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Primarie PD, Bonaccini piace o no al Movimento 5 Stelle? Parla il prof. Paolo Becchi

Paolo Becchi

Stefano Bonaccini si candida alla direzione del PD. Ma basterà a salvare le sorti del Partito Democratico? Ne abbiamo parlato con Paolo Becchi

Gli elettori del PD vorrebbero un nuovo partito. Secondo l’ultimo sondaggio di Demos per Repubblica gli elettori democratici hanno necessità di nuovi progetti, nuove prospettive prima ancora che di una nuova leadership. Il messaggio sembra essere stato recepito dal gotha del partito, l’assemblea dei Dem, infatti, ha approvato la modifica statutaria chiesta dal segretario Enrico Letta per dare il via al congresso costituente con l’obiettivo di “aprire” il partito. L’obiettivo è ‘salvare’ il partito e limitare l’erosione di consensi a favore del M5S.

Su una nuova leadership si stanno confrontando le diverse anime d’area. Al momento per il ‘dopo Letta’ si sono fatti avanti Paola De Micheli, Stefano Bonaccini e la neo-eletta deputata Elly Schlein, fino a ieri vicepresidente di Bonaccini in Emilia-Romagna, su cui dovrebbe convergere tutta l’ala sinistra del partito.

Di tutti i subbugli all’interno del Partito Democratico ne abbiamo parlato con il prof. Paolo Becchi, ordinario dell’Università di Genova, perché dal nome che uscirà dalle primarie del PD molto dipenderà circa le venture alleanze tra democratici e pentastellati.

Prof. Becchi, come valuta la scelta di Stefano Bonaccini di candidarsi alla guida del Partito Democratico?

ll PD ormai è alla frutta. Non è un problema di persone ma di visione. Se un partito non ha più una visione politica è finita. Non mi pare che sia una questione di persone. Certo Stefano Bonaccini può dire di aver guidato la Regione meglio di altri, però un conto è fare l’amministratore e un altro è fare il politico. Non credo che sia sufficiente essere un buon amministratore per essere un buon politico anche se oggi politica e amministrazione sembrano essere la stessa cosa. Non credo che la soluzione per risolvere i problemi del PD sia legata solo al segretario. Dovrebbero ripensarsi come sinistra se vogliono essere tale. Il problema di oggi non è questo.

E qual è?

Il problema è il neo liberalismo che ha sconfitto la sinistra e adesso sta avendo successo con la destra, con il rischio che alla fine la destra farà la stessa fine della sinistra. Prima di interrogarsi sul segretario dovrebbe interrogarsi sul senso dell’esistenza di questo partito, in crisi totale di identità.

Però il M5S sembra al ‘riparo’ dal dilagare del neo liberismo.

Il M5S vive del credito che ha ottenuto con il Reddito di Cittadinanza. Chi lo sta prendendo continua ad avere fiducia nel M5S. Nel momento in cui sarà tolto o ridimensionato questo influirà sulla forza del M5S. Conte l’ha capito, ha ottenuto un risultato discreto alle elezioni politiche rispetto alle aspettative. Chi ha ottenuto il reddito è stato coerente, ha votato per il M5S. Adesso il governo vuole rimodularlo, il M5S farà le barricate e anche se non dovesse ottenere nulla, il consenso sociale crescerà, a differenza del PD.

È possibile che un PD a guida Stefano Bonaccini possa erodere consensi al M5S?

Ma no. Noi abbiamo un grave problema sociale. Una grave crisi sociale che è destinata a peggiorare con la crisi energetica alla quale stiamo andando incontro. Il governo mi sembra, ahimè, in netta continuità con il governo Draghi, quindi i problemi sociali sono destinati ad aumentare. Bisogna vedere su cosa vorrà puntare il PD. Se il PD vorrà puntare sui diritti Lgbt o sulle rinnovabili continuerà a perdere consensi. Bisognerà vedere se il PD vuole cambiare impostazione. Anche perché il M5S la sua mutazione l’ha avuta, è un partito di sinistra, e aspira a guidare la sinistra. Pensavamo che sarebbe diventata una costola del PD, invece ho l’impressione che il PD diventerà una costola del M5S. Adesso chi riesce ad acquisire consensi è il M5S. Diciamo che Letta è stato la distruzione per il PD, ha portato a termine un processo che era già in atto da tempo, è chiaro che lui sia fatto da parte. Ma bisogna puntare sui contenuti nuovi, un semplice cambio di nome non è decisivo.

E invece Elly Schlein potrebbe essere un nome foriero di contenuti di successo?

Sicuramente è un nome nuovo ma continua ad andare nella direzione in cui il PD è destinato a perdere. Perché se si punta tutto su cose che agli italiani interessano marginalmente come vuole che vada a finire?

Cosa interessa, secondo lei, agli italiani?

Agli italiani interesserebbe andare in un ospedale ed essere curati, oggi non è più possibile. Se vai in un ospedale vieni curato da un infermiere e il medico te lo paghi privatamene. Seconda cosa, agli italiani interesserebbe che i giovani riuscissero a lavorare in Italia. Io ho due figli, una lavora in Germania da sei anni e un altro tra sei mesi va a lavorare a Berlino. Questi sono i problemi che interessano agli italiani. Non gli interessa se due uomini o due donne possono crescere un figlio. Sono problemi che oggi agli italiani non interessano.

La strada dei diritti civili non paga?

Se il PD continua su quella strada va dritto verso l’estinzione.

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