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Il Covid riesce a sfuggire agli anticorpi monoclonali?

varianti del Covid medici di famiglia

Secondo uno studio americano pubblicato su Science ci sarebbero ceppi di Covid capaci di rendersi invisibili agli anticorpi monoclonali

Non bastasse l’inciampo dei vaccini che ritardano (cui si aggiungono poi i ritardi tutti italiani di siringhe che o non arrivano o non vanno bene), ora un altro fulmine a ciel sereno ci rende di colpo meno ottimisti: il Covid sarebbe in grado di sfuggire agli anticorpi monoclonali.

COSA SAPPIAMO SUGLI ANTICORPI MONOCLONALI

Un vero e proprio cazzotto nello stomaco, soprattutto per l’Italia che sta conducendo ricerche all’avanguardia in tal senso. La cura per il Covid è stata affidata al professor Rino Rappuoli. L’esecutivo, sapendo di non poter contare solo sui vaccini, ha deciso di finanziare la no profit Toscana life sciences-Tls per la sua ricerca sugli anticorpi monoclonali: cinquanta milioni di euro ora, 380 in tutto. È a Rino Rappuoli, coordinatore del Mad Lab (Monoclonal Antibody Discovery) che si compone di appena 11 “super scienziati” nonché chief scientist e head external R&D di GlaxoSmithKline – Gsk Vaccines, che si dive l’intuizione di usare «armi biologiche che combattono il virus», come aveva dichiarato al Corriere qualche tempo fa (si veda agenzia Adnkronos per approfondire).

ANTICORPI SU MISURA PER SCONFIGGERE IL COVID

«Abbiamo identificato 450 anticorpi in grado di neutralizzare il Coronavirus, ma la maggior parte ha un effetto limitato per cui sarebbe necessario, una volta ottenuto il farmaco, ricorrere a dosi altissime per curare i positivi, per via endovenosa. Gli anticorpi super potenti (per capirsi, mille volte più della media degli altri) sono in grado di sconfiggere Sars-CoV-2 anche se somministrati in piccole quantità, con una semplice iniezione sottocutaneo. Il nostro obiettivo adesso è produrre un farmaco, dal migliore di questi tre anticorpi, che possa far guarire i pazienti positivi al coronavirus in pochi giorni, con una dose da i millilitro che si può assumere anche a casa».

LA BRUTTA NOTIZIA CHE ARRIVA DAGLI USA

Insomma, grazie a Rappuoli e al suo dream team potremmo presto avere la prima cura al Covid, per di più tutta italiana. Se non fosse che negli USA, per la precisione a Seattle, i ricercatori guidati da Tyler Starr hanno scoperto che il Covid riesce già a nascondersi, in un numero limitato di casi, agli anticorpi statunitensi. Gli scienziati hanno utilizzato una nuova tecnica di mappatura per valutare quali mutazioni della proteina Spike (e in particolare quelle della porzione chiamata ‘RBD’) influiscono sul riconoscimento del virus da parte degli anticorpi monoclonali in commercio, ovvero il cocktail REGN-COV2 della Regeneron (usato anche da Donald Trump) e l’anticorpo LY-CoV016 dell’azienda farmaceutica Eli Lilly. Lo studio si è focalizzato sulle mutazioni che, sebbene possano cambiare forma al dominio RBD, non ne impediscono però il legame con il recettore ACE-2, la ‘serratura’ che permette al virus di entrare nelle cellule umane.

Leggi anche: Merkel: “Variante inglese fuori controllo. Una polveriera”

In soldoni, il Covid-19 non sarebbe rimasto con le mani in mano, ma starebbe rispondendo con diverse mutazioni che permettono al virus di rendersi invisibile agli anticorpi monoclonali usati negli States. Poco male, direte voi: sappiamo che Donald Trump è stato curato con un cocktail di anticorpi proprio per avere il più ampio spettro difensivo dalla sua. Ecco, secondo lo studio americano pubblicato sulla rivista Science e coordinato dal Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, anche una singola mutazione riuscirebbe a ingannare entrambi gli anticorpi presenti nel mix della Regeneron. Grazie a queste nuove mappe, i ricercatori sono riusciti a individuare mutazioni in grado di conferire resistenza anche nel virus isolato da un paziente con Covid persistente e trattato con REGN-COV2 a 145 giorni dalla diagnosi: tre delle quattro mutazioni non erano mai state evidenziate negli studi su cellule in provetta. Insomma la scoperta mette a rischio anche l’efficacia degli anticorpi monoclonali di Rappuoli? Tutt’altro, ma ci dice che la lotta tra noi e il virus non è ancora finita.

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