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Draghi in Senato: “Gli italiani chiedono di andare avanti. Impossibile ignorarli”

Draghi Senato

” In questi mesi l’unità nazionale è stata la miglior garanzia della legittimità democratica: un presidente del Consiglio che non si è mai presentato agli elettori deve avere in Parlamento la più ampia maggioranza possibile, tanto più in emergenza”. Così Draghi parlando all’aula del Senato. Il nuovo appello alla responsabilità: “Niente fiducie di facciata: partiti e parlamentari, siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti a confermare lo sforzo di 17 mesi fa e che si è affievolito? Sono qui in quest’Aula oggi solo perché gli italiani lo hanno chiesto, è a loro che dovete rispondere”

Occhi puntati su Palazzo Madama. Mai come in questo caso, a giudicare dagli appelli internazionali, si può dire che l’Europa e il mondo ci stiano guardando. Dopo 17 mesi di governo, l’esecutivo guidato da Mario Draghi sembra essere arrivato al capolinea, ma i “tempi supplementari” evocati dal ministro allo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e imposti a Draghi dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con la parlamentarizzazione della crisi potrebbero aver spinto il premier a tornare sui suoi passi. Lo si saprà a breve, quando prenderà la parola.

Due le opzioni sul tavolo: nel caso in cui il premier decidesse di ribadire che le sue dimissioni sono irrevocabili, si recherà al Colle e lì il Presidente della Repubblica senza indugio darà il via a nuove consultazioni o scioglierà le Camere; viceversa, qualora Mario Draghi dovesse enunciare il suo programma per l’ultimo scampolo della legislatura, si andrà alla conta: dunque si terrà il dibattitto sulla fiducia e lo scrutinio stesso (verso le 20, considerato il ritardo con cui è iniziato il dibattito) per capire se sono variati i confini della maggioranza a sostegno dell’esecutivo. Le dimissioni potrebbero avvenire anche nel caso in cui il governo ottenesse la fiducia, laddove però certificassero l’uscita dei 5 Stelle, condizione necessaria per restare imposta da Draghi.

 

COSA HA DETTO DRAGHI IN SENATO

“Le mie dimissioni sono seguite al venir meno della maggioranza d’unità nazionale. Il Presidente della Repubblica le ha respinte chiedendomi di condividere le ragioni col Parlamento”, ha esordito Draghi prendendo la parola in Senato. “Il mio governo è nato apolitico per rispondere alle gravi emergenze in corso nel febbraio 2021. In questi mesi l’unità nazionale è stata la miglior garanzia della legittimità democratica: un presidente del Consiglio che non si è mai presentato agli elettori deve avere in Parlamento la più ampia maggioranza possibile, tanto più in emergenza”.

“A lungo le forze politiche hanno saputo mettere da parte le differenze per il bene dei cittadini”, ha proseguito il premier, ripercorrendo le riforme intraprese per uscire dalla crisi post pandemica. “Tutti gli obiettivi del primo anno sono stati raggiunti, abbiamo già ottenuto da Bruxelles 45 miliardi a cui se ne aggiungeranno a breve altri 21 per il PNRR”. “Abbiamo reagito – ha ricordato – con estrema fermezza all’invasione della Ucraina da parte della Russia, ribandendo come l’Italia debba avere un ruolo guida nel G7”.

“Ci siamo mossi per ridurre la dipendenza energetica dell’Italia dalla Russia: risultato impensabile che rafforza la nostra sicurezza nazionale, la nostra credibilità nel mondo e che dà sicurezza a famiglie e industrie”, ha continuato Draghi parlando in Senato. “Siamo intervenuti per proteggere cittadini e imprese, soprattutto le fasce più deboli, dalle conseguenze della crisi: lo abbiamo potuto fare grazie alla rinnovata credibilità italiana che ha contenuto i tassi d’interesse”.

“Il merito di quanto fatto – ha scandito Draghi – è stato vostro. Gli italiani hanno sostenuto a loro volta questo miracolo civile diventando i protagonisti delle leggi attuate, come la pazienza dimostrata per le restrizioni, la straordinaria partecipazione alla campagna vaccinale, la spontanea accoglienza ai profughi ucraini… mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano”, ha detto strappando un lungo applauso all’intero emiciclo.

“L’Italia è forte quando sa essere unita, purtroppo le forze politiche negli ultimi mesi hanno mostrato sempre più distinguo: sul catasto, sulle concessioni balneari, sulla nostra opposizione a Putin; le richieste di ulteriore indebitamento si sono fatte maggiori, il desiderio di andare avanti assieme si è progressivamente esaurito e con esso la capacità di essere incisivi. Giovedì scorso è venuta meno la fiducia: non è possibile ignorare quanto è avvenuto, perché vorrebbe dire ignorare il Parlamento, non è possibile contenerlo perché vorrebbe dire che chiunque può ripeterlo, non è possibile minimizzarlo perché viene da mesi da strappi e ultimatum. L’unica strada per andare avanti assieme è ricostruire da capo questo patto con coraggio, altruismo e credibilità: a chiederlo sono gli italiani“. “È un sostegno immeritato per cui sono grato: due appelli mi hanno colpito in modo particolare: quello di duemila sindaci; il secondo è quello degli eroi della pandemia, i sanitari”.

IL PROGRAMMA DI GOVERNO

“Il PNRR è una occasione unica, entro la fine di quest’anno dobbiamo raggiungere 55 obiettivi per avere una nuova tranche di 19 miliardi”, ha proseguito il premier entrando nel merito del programma dell’ultimo scampolo di legislatura. “Dobbiamo tenere le mafie lontane dal PNRR. È il modo migliore per onorare la memoria dei giudici Falcone e Borsellino”, ha proseguito strappando un altro, lungo, applauso bipartisan. “La riforma degli appalti è stata approvata, la riforma della concorrenza serve a promuovere la crescita rimuovendo gli ostacoli, toccando anche i taxi e le concessioni balneari: il ddl deve essere approvato prima della pausa estiva. C’è bisogno di un sostegno convinto, non a proteste violente e non autorizzate”, ha scandito il presidente del Consiglio.

“Le riforme dei processi penali e civili sono state approvate: serve giustizia e rapidità. Dobbiamo approvare la riforma della giustizia entro fine anno. C’è poi il tema della riforma del fisco: serve procedere con trasparenza. Bisogna attuare entro agosto nuove misure per tutelare cittadini e imprese dal caro energia; ridurre il carico fiscale sui lavoratori è un obiettivo di medio termine. Il reddito di cittadinanza misura importante contro la povertà ma può essere migliorato. C’è bisogno di una riforma delle pensioni che garantisca flessibilità in uscita e sostenibilità del sistema. L’Italia deve inoltre diversificare i fornitori di energia e continuare sulla realizzazione delle rinnovabili, accelerare coi rigassificatori di Piombino e Ravenna: incomprensibile protestare contro queste infrastrutture”, dice tra gli applausi di parte dell’Aula. “È questione di sicurezza nazionale. Serve un piano acqua per combattere la siccità”.

“Dobbiamo – ha aggiunto – sostenere l’Ucraina in ogni modo. Armarla è il solo modo per permettere agli ucraini di difendersi”, suscitando alcune voci di dissenso dai banchi 5S. “L’Italia è un Paese libero e democratico: davanti a chi vuole sedurci con modelli autoritari dobbiamo rispondere coi valori europei: l’UE è la nostra casa. E nell’UE dobbiamo portare avanti sfide e istanze, come il tetto al prezzo del gas”.

“Tutto ciò richiede un governo forte e coeso e un Parlamento che lo appoggi veramente. Niente fiducie di facciata: partiti e parlamentari, siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti a confermare lo sforzo di 17 mesi fa e che si è affievolito? Sono qui in quest’Aula oggi solo perché gli italiani lo hanno chiesto”, ha detto il premier suscitando le proteste di FdI e costringendo la presidenza del Senato a intervenire. “La risposta alle mie domande non la dovete dare a me ma agli italiani”, ha concluso il presidente del Consiglio vincolando i partiti e i rispettivi leader a una nuova assunzione di responsabilità circa le scelte che compiranno oggi e nei prossimi mesi, sostenendo o meno il programma delineato da Draghi.

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