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Quali regioni rischiano di diventare zona arancione? Cosa cambia?

Regioni Zona Arancione

Come ogni venerdì grande attesa per sapere quali regioni cambieranno colore. Una rischia di diventare zona rossa, sei zona arancione e una ambirebbe al primato di zona bianca

Verranno comunicati oggi, come ogni venerdì, i dati raccolti dal Cts sull’andamento della curva dei contagi che determina il colore delle regioni. Si prevedono cambiamenti soprattutto perché le varianti inquietano sempre di più e si teme che la situazione esploda. L’Istituto superiore di sanità (Iss) intanto ha avviato una nuova indagine per circoscrivere i luoghi più a rischio.

LA POSIZIONE DELL’ESECUTIVO

L’esecutivo di Mario Draghi – in particolare i ministri della Salute, Roberto Speranza, e degli Affari regionali, Mariastella Gelmini – vorrebbe convincere le regioni con un Rt appena inferiore a 1 ad abbandonare la zona gialla per entrare in quella arancione (evitando la possibilità di passare direttamente alla rossa tra una settimana).

La maggior parte dei governatori delle regioni però assicura che la situazione è sotto controllo e non sembrano quindi voler cedere facilmente alla posizione dell’esecutivo.

QUALI REGIONI RISCHIANO LA ZONA ARANCIONE

Le regioni interessate dal passaggio da zona gialla ad arancione sono sei: Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Marche.

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L’Abruzzo, invece, che già si trova fascia arancione rischia di diventare del tutto rossa dopo il lockdown già imposto alle province di Pescara e Chieti dove si era registrato un rapido aumento dei contagi, che si pensa dipenda per il 50% dalla variante inglese.

COSA CAMBIA DA ZONA GIALLA AD ARANCIONE

In zona arancione, a differenza di quella gialla, gli spostamenti sono consentiti solo all’interno dello stesso Comune. Resta tuttavia consentito muoversi dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e nel raggio di 30 chilometri – ma non per raggiungere un capoluogo di provincia.

I negozi possono aprire sempre, mentre i centri commerciali dovranno chiudere nel weekend, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiudono 7 giorni su 7 bar, ristoranti e pasticcerie. Sono consentiti asporto (fino alle 18 per i bar) e consegna a domicilio.

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La didattica prosegue a distanza per le scuole superiori mentre sarà in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.

LA PRIMA ZONA BIANCA?

La Valle d’Aosta potrebbe essere la prima regione a entrare nella tanto ambita zona bianca dove, pur dovendo far attenzione, mantenendo mascherine e distanziamento sociale, si potrebbe tornare a una parvenza di vita normale.

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