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Tutti i penultimatum (veri o presunti) del ministro Giorgetti

Giorgetti

Ancora una volta fanno discutere le indiscrezioni che Giancarlo Giorgetti possa lasciare il Mef. Cosa c’è di vero e cosa no

Tra le notizie del giorno al centro del dibattito politico c’è il retroscena di Giuseppe Colombo su Repubblica, secondo cui il ministro Giorgetti sarebbe pronto a lasciare per un posto nella prossima Commissione europea.

Un’indiscrezione che il diretto interessato ha smentito a metà mattinata, spiegando che continuerà a fare il proprio “lavoro come sempre”, che sta già “pensando al piano strutturale” e di avere “in mente un progetto preciso”. Quanto agli eventuali incarichi europei, Giorgetti ha sottolineato di aver “già chiarito cinque anni fa” come la pensa e non ha “cambiato idea”.

LO SCENARIO DESCRITTO DA REPUBBLICA

Lo scenario descritto da Repubblica, fa riferimento al “”mite” ministro dell’Economia” che “si ritrova sempre da solo quando si tratta di stringere la cinghia e allineare il sovranismo nazionale alla direzione dell’Europa. Si sente abbandonato, sfiduciato. A volte addirittura accerchiato. In ogni caso stufo. Che è disposto a lasciare via XX settembre lo dice da mesi, in gran riserbo. In pubblico, invece, schiva la questione a colpi di battute. (…) Ma negli ultimi giorni qualcosa è cambiato nei tormenti del “mite” ministro. «Preparatevi a fare senza di me», è lo sfogo raccolto da alcuni funzionari del Tesoro. Non è tipo da dimissioni, Giorgetti. Non le ha messe in conto. Né una dipartita volontaria può essere contemplata” (…)

“Una via d’uscita c’è: l’Europa. La casacca da commissario non gli dispiace affatto. A Giorgia Meloni – continua Colombo – ha già offerto la sua disponibilità: meglio traslocare, fare da presidio all’interno della Commissione piuttosto che restare, come un bersaglio, al Mef. Ma la premier si è dimostrata fredda. Ha altri nomi in mente. Fonti di Palazzo Chigi vanno giù dritto: «Non si è fatto nessun ragionamento su Giorgetti commissario»”.

GIA’ UN ANNO FA IL FOGLIO SCRIVEVA DI POSSIBILI DIMISSIONI DI GIORGETTI

La verità è che, come scriveva Carmelo Caruso sul Foglio esattamente un anno fa, “Giorgetti da anni parla di dimissioni”. Non a caso sono diventati uno stile narrativo i penultimatum del ministro dell’Economia. Il contesto di quell’articolo stava racchiuso nell’incipit: “Gli stanno portando via pure la penna. Sulle partecipare di stato doveva limitarsi a “mettere la firma”, sulla scelta del nuovo comandante Gdf “uniformarsi”. In Europa di Giancarlo Giorgetti – riferiva Caruso – oramai sorridono. Giorgia Meloni sta ridicolizzando il suo ministro dell’Economia. Che, se il Mes non dovesse essere ratificato, in un quadro compromesso, potrebbe rassegnare le dimissioni. Sono una possibilità sempre avanzata: “Si può lasciare”. Queste riflessioni del giornalista del Foglio sono datate 23 giugno 2023 e risultano attuali a distanza di un anno.

A DICEMBRE LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DA PARTE DELLE OPPOSIZIONI, DOPO IL CORTOCIRCUITO SUL MES

A dicembre poi il capitombolo sul Mes, con la mancata ratifica da parte del Parlamento italiano, nonostante Giorgetti disse chiaramente che “il ministro dell’economia e delle finanze aveva interesse che il Mes fosse approvato per motivazioni di tipo economico e finanziario”. Da qui la richiesta di dimissioni, questa volta partita dalle opposizioni. Giorgetti in quel caso rispose attraverso un’intervista al Giornale: “Fino a quando la maggioranza sosterrà la mia impostazione su progetti seri, credibili e sostenibili non vedo perché lasciare. Come ho già  detto, l’opposizione ha tutto il diritto di dare suggerimenti, anche graditi, poi però decido io”.

A FEBBRAIO IL CORRIERE DELLA SERA GIA’ AVANZAVA L’IPOTESI DI GIORGETTI IN EUROPA

Per poi arrivare agli inizi di febbraio, quando sul Corriere della Sera era stato già Francesco Verderami a scrivere dell’ipotesi di Giorgetti in Europa.

“Giorgetti è stanco di fare il punching-ball nella Lega, di cui non condivide (è un eufemismo) la linea. L’ha detto pure al segretario, come poi ha confidato a un dirigente del Carroccio: «La mia impostazione di politica economica è diversa. Gli ho spiegato che sono pronto a farmi da parte»” scriveva Verderami, facendo riferimento ai “dissidi nel partito”, alla “ferita del Mes” che ha procurato a Giorgetti “problemi di credibilità nel club europeo dei ministri dell’Economia”.

Il retroscenista del Corriere aveva rivelato poi il disegno che sembra prevalere in alcuni ambienti del centrodestra: “sostiene uno dei leader di maggioranza, dopo aver parlato con la premier: «Intanto la nomina a commissario di Giancarlo sarebbe una garanzia per il governo in Europa. E poi consentirebbe a Giorgia Meloni di insediare Maurizio Leo all’Economia. Come potrebbe Salvini opporsi a questo schema?». Schema che per un verso offrirebbe alla presidente del Consiglio la possibilità di controllare direttamente il dicastero di via XX Settembre. E per l’altro incastrerebbe il «Capitano»: il gruppo leghista a Strasburgo come potrebbe votare contro la nuova commissione, se uno dei suoi uomini di punta ne facesse parte?”.

Ed ecco, ciclicamente come un fiume carsico, che rispunta il tema del presente e del futuro di Giorgetti. Le elezioni Europee finalmente stanno arrivando e solo tra pochi giorni si capiranno davvero bluff e reali intenzioni dei vari attori in commedia.

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