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Conte su Zoom: rifiuta ogni ministero e spara contro i Mattei

Conte Zoom

Il premier uscente Conte si collega su Zoom coi grillini e suggerisce la strategia migliore: mercanteggiare l’entrata di M5S nel governo Draghi e chiedere in cambio l’esclusione di Italia viva

Chi ha potuto assistere alla assemblea digitale su Zoom con i portavoce del M5S dice che Giuseppe Conte non ha ancora digerito il fatto di essere stato archiviato tanto in fretta, per colpa di Matteo Renzi. L’ormai ex avvocato degli italiani si guarda bene dal fare il nome di Sergio Mattarella, anzi, dice e ripete ai suoi che ora è il momento di essere responsabili, di agire per il bene del Paese, ma dai suoi atteggiamenti, dai suoi lunghi silenzi, è sempre più chiaro che ha preso come un’offesa personale l’essere stato liquidato senza nemmeno un secondo giro di consultazioni.

Consultazioni che magari avrebbe voluto affidate proprio a lui, che nelle trattative si reputa infallibile, soprattutto da quando s’è convinto che quella sul Recovery Fund in Europa è una vittoria tutta sua, sudata sul campo grazie al suo charm e alla sua fermezza. L’avvocato professore non accetta di essere caduto nel dimenticatoio per via di Roberto Fico, che di consultazioni ne ha fallite due sue due.

Anche perché Conte è sicuro che se avesse avuto dal Colle qualche giorno in più (giorni che, non può fare a meno di notare, il Quirinale ora concede quasi con lassismo a Mario Draghi, come se di colpo non ci fosse più urgenza) la truppa dei responsabili si sarebbe compattata e, benché barcollante, la maggioranza avrebbe potuto reggere fino al semestre bianco, poi da lì sarebbe stata tutta discesa.

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CONTE SU ZOOM: NO A MINISTERI NEL GOVERNO DRAGHI

Il premier uscente dice ai suoi di non auto escludersi del tutto – già hanno perso la premiership – ma di continuare a trattare per la nascita di un governo d’unità nazionale. Ma contemporaneamente se ne sfila. Chi lo conosce bene sostiene che per Conte, che ha vissuto tutta la seconda parte del mandato col terrore dell’arrivo di Draghi, finire ministro o vicepremier del governo dell’ex numero 1 di Bankitalia e BCE sarebbe più che una diminutio: un altro affronto. Oltre il danno la beffa.

Finirebbe infatti totalmente nel cono d’ombra proiettato attualmente dal solo altro leader più apprezzato di lui dagli italiani; il solo oltre a lui capace di tenere assieme Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. E pare qualcosa in più visto che dovrebbero entrare anche Forza Italia e Lega. Con Draghi conosciuto e apprezzato da tutte le cancellerie mondiali, poi, finire agli Esteri significherebbe avere le mani legate, limitarsi a riportare i messaggi dei vari leader a Palazzo Chigi e viceversa. E Conte non vuole concludere la carriera da velina.

IL CONSIGLIO AI SUOI: MERCANTEGGIARE PRIMA DI ACCETTARE

E proprio con riferimento alla composizione del venturo governo Draghi, Conte via Zoom dice ai suoi di non cedere troppo velocemente ma vendere cara la pelle. Benché infatti il Movimento «non possa voltare le spalle al Paese proprio ora», invita i grillini a far pesare le proprie istanze al secondo giro di consultazioni (i 5 Stelle dovrebbero incontrarsi nuovamente con Draghi martedì).

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La vendetta di Conte viene snocciolata con perfidia in chat, attraverso Zoom: chiedere a Draghi di lasciare fuori Matteo Renzi. «Dobbiamo provare in ogni modo – ha detto l’ormai ex premier – di porre condizioni tali che alcuni soggetti non possano rimanere al tavolo per la formazione del governo. Ma noi, invece, al tavolo dobbiamo rimanere perché dobbiamo dare una prospettiva al paese e altre soluzioni diverse ora non ci sono».

LA SPINA NEL FIANCO DEI DUE MATTEI

Anche l’altro Matteo, ovvero Salvini, impensierisce Conte: del resto sono proprio i due Mattei ad averlo tradito. Ma mentre Draghi potrebbe accettare di prendere con sé il Movimento 5 Stelle a costo di lasciare fuori Italia viva (possiamo immaginare che M5S includerà nel programma punti inaccettabili per i renziani, così da rendere l’aut aut automatico), Conte sa bene che il suo successore non potrà dire no all’ingresso della folta compagine leghista, quindi via Zoom invita i suoi a stare accorti, perché «la presenza della Lega al governo» lo impensierisce parecchio.

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