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I principali dossier di politica estera della settimana 22-28 marzo

politica estera 22-28 marzo

Turchia, Israele, Cina e Stati Uniti. Brevi focus sui più importanti dossier di politica estera della settimana 22-28 marzo

I disordini in Turchia, le elezioni in Israele, il processo Kovrig a Pechino e le ultime notizie dagli Stati Uniti. Ecco i principali dossier di politica estera della settimana 22-28 marzo, secondo Foreign Policy.

DOSSIER TURCHIA

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, si è unito all’Europa nella condanna alla Turchia per la sua decisione di abbandonare la Convenzione di Istanbul, il primo trattato internazionale sulla prevenzione e la lotta contro la violenza di genere e la violenza domestica.

L’uscita della Turchia dal Trattato ha fatto riversare nelle strade di Istanbul migliaia di persone, soprattutto donne, per protestare contro la decisione. La Turchia era stata la prima nazione a ratificare la Convenzione.

Le proteste in Turchia dopo l’uscita dalla Convenzione di Istanbul decisa dal presidente Erdogan

In una dichiarazione della Casa Bianca, Biden ha definito l’azione “profondamente deludente” e un “passo indietro scoraggiante” – parole simili sono state utilizzate proprio oggi dal presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi. La presidenza turca ha rilasciato una dichiarazione domenica dicendo che la convenzione è stata “dirottata da un gruppo di persone che cercano di normalizzare l’omosessualità”.

Inoltre, in seguito al licenziamento – voluto dal presidente Erdogan – del governatore della Banca centrale turca, Naci Agbal, il valore della lira turca è crollato di oltre il 10%. Agbal è stato sostituito con Sahap Kavcioglu, professore ed ex legislatore del partito Giustizia e Sviluppo di Erdogan.

DOSSIER CINA

Lunedì, in un’aula di tribunale di Pechino, è iniziato il processo a Michael Kovrig, il canadese fermato nel 2018 dalle autorità cinesi insieme a Michael Spavor poco dopo l’arresto della dirigente Huawei, Meng Wanzhou, a Vancouver su mandato statunitense.

Il processo di Spavor, canadese anche lui, si è concluso venerdì dopo due ore, anche se il verdetto della Corte non è ancora stato emesso. Il procedimento di estradizione nel caso di Wanzhou continua a Vancouver.

Al processo di Kovrig è stato vietato l’ingresso a diplomatici di 26 Paesi “per motivi di sicurezza nazionale”.

DOSSIER STATI UNITI

Il Comitato per le Relazioni estere del Senato degli Stati Uniti ha tenuto un’udienza a porte chiuse sulla logica legale dietro gli attacchi aerei degli Usa in Siria del mese scorso. Tra i testimoni ci sono rappresentanti del Dipartimento di Stato, del Pentagono e della comunità dell’intelligence, mentre il Congresso cerca di controllare i poteri esecutivi in guerra.

Foreign Policy ha scritto che il senatore Tim Kaine e la rappresentante Barbara Lee hanno proposto di abrogare una delle autorizzazioni per l’uso della forza militare (AUMF), ancora in vigore dall’inizio della guerra in Iraq.

politica estera 22-28 marzo

DOSSIER ISRAELE

Si sono tenute ieri le elezioni in Israele, le quarte in due anni di forte instabilità politica. Il Likud del premier uscente, Benjamin Netanyahu, si è confermato il primo partito ottenendo finora 31 seggi in Parlamento con quasi l’80% dei voti scrutinati. Bibi, però, per governare deve trovare degli alleati e formare una coalizione. Per questo motivo ha già contattato Naftali Bennett, il leader del partito della destra radicale Yamina, che ha risposto di voler attendere il risultato finale, ma che “agirà per il bene di tutti i cittadini di Israele”.

netanyahu israele ultradestra

Benjamin Netanyahu e Naftali Bennett, leader di Yamina

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