Italia

Draghi spegne bollori aperturisti: “Niente date sulle riaperture”

Draghi
Mario Draghi e, alla sua destra, Franco Locatelli

Il premier critica chi salta la fila del criterio anagrafico: “Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?”. Mentre sulle riaperture, Draghi ammette: “Non ho una data”

 

Una conferenza stampa con sorpresa. Il presidente del Consiglio Mario Draghi si presenta ai giornalisti dicendo: “Sono qui per stare con voi”, quindi risponde indirettamente a chi aveva criticato la sua puntuale mancanza alle varie conferenze stampa dell’esecutivo: “Queste ultime settimane son state piene di cose fatte e con poche occasioni d’incontro. Le occasioni fatte le avete viste sui giornali, ora fatemi le domande”.

 

 

Leggi anche: Due giugno, la festa della Repubblica anche delle Riaperture?

Di certo Draghi ha fatto tesoro di tutte le critiche che gli sono state mosse alla sua prima conferenza stampa: c’era chi aveva detto che si era limitato a leggere il discorso scritto e questa volta l’ex numero 1 della BCE va a braccio, chi aveva sottolineato che fosse troppo rigido e impacciato mentre a questo nuovo appuntamento pare quasi calcare il fatto di essere a proprio agio e disinvolto. Sicuramente si sente ormai il padrone della scena: “Sono qui col professor Locatelli – dice scherzando – se dirò sciocchezze mi correggerà”, poi si rivolge alla sua addetta stampa Paola Ansuini: “Mi raccomando, se dimenticassi di rispondere ad alcune domande me lo ricordi, che l’ultima volta ne dimenticai una…”

COSA HA DETTO DRAGHI

Dopo aver celiato coi giornalisti, il premier ha iniziato a rispondere alle domande. Sul criterio rigorosamente anagrafico del piano vaccinale, si è chiesto retoricamente: “Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?”, ribadendo che la priorità deve essere riservata alle persone anziane anche alla luce del tasso di mortalità. Mentre sulle riaperture, tema oggi al centro dell’incontro tra il presidente del Consiglio e il leader della Lega, Matteo Salvini, non promette miracoli, ma semplicemente ammette: “Dovranno esserci, non ho una data, ci stiamo pensando in questi giorni, dipende dall’andamento dei contagi e dei vaccini”.

La data del 30 aprile è quella “di scadenza del periodo previsto nell’ultimo decreto” per le misure anti contagio da Covid, “ma lì si dice anche che qualora l’andamento delle vaccinazioni e dei contagi mostrasse la possibilità, si possono riconsiderare le cose anche prima. Il governo sta lavorando su tutto questo – ha rimarcato il premier – Avere date significa conoscere esattamente i parametri rilevanti a una certa data. In tutto questo c’è la volontà del governo di vedere le prossime settimane come di riaperture non di chiusure”.

Infine, sul valzer decisionale in merito ad AstraZeneca: “La raccomandazione è usare Astrazaneca per chi ha più di 60 anni”. La campagna vaccinale va avanti. “La disponibilità di vaccini non è calata, i numeri sono come prima di Pasqua, sta risalendo secondo il trend previsto. Non ho dubbio sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti – ha spiegato il presidente del Consiglio – E la disponibilità di vaccini che abbiamo in aprile permette di vaccinare chi ha più di 80 anni, in tutte le Regioni, e in parte chi ne ha più di 70”.

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