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Il Grande Fratello della crisi: Renzi entra se Rocco Casalino esce

Rocco Casalino

Ultime ore nella “casa” di Palazzo Chigi per l’ex gieffino? Matteo Renzi lo ha “nominato”, chiedendo a Giuseppe Conte la testa di Rocco Casalino, finora sopravvissuto a qualsiasi gaffe che ha combinato

Prende molto più del presidente del Consiglio (169 mila euro lordi annui, contro i 114 mila euro lordi del premier) e, come un novello Pollicino, ha lasciato dietro di sé una lunga scia di gaffe. Eppure è ancora lì, al suo posto. Blindatissimo dai 5 Stelle. Che lo hanno voluto per controllare quell’avvocato portato a Palazzo Chigi da Alfonso Bonafede, in arte dj Fofò, quando nessuno lo conosceva ancora. Poi, pare, il rapporto tra Giuseppe Conte e Rocco Casalino è diventato molto stretto: i due sarebbero legati da stima e fiducia reciproca.

Rocco Casalino

Testimoniata dal fatto che al presidente del Consiglio non dispiace  farsi immortalare ogni due per tre assieme a lui anche in momenti cruciali, come quando volò a Bruxelles per chiedere a gran voce il Recovery Fund e nelle numerose conferenze stampa che aggiornavano gli italiani sulle restrizioni per la pandemia, studiate appositamente per presentare una inquadratura allargata che contenesse sia il presidente, sia il suo portavoce. Che a livello scenico diventava il suo vice, se non un primus inter pares.

Rocco Casalino

ROCCO, SEI STATO NOMINATO

E ora Matteo Renzi ne avrebbe chiesto la testa, dice il Corsera. Sarebbe tra le condizioni inderogabili apposte dal senatore di Rignano per tornare nella maggioranza. Eppure, riporta con una punta di perfidia Monica Guerzoni sempre sul Corriere: “c’è stato un tempo in cui Renzi e Casalino erano quasi amici e avevano preso a chattare via WhatsApp. Conte era da poco a Palazzo Chigi con la Lega e l’ex sindaco di Firenze, forse colpito dal talento comunicativo del portavoce, gli scrisse per complimentarsi. Ne nacque una confidenza, persino una simpatia reciproca. Finché il capo dell’ufficio stampa della presidenza del Consiglio scrive qualcosa che fa saltare i nervi a Renzi, il quale blocca il contatto e non si fa più vivo”. Resta da capire se Rocco Casalino, rimasto in sella nonostante le tante gaffe che ne hanno caratterizzato la carriera alla comunicazione di Palazzo Chigi, sia sacrificabile o se Giuseppe Conte e i 5 Stelle sceglieranno di legare la loro sopravvivenza all’ex concorrente del Grande Fratello.

“AMORE, CI SARÀ UN CONTE TER”

Chissà se Rocco Casalino continua a ostentare sicurezza e pensa ancora di sopravvivere a qualsiasi caduta di governo. Giusto un anno fa, quando Renzi aveva già deciso di staccare la spina al Conte bis (di lì a breve saremmo stati investiti dalla pandemia di Covid), il giornalista Franco Bechis lo inchiodò con un audio pubblicato da Linkiesta: «Amore, ci sarà un Conte ter, stai tranquillo».

 

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TUTTE LE GAFFE DI ROCCO CASALINO

L’ex Gieffino, cresciuto nel vivaio del programma Mediaset, non sembra aver fatto tesoro della sola cosa che può insegnare un programma di quel tipo: ovvero che se sei sotto le telecamere h.24 è meglio pensare due volte prima di dire o fare qualsiasi cosa. Infatti iniziò facendosi notare inviando via Wapp, nel gruppo ufficiale di Palazzo Chigi che raccoglie tutta la stampa parlamentare, l’emoticon di un dito medio a commento di alcune decisioni prese da Emmanuel Macron.

Rocco Casalino

Era il 30 giugno 2018. Il governo Conte I era in carica da appena 29 giorni e Rocco Casalino, responsabile della comunicazione del premier, stava già facendo scoppiare un incidente diplomatico tra Roma e Parigi. Riporta un articolo de Il Giornale dell’epoca: “Così, quando nella chat WhatsApp della Rappresentanza italiana i cronisti gli chiedono un commento alla proposta francese di «hot spot», lui – che dalla scuola del «vaffa» proviene – replica con l’icona del dito medio. Poi si rende conto della gaffe, lo cancella, ma la cosa finisce sull’Ansa, e poi nelle cronache di Repubblica e del Giornale. Rocco si indigna: «Se anche sbagliare chat e mettere un emoticon diventa una notizia, mi arrendo», protesta, e poi drammaticamente abbandona la chat”.

Rocco Casalino

QUEL PONTE MORANDI CHE GLI ROVINÒ IL FERRAGOSTO

Nemmeno quello scivolone su WhatsApp insegnò a Rocco Casalino che fosse meglio contare fino a 10 prima di parlare, soprattutto quando l’interlocutore è un giornalista. Nel pieno del dramma del crollo del ponte Morandi di Genova, sbottò coi giornalisti che lo inseguivano per avere dichiarazioni del premier: «io pure c’ho diritto a farmi magari due giorni, abbiamo avuto… già mi è saltato Ferragosto, Santo Stefano, Santo Rocco, Santo Cristo… mi chiamate come i pazzi… cioè datevi una calmata, cioè, tutti cento volte mi state chiamando… una volta, poi semmai mi mandate un messaggio e nel caso vi rispondo, basta cioè ragazzi non mi stressate la vita». L’audio fu pubblicato dal Giornale e, visto che erano appena morte 43 persone che non avrebbero più potuto fare alcuna vacanza, anche quello sfogo fu una notizia.

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SPIA E LASCIA SPIARE

«Non mi fate un casino, è stato un errore del telefono. Altrimenti mi accusano ri aver rivelato la posizione di Khalifa Haftar», è quanto avrebbe detto Rocco Casalino, secondo Augusto Minzolini, lo scorso dicembre, quando volò in tutta fretta col premier a Bengasi per trattare la liberazione dei pescatori di Mazara del Vallo dopo 108 giorni di prigionia in Libia. Una occasione che Conte avrebbe voluto sfruttare per fare uscire il proprio governo dall’angolo in cui era stato ammesso da chi in quel periodo lo stava accusando di non aver saputo gestire la seconda ondata di Covid-19 (di lì a poco avrebbe dichiarato il lockdown di Natale) ma che il suo addetto alla comunicazione rovinò clamorosamente, inviando la geolocalizzazione dell’incontro ad alcuni giornalisti.

UN UOMO OMBRA SEMPRE SOTTO I RIFLETTORI

Insomma, se doveva essere l’uomo ombra del premier, Rocco Casalino ha fallito drammaticamente il proprio obiettivo. Ma anche la comunicazione del presidente del Consiglio non è stata delle migliori in questi mesi di emergenza. Non abbiamo prova che c’entri qualcosa, ma tra le fughe di notizia che hanno causato l’assalto ai treni quando la Lombardia stava per essere chiusa e le conferenze stampa annunciate a un’ora che non è mai stata rispettata, il suo lavoro non sembra avere dato i frutti sperati nemmeno le poche volte che non ci ha messo la faccia e non ha combinato guai col cellulare. Ma se è sopravvissuto a tutto questo, sopravviverà anche all’ultimatum di Renzi?

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