria e regioni, che sia condivisa e non unilaterale. Non ci piace fare le cose al buio». Così Marco Maurelli, presidente di Federbalneari. Ancora più duro Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari-Confindustria: « È vergognoso che di fronte a un’emergenza di tale portata a livello economico e sociale, peraltro ancora in piena pandemia, il governo ritenga invece prioritario svendere il patrimonio costiero turistico dell’Italia anziché tutelarlo». È insomma il caso di dire che la questione sia in alto mare.

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