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Quirinale, il nome di Franco Frattini spacca la maggioranza e pure il M5S

Franco Frattini

Soltanto pochi giorni fa, Franco Frattini è stato nominato presidente del Consiglio di Stato. Ora il suo nome potrebbe rispolverare l’alleanza gialloverde e, per questo, mette in crisi dem e renziani

Soltanto pochi giorni fa, nella prima metà di gennaio, il nome di Franco Frattini sembrava destinato a uscire dalle insalatiere di Montecitorio, essendo stato nominato nuovo presidente dal Consiglio di Stato. Già nominato il 21 aprile dal premier Mario Draghi presidente aggiunto del Consiglio di Stato, è stato, tra i vari incarichi ricoperti, ministro degli Esteri e della Pubblica amministrazione, Vice-Presidente della Commissione Europea e Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza dal 2004 al 2008.

RITORNA L’ALLEANZA GIALLOVERDE?

Il nome di Franco Frattini sarebbe ricomparso, anche se virtualmente, nelle insalatiere virtuali frutto delle indiscrezioni a seguito dei continui contatti tra il Movimento 5 Stelle a guida contiana a la Lega di Matteo Salvini. Non a caso è bastato che si ventilasse tale ipotesi perché si irrigidissero tanto i dem, quanto i renziani, che la respingono con la medesima forza con cui lunedì hanno bocciato la candidatura della seconda carica dello Stato, Casellati (anche questa poteva registrare in via teorica una convergenza gialloverde).

Il perché è presto detto: se Lega e M5S portassero avanti la candidatura di Frattini, imponendola a PD e IV e rispolverando l’asse gialloverde che non si vedeva dai tempi del Conte I, significherebbe variare il perimetro della attuale maggioranza e, dunque, con ogni probabilità frantumarla.

In subbuglio, però, c’è anche tutta l’area dimaiana del Movimento 5 Stelle, quella cioè che vorrebbe portare Mario Draghi al Quirinale probabilmente perché convinta che ci sarebbe comunque spazio per il quarto esecutivo della legislatura, magari a investitura diretta dello stesso Draghi, che potrebbe scegliere il proprio successore, con uno strappo istituzionale (e alla Costituzione) che però sarebbe evidente a tutti.

In ogni caso, se Giuseppe Conte dovesse sostenere Franco Frattini, si invertirebbe il gioco delle parti: sarebbe infatti l’ex presidente del Consiglio, e non più Luigi Di Maio, a creare l’occasione di inciampo che sfocerebbe nelle elezioni anticipate.

CHI È FRANCO FRATTINI

Franco Frattini, magistrato, diviene procuratore dello Stato nel 1981. Presidente aggiunto del Consiglio di Stato e Presidente di sezione presso il Consiglio di Stato (nominato Consigliere di Stato per concorso pubblico nel 1986). E’ stato due volte Ministro degli Esteri (2002-2004 e 2008-2011), e Vice Presidente della Commissione Europea e Commissario per la Giustizia, Sicurezza e Libertà (2004-2008).

Tra gli altri incarichi è stato Segretario generale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (1994), Presidente del Comitato Parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato (1996), Ministro per la Funzione Pubblica e per il Coordinamento dei Servizi di Informazione e Sicurezza (2001- 2002), membro della Commissione per le riforme costituzionali (2013-2014) e tuttora Consigliere speciale del governo serbo per le trattative di adesione all’Unione Europea.

Dal 2011 al 2013 Frattini è stato Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi, mentre è tuttora Presidente della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI), ente non a scopo di lucro a carattere internazionalistico. Nel 2014 è chiamato al CONI come Presidente dell’Alta Corte di Giustizia Sportiva.

Tra i vari riconoscimenti Franco Frattini è stato insignito, da parte del Presidente della Repubblica di Francia, dell’ordine di Commandeur della Legion d’onore. Nel 2011 riceve a Losanna il Collare d’Oro dell’ordine Olimpico, la più alta onorificenza del Comitato Olimpico Internazionale, per il suo impegno personale e per l’azione italiana a favore del riconoscimento al CIO dello status di Osservatore presso le Nazioni Unite. Inoltre è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e dell’Ordine di Amicizia tra i Popoli da parte della Federazione Russa.

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