Italia

Conte al Senato, nuovo attacco ai renziani: “Attacchi scomposti, crisi mi imbarazza”

conte renziani

Salta il riferimento alla risalita dello spread, ma Conte non risparmia attacchi ai renziani, guardando il senatore di Rignano negli occhi

Al Senato va in scena il medesimo film visto ieri a Montecitorio. Conte riserva gli attacchi ai renziani solo alla seconda parte del suo discorso, attorno al venticinquesimo minuto: “Purtroppo al culmine di alcune settimane di attacchi anche mediatici molto aspri, devo dirlo a volte anche scomposti, alcuni esponenti di Italia Viva hanno anticipato e poi confermato di volersi smarcare da questo percorso comune”. Questo il clou dell’interento.

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“Ne è seguita – ha aggiunto il premier – un’astensione delle ministre di Italia Viva al momento dell’approvazione, in Consiglio dei Ministri, del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, nonostante ci sia stato un chiaro contributo, apprezzato contributo al miglioramento della bozza che era stata originariamente presentata, vi è stata questa astensione motivata sostanzialmente o comunque principalmente per il fatto che questa nuova bozza non contempla le risorse del Mes, che però come sapete è uno strumento di finanziamento che nulla ha a che vedere con il Recovery Fund. Da ultimo, lo scorso 13 gennaio è stata indetta una conferenza stampa nel corso della quale sono state poi confermate le dimissioni delle ministre.”

 

Tutti gli attacchi di Conte ai renziani

“L’ho confessato ieri, ho confessato di avvertire un certo disagio”, è il solo passo che cambia leggermente ma non muta certo l’attacco che Conte riserva ai renziani. “Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno per i cittadini e le imprese, non per illustrare la bozza ultima, migliorata del Recovery Plan, ma per provare a spiegare una crisi di cui immagino i cittadini, ma, devo confessarlo, io stesso, non ravviso alcun plausibile fondamento”. “C’era davvero bisogno di aprire una crisi in questa fase? Nonostante le continue pretese, i continui rilanci, le critiche sempre più incalzanti, s’è fatto di tutto per non aprirla”. Così Conte replica ai renziani.

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“Questa crisi di governo ha aperto una ferita profonda all’interno della compagine di governo e tra le forze di maggioranza, ma ha provocato – e questo è ancora più grave – anche profondo sgomento nel Paese. Questa crisi ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Arrivati a questo punto non si può cancellare quel che è accaduto o pensare di poter recuperare quel clima di fiducia e quel senso di affidamento che sono condizioni imprescindibili per poter lavorare, tutti insieme, nell’interesse del Paese”. “Adesso si volta pagina”, ripete ancora una volta Conte chiudendo la porta in faccia ai renziani. “Questo Paese merita un governo coeso, dedito a tempo pieno a lavorare esclusivamente per il benessere dei cittadini e per favorire una pronta ripartenza della nostra vita sociale e una incisiva ripresa della nostra economia.”

I riferimenti a SPID e App IO

Rispetto a Montecitorio, Conte fa riferimento nel suo discorso odierno a SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, snocciolando i numeri della sua crescita. Un richiamo non casuale dato che l’identità virtuale fu voluta proprio da Matteo Renzi, presente in aula, ma mai decollata. Quindi la riforma digitale attuata dal Conte bis prosegue, nella narrazione del premier, parlando dei progressi dell’App IO, “che prima non esisteva”, sottolinea. Insomma, Conte ha voluto sfidare Renzi anche sul suo stesso terreno: la digitalizzazione della pubblica amministrazione, sottolineando come il suo esecutivo avrebbe fatto molto di più. Segno che ormai tra i due è guerra aperta.

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