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Covid, quante varianti girano in Italia?

Covid varianti Italia seconda ondata

Il Regno Unito alle prese con l’impennata di contagi del ceppo inglese, Parigi teme di scoprire il ceppo francese… quante varianti di Covid circolano in Italia? Il punto

Una possibile terza ondata, senza che sia ancora terminata la prima, sembra sempre più probabile. Già qualche giorno fa il premier britannico Boris Johnson ha dovuto ammettere che lockdown e restrizioni potrebbero perdurare fino all’estate. Ma la novità di questo periodo sembra essere legata alle varianti del Covid: più virulenti e aggressive del ceppo base, continuano a far salire i contagi nonostante i lockdown e le restrizioni prese più o meno in tutta Europa. Ma sappiamo quante varianti del Covid stiano circolando in Italia?

SOLO IN LOMBARDIA 7 VARIANTI

Secondo i ricercatori dell’Università Statale di Milano, che, insieme con i colleghi del Policlinico San Matteo di Pavia e dell’Ospedale Niguarda di Milano, hanno indagato la variabilità di Sars-CoV-2 attraverso una mappatura del Coronavirus circolante in Lombardia fin dai primi mesi dell’epidemia, hanno contato nella sola regione del Nord Ovest almeno sette varianti. La ricerca, sostenuta da Fondazione Cariplo è stata appena pubblicata su Nature Communications e ha permesso il sequenziamento completo di 346 genomi collezionati in tutto il territorio lombardo tra febbraio e aprile 2020.

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Nel loro studio, i ricercatori hanno evidenziato la presenza massiccia di ben 7 varianti virali, alcune di queste selezionatesi probabilmente all’interno della stessa regione ed altre introdotte da territori dislocati geograficamente in un intervallo temporale ridotto. Tre varianti su 7 hanno subito una amplificazione tale da consentire la presenza di importanti cluster locali di trasmissione la cui origine risalirebbe ai primi giorni di febbraio. Ciò indica che Sars-CoV-2 circolasse in modo silente in tutto il territorio lombardo già un mese prima del caso del paziente uno diagnosticato in provincia di Lodi.

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VARIANTI COVID IN ITALIA: SILERI OTTIMISTA

Ostenta comunque sicurezza, con riferimento alle temibili varianti inglesi e sudamericane del Coronavirus, il viceministro alla Salute Pier Paolo Sileri: «Al momento l’incidenza delle varianti del virus in Italia è molto meno significativa rispetto ad alcuni Paesi del Nord Europa, primo tra tutti il Regno Unito. Questo andamento è frutto anche delle restrizioni decise dal Governo che gli italiani hanno osservato con grande rigore in tutto il periodo delle feste natalizie, ma i picchi che si stanno registrando in alcune aree del continente sono un segnale di allarme e un motivo in più per non abbassare la guardia». Così il viceministro della Salute, ai microfoni di Euronews.

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«L’Unione Europea – ha aggiunto – deve fare fronte comune e agire in modo coordinato, come sta avvenendo per l’acquisto e la distribuzione delle dosi dei vaccini. Anche l’introduzione di un eventuale passaporto d’immunità dev’essere una scelta europea concordata, non un’iniziativa italiana».

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