L’ex vicedirettore dell’Aisi e del Dis indagato nell’inchiesta sulla “Squadra Fiore”. Dalle vette dell’intelligence alla presidenza di Cerved, la parabola di un uomo chiave delle istituzioni ora accusato di accesso abusivo e peculato.
Per anni ha custodito i segreti economici e finanziari del Paese, proteggendone gli asset fondamentali. Protagonista di una fulminante ascesa all’inizio del governo Meloni, Giuseppe Del Deo ha perso altrettanto repentinamente la fiducia conquistata dalle parti di Palazzo Chigi in quasi trent’anni di servizio.
Oggi l’ex vicedirettore di Aisi e Dis si trova nell’occhio del ciclone per un presunto coinvolgimento nell’inchiesta sui dossieraggi della Squadra Fiore, centrale di spionaggio, a carattere abusivo e privato, che avrebbe venduto notizie riservate grazie alla profonda conoscenza degli apparati istituzionali.
Le accuse a carico dell’ex dirigente sono accesso abusivo a sistemi informatici e peculato. Lui si dichiara totalmente estraneo ai fatti. Come e perché uno dei massimi responsabili dell’intelligence italiana sia passato dai vertici dei servizi al prepensionamento e all’autosospensione dalla presidenza di Cerved è ancora tutto da chiarire: ecco la sua parabola.
DALLE ACCADEMIE MILITARI AI VERTICI DELL’AISI
Originario di Napoli, cinquantacinque anni, di cui gran parte passati all’Aisi, Del Deo inizia la sua carriera nell’Esercito, dove presta servizio come ufficiale tra gli anni ’80 e ’90. Il passaggio cruciale avviene con l’ingresso nei servizi segreti interni (l’allora Sisde, poi Aisi), dove scala le gerarchie fino ad arrivare alla guida del Nef, il Nucleo economico-finanziario dell’Aisi, che monitora banche e imprese d’interesse nazionale.
La sua ascesa tocca l’apice con l’inizio del governo Meloni, grazie anche ai buoni uffici del ministro della Difesa Guido Crosetto. Nel luglio 2023, la sua promozione a vicedirettore dell’Aisi sembra il preludio alla nomina come direttore generale.
IL DIROTTAMENTO AL DIS E IL PREPENSIONAMENTO
Invece la successione a Mario Parente si complica e il governo alla fine gli preferisce Bruno Valensise. Del Deo viene dirottato al Dis per affiancare Elisabetta Belloni: un ridimensionamento, secondo molti osservatori, dal momento che segnava il passaggio da un ruolo operativo a un incarico più di coordinamento. Un anno fa la notizia delle sue dimissioni “nell’esclusivo intendimento di effettuare nuove esperienze professionali”, una scelta “sin dall’inizio condivisa con il mio vertice, tecnico e politico” e realizzata grazie a un prepensionamento eccezionale per un uomo di 51 anni.
Del Deo s’accasa quindi alla Cerved, società che valuta l’affidabilità delle imprese, tra credit scoring e informazioni commerciali, di cui diventa presidente esecutivo.
Nella serata di ieri la notizia della sua autosospensione “per preservare la reputazione della Società, ancorché i fatti di cui al decreto di perquisizione non abbiano alcuna relazione con Cerved Group o suoi esponenti dopo aver appreso dell’indagine a suo carico.
PERCHÉ LA STELLA DI DEL DEO È TRAMONTATA?
Al di là della vicenda giudiziaria, non è ancora chiaro cos’abbia interrotto la sua folgorante ascesa. Forse Del Deo ha pagato una difficile convivenza già con Parente, acuitasi poi con Valensise. Ma qualche peso devono averlo avuto anche due singolari vicende, entrambe riconducibili alle attività dell’Aisi sotto la sua responsabilità.
Innanzitutto lo strano episodio dei due uomini trovati a trafficare intorno all’auto dell’ex compagno di Giorgia Meloni, Andrea Giambruno, nel dicembre del 2023. Ai tempi la Procura romana ipotizzò che si trattasse di attività legate proprio all’Aisi, anche se poi Mantovano smentì l’ipotesi di fronte al Copasir. Ma c’è anche il caso degli accertamenti sul conto del capo di gabinetto di Palazzo Chigi, Gaetano Caputi, disposte dall’Aisi.
Peraltro, poco dopo la sua dipartita dall’Aisi, il direttore del Dis Vittorio Rizzi e Bruno Valensise avevano ordinato il ritorno alle amministrazioni di appartenenza di tutto il personale che era stato alle dipendenze di Del Deo, compreso il fratello Gaetano, colonnello dell’Esercito.


