Italia

Scuola, dove riapre il 7 gennaio? Il balletto delle Regioni

scuola

Mancano solo 48 ore alla riapertura delle scuole. Tanta confusione, soliti bisticci tra governo e presidenti delle giunte regionali, e gli istituti rischiano di restare chiusi

A due giorni dalla ripresa dell’anno scolastico nessuno sa ancora se le scuole del proprio Comune riapriranno o meno. Le dichiarazioni che la ministra all’Istruzione Lucia Azzolina aveva rilasciato ieri al Fatto Quotidiano (“Ora è arrivato il tempo di tornare in classe. La scuola è un servizio pubblico essenziale, non si può continuare a sacrificare i ragazzi né pensare che la didattica a distanza possa sostituire quella in presenza”) avrebbero dovuto fugare ogni dubbio.

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Invece poi è arrivato l’intervento a gamba tesa di Walter Ricciardi, consigliere del ministro alla Salute, Roberto Speranza (“La riapertura degli istituti non ha senso e andrebbe rimandata almeno fino a metà gennaio. Come tutte le riaperture del resto”) e le Regioni sono tornate a mugugnare, facendo seguire un lungo e delirante balletto di dichiarazioni. E la domanda “quando riapre la scuola?” è diventata “ma la scuola riapre?”

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IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO

Per il ligure Giovanni Toti, per esempio, “il governo sembra molto più impegnato a fare i rimpasti che non a fare i vaccini. Vorrei almeno che ci fosse il buon gusto di stare zitti e collaborare tutti in una direzione”, chiarendo che “di fronte all’incertezza di cosa succederà da lunedì della prossima settimana, il 7 e l’8 le scuole in Liguria non riapriranno”.

 

Anche le Marche sono per calciare il pallone lontano. La didattica a distanza proseguirà al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, fino al 31 gennaio: “È evidente – ha detto il vicepresidente della Regione, Mirco Carloni – che la positività più alta sia tra i giovani dai 10 ai 19 anni, asintomatici, ma vettori di contagio, anche in relazione alla variante inglese. Stiamo lavorando perché le Marche restino nella fascia gialla e pensiamo che le lezioni per gli studenti delle scuole superiori debbano continuare a distanza”. In forse pure il Lazio, che potrebbe rinviare la riapertura all’11 gennaio. In Lombardia tace il Pirellone e il sito istituzionale sulla riapertura della scuola è ancora desolatamente vuoto. L’unico a parlare è il sindaco di Milano, Beppe Sala, che si augura che le scuole riaprano il 7.

DOVE LA SCUOLA RIAPRE REGOLARMENTE

Di diverso avviso il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha invece fatto sapere che le scuole riapriranno regolarmente il 7, in quanto “i dati epidemiologici lo consentono”. Riapertura al 50% della capienza delle classi tra il 7 e l’8 anche in Sicilia.

NORD EST, DOVE LA SCUOLA RESTA CHIUSA

È per la chiusura a oltranza, prorogata fino al 31 gennaio, il leghista Luca Zaia che ha appena firmato una ordinanza che impone agli istituti di continuare con la DAD per tutto il mese: “Non ci sembra prudente lasciare aperti licei, tecnici e professionali, quindi proroghiamo la didattica a distanza fino a tutto gennaio. Noi tifiamo per la scuola in presenza, ma abbiamo l’obbligo di valutare la situazione”. Segue a ruota il Friuli Venezia-Giulia di Massimiliano Fedriga, come spiega l’assessore regionale all’istruzione Alessia Rosolen: “La didattica a distanza al 100 per cento per le superiori viene prorogata al 31 gennaio. E’ una scelta di responsabilità che supera il consenso di chi voleva un rientro veloce e ampio a scuola, e mira a tutelare la salute dei ragazzi e di tutto il personale della scuola”.

LA CALABRIA DÀ I NUMERI

“Sono disposto a dire sì al 50 per cento, ma no al 75, se mi viene data la certezza che in classe non si ammalerà neppure uno studente e pure non perdiamo nessuno”. È il particolare messaggio che il presidente “reggente” calabrese Nino Spirlì affida ai propri social.


Infine Vincenzo De Luca, protagonista di numerose schermaglie con il governo proprio sul tema della chiusura delle scuole, non intende modificare di una virgola la sua ultima ordinanza che prevede il rientro graduale nelle aule a partire da lunedì 11 gennaio, quando potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria.

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