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Cosa chiedono alle istituzioni i lavoratori del gioco legale

sale da gioco gioco legale piazza 18 febbraio

Gioco lecito come baluardo della legalità. Se non sarà concesso loro di riaprire si rischia di avvantaggiare la criminalità organizzata. ATI Gioco Lecito scende in piazza il prossimo 18 febbraio

Riaprire subito il gioco legale per non incorrere negli effetti indesiderati del proibizionismo, ovvero nell’apertura di migliaia di bische clandestine sostenute dalla criminalità organizzata. È l’allarme lanciato da Fipe Confcommercio, che sottolinea come “la terribile congiuntura economica e sociale dell’ultimo anno” coinvolga “pienamente le reti distributive del bingo, delle scommesse e degli apparecchi da intrattenimento”.

Per questo, i lavoratori delle imprese del Gioco Legale manifesteranno il 18 Febbraio 2021, in contemporanea a Milano – Piazza del Duomo e a Roma – Piazza del Popolo, per sensibilizzare le Istituzioni e l’opinione pubblica sul grave stato di difficoltà in cui versano oltre 150.000 lavoratori (per un totale di 400mila persone circa) colpite dalla prolungata sospensione delle attività del settore dei Giochi Pubblici e dalla assoluta incertezza sulla data di ripresa.

Si ritroveranno tutti sotto i vessilli di ATI Gioco Lecito, sostenuta dalla principali associazioni di categoria (Acadi, Anib, Astro, Confederazione Giocare Italia, EGP-Fipe, Federbingo, FIEGL Confesercenti, Sapar, S.G.I ). Già confermata l’adesione di oltre 170 imprese, tra esercizi pubblici, Sale Bingo, Sale scommesse, Sale videolottery e gestori di apparecchi.

COSA DICE LA POLITICA SUL GIOCO LEGALE

Tace per lo più la politica, che in queste ore prova a comporre i pezzi della crisi. Ma parla almeno il deputato del Pd, Paolo Lattanzio, coordinatore del Comitato per la prevenzione e la repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l’emergenza sanitaria, istituito presso la Commissione Antimafia: “Bisogna cominciare a ragionare seriamente sulla riapertura del gioco pubblico, chiuso complessivamente da oltre 8 mesi. Il gioco illegale sta creando molteplici danni a causa dell’infiltrazione delle mafie, sul lavoro e all’erario”.

TUTTI I NUMERI (ROSSI) DEL GIOCO LEGALE

Del resto che il settore del gioco legale sia in grave sofferenza lo avevamo scritto giusto pochi giorni fa. Secondo i dati del Conto riassuntivo del Tesoro riportati dalla testata di settore Agipronews, a causa dell’epidemia c’è stato un calo del 34% rispetto ai 14,8 miliardi di euro che erano stati incassati nel 2019.

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In totale, riporta il Ministero dell’Economia, gli incassi per entrate del bilancio dello Stato da lotto, lotterie ed altre attività di gioco superano i 9,8 miliardi di euro, di cui oltre 3,2 miliardi arrivano dal prelievo erariale sugli apparecchi, per i quali il calo è mostruoso, più che dimezzato: -51%. Ricordiamo infatti che bar e tabaccai sono rimasti aperti, ma le slot sono state spente. Ammontano a 5,9 miliardi i proventi del lotto (-22%), mentre 227 milioni arrivano da altre attività di gioco (-27%) e 313 milioni derivano dalla quota del 40% dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici (+34,9%).

Altri 47,8 milioni arrivano dal diritto fisso erariale sui concorsi pronostici (-30,3%). Il nuovo anno, che per i giochi dovrebbe ripartire a pieno regime il 5 marzo, si presenta pieno di incertezze per il settore che ora dovrà fare i conti anche con il cambio di governo.

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Le misure governative di distanziamento sociale hanno interrotto completamente le attività, con parziali eccezioni per le lotterie, raggiungendo in febbraio 9 mesi su 14 dall’inizio del 2020. Nello scorso anno, la spesa nel gioco regolamentato si è ridotta di oltre il 35% (quasi 6,8 miliardi di euro di ricavi in meno), con più del 40% di minore gettito per l’erario (oltre 4 miliardi solo per le imposte sui giochi) essendo sospesi non solo il bingo e le scommesse, ma anche gli apparecchi da gioco, sottoposti ad un prelievo molto elevato.

LA CHIUSURA DEL GIOCO LEGALE È UN REGALO ALLE MAFIE?

“Senza la possibilità di riprendere presto a lavorare, anche per i pubblici esercizi che offrono giochi non si pone solo il problema della continuità aziendale, ma anche quello della difesa della legalità” dichiara Aldo Cursano, Vicepresidente vicario di FIPE-Confcommercio.

“È ancora troppo recente il ricordo delle bische, del “picchetto”, delle tombole clandestine; i giochi in denaro sono servizi che richiedono selezione, elevata qualificazione e professionalità degli esercenti, per tutelare in ogni momento i consumatori. Non possiamo permettere – conclude Cursano – che le incertezze sulle decisioni di riapertura favoriscano la dispersione di quanto costruito con la regolamentazione puntuale di queste attività, impedendone l’ulteriore progresso professionale e tecnologico con la restituzione di larghe porzioni di offerta alla criminalità.”

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