Italia

Stati Generali M5s, le condizioni di Di Battista per la rinascita del Movimento

M5s Di Battista

Pronto a tornare in prima linea nel M5s, Alessandro Di Battista ha posto tre condizioni. E chiede un comitato di garanzia che includa “gli iscritti e nessun membro del governo per le regole e le nomine nei ministeri e nelle partecipate statali”

Si è concluso ieri il primo congresso della storia del Movimento 5 stelle. Dopo l’intervento in apertura del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, agli Stati Generali M5s hanno parlato il capodelegazione al governo e ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e poi i 30 relatori votati dagli iscritti sulla piattaforma Rousseau. Continua lo scontro tra i governisti, guidati dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e la fazione capeggiata dall’ex deputato Alessandro Di Battista. Il confronto tra “Dimma” e “Dibba” è stato mediato dal presidente della Camera Roberto Fico. Grandi assenti all’assemblea Davide Casaleggio e il garante e co-fondatore Beppe Grillo.

LE CONDIZIONI DI DIBBA

Di Battista – che si è candidato per entrare a far parte dell’organismo collegiale che guiderà il Movimento – dopo un lungo post su Facebook contro chi lo ha “denigrato e poi si è genuflesso davanti ai padroni”, si è detto pronto a tornare in prima linea. Ma a tre condizioni.

REVOCA DEFINITIVA DELLE CONCESSIONI AUTOSTRADALI AI BENETTON

L’ex deputato si è rivolto direttamente a Conte e ai suoi ministri affinché vengano garantite le condizioni da lui chieste. La prima riguarda la revoca definitiva delle concessioni autostradali ai Benetton “perché ogni pedaggio che viene pagato ancora e che entra nelle tasche di quella famiglia è una violazione della memoria dei morti”.

CONFLITTO D’INTERESSI TRA SISTEMA FINANZIARIO E GRUPPI MEDIATICI

Di Battista ha poi chiesto come seconda garanzia “una presa di posizione chiara rispetto al conflitto d’interessi tra sistema finanziario e gruppi mediatici. Mi riferisco all’accentramento del potere mediatico nelle mani del gruppo Exor degli Elkann e poi una presa di posizione, preludio a battaglia in Parlamento, sul tema del conflitto di interessi tra politica e finanza, perché è indecoroso l’ultimo esempio che riguarda l’ex ministro Padoan che probabilmente siederà alla presidenza di Unicredit e che forse condurrà la possibile acquisizione di Mps dopo averla salvata da ministro delle Finanze con denaro pubblico”.

UN FORTE E CHIARO NO AL DOPPIO MANDATO

Infine, l’ex deputato ha chiesto che “venga scritto nero su bianco che non ci sarà nessuna deroga al doppio mandato per consiglieri regionali, parlamentari, parlamentari europei” – limite definito “sacrosanto” anche da Di Maio. E che “qualunque legge elettorale ci sarà, il Movimento si presenterà alle prossime elezioni da solo. E il Movimento non appoggerà mai una legge elettorale senza preferenze”.

IL COMITATO DI GARANZIA

Affinché le condizioni poste da Di Battista vengano rispettate e garantite, ha proposto un vero e proprio Comitato di garanzia che includa “gli iscritti e nessun membro del governo per le regole e le nomine nei ministeri e nelle partecipate statali”. Per Di Battista il Comitato dovrebbe essere pronto in sei mesi e ha voluto aggiungere: “Nessuno si senta attaccato su questo punto. Sia chiaro: io sono innamorato del Movimento e sono convinto che si possa rilanciare, ma ora c’è bisogno di un Comitato di garanzia”. Se le condizioni non verranno rispettate, Di Battista si rifiuterà di far parte della direzione collegiale.

Intanto, il capo politico Vito Crimi si prepara a consegnare agli iscritti la votazione sul documento finale, simbolo del passaggio decisivo per poter modificare lo Statuto e passare da un vertice isolato a una guida collegiale.

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