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Vittorio Di Bucci è il nuovo cancelliere del Tribunale dell’Ue

Tribunale Ue

Nuovo giro di euronomine: chi è il nuovo numero uno del tribunale dell’Unione europea, tutte le decisioni della settimana

Nuovo giro di nomine in Unione Europea. Per quanto riguarda l’Italia, Vittorio Di Bucci è stato scelto come cancelliere del Tribunale dell’Ue.

Tutti i dettagli.

TUTTE LE NUOVE NOMINE EUROPEE

Come riporta David Carretta nella newsletter settimanale del Foglio, “Europa Ore 7”, in Ue si sono registrate diverse nuove nomine. A partire da quella fatta dal collegio dei commissari per Roser Domenech Amado come nuovo direttore “One Health” della direzione generale per la Salute e la sicurezza alimentare.

Il Comitato economico e sociale, invece, ha votato in seduta plenaria per Oliver Röpke come nuovo presidente, il numero  34 della storia. Come ricorda Carretta, si tratta dell’istituzione dell’Ue che rappresenta la società civile organizzata. L’incarico durerà fino a fine 2025. Sempre nel Comitato, Krzysztof Pater sarà vicepresidente per il bilancio, Aurel Laurenţiu Plosceanu, invece, è stato eletto vicepresidente per la comunicazione.

Infine, ecco la nomina che riguarda da vicino l’Italia. I giudici del Tribunale dell’Unione europea hanno, infatti, nominato Vittorio Di Bucci cancelliere del Tribunale. Bucci prende il posto di Emmanuel Coulon, pensionato il 30 aprile scorso, e diventa il terzo cancelliere della storia dal 1989 a oggi. Il primo fu Hans Jung, che guidò la Corte fino al 2005.

Non c’è ancora la data del giuramento, nel frattempo sarà l’attuale Cancelliere aggiunto Thomas Henze ha svolgere le funzioni dal 1° maggio.

CHE COSA FA IL TRIBUNALE EUROPEO

Di cosa si occupa il Tribunale europeo? Insieme alla Corte di Giustizia, compone la Corte di Giustizia dell’Unione europea. Fu istituito nel 1988 ed entrò in vigore nel 1989, il 31 ottobre. Fu creato sotto il Consiglio delle Comunità europee, su richiesta della Corte di giustizia. Fino al 2004 esisteva anche un terzo ramo della giustizia comunitaria, il Tribunale della funzione pubblica.

Di seguito, dal portale ufficiale, la composizione e le competenze del tribunale.

Il Tribunale è composto da due giudici per Stato membro. I giudici sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri a seguito di consultazione di un comitato incaricato di fornire un parere sull’adeguatezza dei candidati alla funzione di giudice. Il loro mandato è di sei anni ed è rinnovabile. Gli stessi designano tra loro, per tre anni, il proprio presidente. I giudici nominano un cancelliere per un mandato di sei anni.

I giudici esercitano le loro funzioni in totale imparzialità e indipendenza. Contrariamente alla Corte di giustizia, il Tribunale non dispone di avvocati generali permanenti. Questa funzione, tuttavia, può essere eccezionalmente attribuita a un giudice. Le cause sulle quali il Tribunale è chiamato a pronunciarsi sono decise da sezioni composte di tre o cinque giudici o, in determinati casi, da un giudice unico. Esso può anche riunirsi in grande sezione (quindici giudici), qualora la complessità giuridica o l’importanza della causa lo giustifichi. I presidenti delle sezioni composte di cinque giudici sono eletti tra i giudici per un periodo di tre anni. Il Tribunale dispone di una propria cancelleria, ma si avvale dei servizi amministrativi e linguistici dell’Istituzione per le sue altre esigenze.

Il Tribunale è competente a conoscere:

sui ricorsi proposti dalle persone fisiche o giuridiche diretti all’annullamento degli atti delle istituzioni, degli organi o degli organismi dell’Unione europea adottati nei confronti di tali persone o che le riguardano direttamente e individualmente (può trattarsi, ad esempio, del ricorso proposto da un’impresa contro una decisione della Commissione che le infligge un’ammenda) e degli atti regolamentari che le riguardano direttamente e che non comportano alcuna misura d’esecuzione, e sui ricorsi proposti da tali persone diretti a far constatare un’astensione dal pronunciarsi di tali istituzioni, organi o organismi; dei ricorsi proposti dagli Stati membri contro la Commissione; dei ricorsi proposti dagli Stati membri contro il Consiglio riguardanti gli atti adottati nell’ambito degli aiuti di Stato, le misure di difesa commerciale («dumping») e gli atti mediante i quali il Consiglio esercita competenze d’esecuzione; dei ricorsi diretti a ottenere il risarcimento dei danni causati dalle istituzioni o dagli organi o organismi dell’Unione europea o dai loro agenti; dei ricorsi fondati su contratti stipulati dall’Unione europea, che prevedono espressamente la competenza del Tribunale; dei ricorsi nel settore della proprietà intellettuale diretti contro l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) e contro l’Ufficio comunitario delle varietà vegetali; delle controversie tra le istituzioni dell’Unione europea e il loro personale relative ai rapporti di lavoro e al regime di previdenza sociale. Le decisioni del Tribunale possono essere oggetto, entro un termine di due mesi, di un’impugnazione limitata alle questioni di diritto dinanzi alla Corte di giustizia.

CHI E’ VITTORIO DI BUCCI, NUOVO CANCELLIERE DEL TRIBUNALE UE

Vittorio Di Bucci è già Principal Legal Adviser/Director nel servizio legale della Commissione europea. È stato a capo del team di diritto commerciale. Lavora in Ue dal 1987, è un avvocato linguista, laureato a Torino e diplomatosi post-laurea a Nancy. Ha lavorato anche come segretario legale del giudice Mancini presso la Corte di giustizia europea dal 1988 al 1991 e dal 1994 al 1999, e come membro del servizio legale della Commissione europea, del team Trasporti e dell’ambiente, del team Aiuti di Stato e Antidumping e del team della concorrenza dal 1991 al È stato a capo del team “Aiuti di Stato e antidumping tra il 2010 e il 2015.

 

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