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Ecco la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NaDEF 2021)

Nadef 2021

Policy Maker è in grado di anticiparvi la NaDEF 2021. Alle 16 Mario Draghi terrà la conferenza stampa insieme al ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco

È in corso in questi stessi istanti il Consiglio dei ministri sulla Nadef, la Nota di aggiornamento del Def che fungerà da cornice per la ventura legge di bilancio. Si tratta del primo documento in materia economica davvero ottimistico dallo scoppio della pandemia. Secondo gli analisti, tra il 2022 e il 2024 ci saranno perfino margini per 1 punto di Pil l’anno per nuovi interventi, ovvero 18 miliardi annui. Parliamo della somma mobilitata solitamente dalle finanziarie in tempi ordinari.

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L’ormai prossima legge di bilancio affonderà perciò le proprie radici su una crescita 2022 stimata al 4,2% e dunque non comporterà alcuna richiesta di scostamento. Non sarà comunque facile approvarla, visto che il governo Draghi dovrà presentare entro il 20 ottobre il ddl di Bilancio alle Camere e notizie così ottimistiche spingeranno quasi certamente gli azionisti della variegata maggioranza a presentare richieste disparate e dispendiose, anche in ottica elettorale. Non dimentichiamo che la Lega vuole salvare Quota 100 mentre Movimento 5 Stelle intende potenziare il reddito di cittadinanza.

La bozza (definitiva) della NaDEF 2021

NADEF 2021, NIENTE AUSTERITÀ (ALMENO PER ORA)

La Nadef 2021 giunta sul tavolo del Consiglio dei ministri che siamo in grado di anticiparvi spiega che «ipotizzando che il grado di restrizione delle attività economiche e sociali legato al Covid-19 si vada via via riducendo, l’intonazione della politica di bilancio resterà espansiva fino a quando il Pil e l’occupazione avranno recuperato non solo la caduta, ma anche la mancata crescita rispetto al livello del 2019. Si può prevedere che tali condizioni saranno soddisfatte dal 2024 in avanti». Nel documento l’esecutivo precisa che «a partire dal 2024, la politica di bilancio mirerà a ridurre il deficit strutturale e a ricondurre il rapporto debito/Pil intorno al livello precrisi entro il 2030».

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