Italia

Ben tornato a Bertolaso

Bertolaso

Ben tornato a Guido Bertolaso, e a missione compiuta. Grazie e auguri sinceri. I graffi di Damato

Non perché ne sia ossessionato, ma perché ne sono ossessionati loro, mi chiedo come siano rimasti al Fatto Quotidiano, dal direttore in giù, sin forse agli uscieri, nel rivedere e risentire, navigando in internet, il volto e la voce di Guido Bertolaso, o Bertolesi, nella manipolazione ironica del nome fatta in un recente editoriale da Marco Travaglio in persona. Che gli ha rimproverato, malandato come sarebbe con l’udito, ma anche con l’età vulnerabile agli attacchi del coronavirus, di non essersene rimasto tranquillo nel suo rifugio sudafricano. E di avere invece risposto come un soldato, per amor di Patria, e senza compenso, alla chiamata del governatore leghista della Lombardia, Attilio Fontana, per aiutarlo con l’esperienza del medico, e dei tanti anni trascorsi alla guida della Protezione Civile, ad allestire un ospedale di emergenza antivirale nei padiglioni della vecchia Fiera di Milano.

PRONTO L’OSPEDALE A FIERA DI MILANO

Ora che, proprio nel giorno dell’Italia a mezz’asta per le tante, troppe vittime del coronavirus, l’ospedale è fatto davvero, sia pure con metà dei 500 posti letto originariamente previsti, e ha ricevuto la benedizione dell’arcivescovo ambrosiano, alle cui preghiere operai e tecnici si sono aggiunti cantando milanesamente “o mia bella Madunina”, composta da Giovanni D’Anzi nel 1934, Bertolaso dalla sua postazione di paziente positivo nell’ospedale San Raffaele ha voluto compiacersi dell’opera alla quale ha collaborato. E ciò anche a costo di procurare un travaso di bile ai suoi irriducibili critici e avversari, già delusi di averlo visto uscire indenne negli anni scorsi dai lunghi processi, al solito, nei quali era stato scambiato per un satrapo corrotto, dedito a creste anche da massaggi.

Soltanto in questo nostro curioso Paese, dove si passa disinvoltamente dalla solidarietà patriottica e canora su balconi, ballatoi e terrazze ai linciaggi dei processi in piazza, poteva accadere a un uomo come Bertolaso ciò che gli è capitato, col nome storpiato e alla berlina per avere partecipato ad una rappresentanza di “Mercanti in Fiera”. Così ha appena titolato in rosso su tutta la prima pagina il giornale, diciamo, dell’onestà al quadrato, anzi al cubo, come la gridano nei loro raduni i grillini.

Neppure nelle disgrazie e tragedie nazionali le cattive coscienze rinunciano a nascondersi dietro le ricorrenti campagne delle “mani pulite”, temute -si è appena scoperto- anche da quel mostro del coronavirus.

Ben tornato, rivisto e riascoltato, caro Bertolaso. E grazie.

 

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