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Brunetta rompe coi sovranisti: “Portano il Paese a sbattere”

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Brunetta durissimo con i sovranisti: “Se vanno dietro al richiamo della foresta commettono un grande errore perché il popolo non la pensa così”

Ieri Silvio Berlusconi aveva rubricato lo sfogo della ministra Mariastella Gelmini come “fuori dalla realtà”. Oggi, però, a scandire parole molto dure sull’alleanza tra Forza Italia e i partiti sovranisti è un altro forzista ‘de fero’: Renato Brunetta, tessera n. 2 di Forza Italia, che a Repubblica consegna parole che sembrano prodromiche a uno strappo: ” ha ragione Mariastella Gelmini. Le divaricazioni, semmai, sono aumentate. Dopo il 2018 è mancata una riflessione su quello che è successo. Invece servirebbe un’analisi anche dura e feroce sui nostri errori, ed è quello che mercoledì ho rappresentato con dolore al presidente Berlusconi. Salvini ha rinunciato ad entrare nel Ppe e ha appena annunciato la volontà di rinsaldare l’alleanza con Le Pen in un nuovo gruppo, Meloni va a fare i comizi con Santiago Abascal. Tutto legittimo, per carità, ma questo, agli occhi dei nostri elettori moderati, di centro, ci impedisce di essere considerati come coalizione un’alternativa credibile alla sinistra”. La linea tracciata dal ministro per la PA è chiara: “Il popolo si fida di Draghi, ha capito. La società civile ha capito. Quelli che sembrano non aver capito sono i partiti che compongono l’attuale maggioranza”.

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Quindi Brunetta affonda sui sovranisti: “Se la destra sovranista, anti-europea, anti-Green Pass va dietro al richiamo della foresta commette un grande errore, perché il popolo non la pensa così. Lo stesso vale per la sinistra, perché le persone chiedono stabilità e pragmatismo, non risposte ideologiche. Guardi la storia dell’obbligo di Green Pass. Tutti a prospettare sfracelli, anche a sinistra, poi è arrivato il D-Day e non è successo niente”.

Parole simili a quelle pronunciate ieri da Carlo Bonomi, numero 1 di Confindustria, che ha detto che la diligenza di Draghi è sotto l’assalto continuo dei partiti, e infatti Brunetta spiega: “[i partiti] non possono andare avanti guardando indietro. Se continuiamo a dire ‘questa è la mia riforma, guai a chi la tocca, questo è il mio reddito di cittadinanza, la mia quota 100, il mio bonus’, non andiamo da nessuna parte. Allarghiamo soltanto la frattura tra partiti e popolo. Se prevale il distacco, il risultato è l’astensionismo”. E aggiunge: “Non si ha il coraggio di battere i pugni sul tavolo davanti a Draghi mentre poi ci si vanta con i leader di partito, e quindi sui giornali, di averlo fatto. Non è bello né elegante. È l’ennesimo indizio del malessere di cui parlavo prima”.

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