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Ecco la ricetta di Spadafora per lo sport italiano

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Il ministro per le Politiche giovanili e lo sport Spadafora in audizione davanti alle commissioni Cultura di Camera e Senato ha annunciato novità nella lotta al razzismo negli stadi e ha assicurato: lavoriamo tutti i giorni alla legge delega di riforma per avere un testo base ai primi di marzo

Un’agenda che prepari il terreno per far sì che lo sport partecipi allo sviluppo del Paese. A dirlo il ministro delle Politiche giovanili e dello sport, Vincenzo Spadafora (M5S), che è stato audito sulle linee programmatiche del Governo in materia dalle commissioni riunite Cultura di Camera e Senato. Spadafora ha anche chiarito quale sia il metodo che intende seguire ovvero “mettere tutti i soggetti attorno a un tavolo e definire nel rispetto dei ruoli una strategia comune che risponda a una visione a lungo termine per le politiche dello sport nel nostro Paese”. Dunque, “non solo misure e interventi spot da porre in essere in questo anno” ma un’agenda “che guardi ai prossimi 15-20 anni con linee di intervento dal lungo periodo”.

NOVITÀ NELLA LOTTA AL RAZZISMO NEGLI STADI

Spadafora ha annunciato alcune novità per combattere il razzismo nello sport, e in particolare nel calcio. Il prossimo 12 giugno, nella gara inaugurale degli Europei di calcio che si giocherà all’Olimpico di Roma tra Italia e Turchia, verrà sperimentato un nuovo sistema tecnologico “come strumento di aiuto alle forze dell’ordine nel contrasto alle forme di violenza e razzismo”. Del resto, ha spiegato, “nel nostro sistema giuridico non esistono esimenti da stadio per comportamenti ingiuriosi o diffamatori. Non si diventa razzisti allo stadio, lì ci si mostra anche molto più liberamente per quello che si è, e lo si grida a volte pensando a dei modelli sempre consentiti all’interno degli stadi. Fino a quando io sarò ministro non consentirò più che questo avvenga”.

Secondo il ministro “il livello di guardia è molto alto e dobbiamo lavorare su due canali con strumenti innovativi, in modo da evitare qualsiasi attenuante per questi fenomeni, e poi con campagne di sensibilizzazione culturale per il coinvolgimento dei giovani”. Spadafora ha pure spiegato l’iter che ha portato al nuovo sistema tecnologico: “Ho avviato un tavolo tecnico con la Figc e il ministero dell’Interno. La Federcalcio stava già studiando delle nuove misure attraverso nuove tecnologie, stiamo arrivando nel giro di poche settimane alla definizione di un sistema all’interno dei principali stadi italiani come strumento di aiuto alle forze dell’ordine che si sperimenterebbe per la prima volta nel nostro Paese”.

IL PUNTO SULLA LEGGE DELEGA

Durante l’audizione Spadafora ha poi fatto il punto sui decreti attuativi della legge delega sulla riforma dello sport. “C’è una responsabilità irrinunciabile di portare a compimento questo processo, questo esercizio delicato. E’ un lavoro complesso che il Paese e anche il mondo dello sport attendono da troppo tempo” ha affermato aggiungendo: “Il confronto è aperto ma voglio rispettare i tempi previsti, lavoriamo tutti i giorni alla stesura. La nostra ambizione è quella di avere entro inizio marzo un primo testo con cui avviare una serie di confronti a partire da tutte le forze politiche e stakeholder del mondo dello sport, dal Coni alle realtà locali senza escludere nessuno. Un processo partecipativo, ampio e doveroso, visto che stiamo mettendo mano a una riforma dello sport che va fatta con grande attenzione”.

Spadafora ha inoltre ricordato che “la legge delega affronta problemi decennali, non sorti ieri. Stiamo facendo un lavoro approfondito, complesso. La legge delega cercherà di creare un sistema di governance che possa dare allo sport italiano quella garanzia per funzionare nel migliore dei modi, difendendosi da ogni tipo di intromissione partitica o di altri soggetti che possano ledere l’autonomia dello sport, che dobbiamo difendere in ogni modo”.

Il ministro non ha nascosto le difficoltà affrontate da quando si trova a capo del suo dicastero: “In questi cinque mesi abbiamo lavorato su programmi e atti di indirizzo, cercando di mettere ordine in un mondo che ho trovato in estrema fibrillazione, sicuramente favorito da una serie di personalismi che non hanno aiutato il mondo dello sport. Ho trovato grande conflitto tra Coni e Sport e Salute, tra Coni e alcune Federazioni, tra alcune Federazioni e Sport e Salute”. Ora però, ha proseguito, l’obiettivo è quello di “mettere ordine nel rispetto dei ruoli di ognuno: credo che quando terminerà questa azione tutto si potrà dire tranne che l’azione sarà orientata a favorire persone, mentre sarà orientata a favorire la governance dello sport”. Insomma, Spadafora punta a trovare “un equilibrio che non è facile perché le istanze e pressioni, legittime, sono tante ma l’azione dello Stato deve essere quella di fare sintesi e pensare al benessere dei cittadini, dei ragazzi e delle ragazze, pensando anche alla rigenerazione urbana dei territori”.

LA QUERELLE CONI-SPORT E SALUTE E I PROBLEMI AL VERTICE DELL’AZIENDA

Particolarmente “briosa” è stata in quest’ultimo periodo la vita di Sport e Salute, la società per azioni che fino al 2018 si è chiamata Coni Servizi, fondata nel 2002 dal Coni per supportare le sue attività e costituita grazie alla legge 138/2002. Dell’azienda — che si occupa dello sviluppo dello sport nel nostro Paese producendo e fornendo servizi di carattere generale — è azionista unico il ministero dell’Economia e delle Finanze. Con la legge di Bilancio del 2019 — oltre al cambio del nome — ci sono state modifiche rilevanti riguardo alle sue competenze e la spa è divenuta una “struttura operativa per conto delle autorità di governo, competente in materia di sport”.

Inoltre, e qui arriva la miccia del rapporto con il Coni di Giovanni Malagò, a Sport e Salute è stata affidata la gestione di 368 milioni sui 408 milioni totali di finanziamento statale al settore. In pratica, al Coni sono stati lasciati solo 40 milioni per occuparsi dello sport di vertice e delle Olimpiadi.

Da tutto ciò è nato lo scontro con l’allora sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti (Lega). Con l’arrivo dell’esecutivo giallorosso, e il passaggio di consegne al ministro delle Politiche giovanili, Sport e Salute è stato invece protagonista di altri contrasti, stavolta tra Spadafora e il presidente Rocco Sabelli — preceduto nell’incarico da Roberto Fabbricini tra gennaio e maggio 2019 — che si è dimesso alla vigilia di Natale. Pochi giorni fa la nomina del nuovo presidente, Vito Cozzoli, ex capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico e vicino al Movimento Cinque Stelle.

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