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Le nomine Anas e l’uso del Recovery per ferrovie e infrastrutture

Infrastrutture Giovannini

Più ferrovie e meno autostrade. Parla il ministro delle Infrastutture Enrico Giovannini: “Con il Recovery una rivoluzione per le ferrovie”

In una lunga intervista rilasciata a Repubblica il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini ha chiarito le intenzioni del governo sul futuro delle autostrade e delle ferrovie italiane.

CAPITOLO ANAS

Sul fronte autostrade, dopo le polemiche che hanno portato al ritiro della candidatura in Azienda nazionale autonoma delle strade (Anas) di Ugo de Carolis per l’incarico di amministratore delegato – di cui avevamo parlato in un nostro articolo – Giovannini ha detto a Repubblica che auspica “la scelta un manager di alto livello dato che l’Anas avrà un ruolo fondamentale nella realizzazione del Pnrr, per gli investimenti sulla messa in sicurezza della rete stradale”.

CAPITOLO FERROVIE

Giovannini ha fatto capire che il peso dei progetti è spostato tutto sul sistema ferroviario, perché si tratta di una scelta strategica anche in chiave ambientale: più treni, in sostanza, vuol dire meno auto.

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GLI INVESTIMENTI

Regioni, Province e Comuni sono d’accordo sui primi 8 miliardi del Fondo complementare e del Piano nazionale di ripresa e resilienza, pronti per essere investiti dai diversi enti nel trasporto ferroviario, nei porti e nell’edilizia pubblica.

Giovannini ha spiegato che “è in assoluto il primo pacchetto di risorse del Piano ad essere impiegato”, ricordando che il Pnrr prevede per il settore delle infrastrutture e della mobilità circa 62 miliardi di euro.

PIANO BIDEN E PIANO DRAGHI A CONFRONTO

“Diversamente dal piano americano del presidente Joe Biden, l’Italia, come tutta l’Europa, ha scelto di spostare le risorse sul trasporto ferroviario anziché sul potenziamento della rete autostradale”, ha chiarito Giovannini.

“Si tratta di una scelta green che ha chiesto l’Europa, che condivide il governo italiano e, se posso dire, che io condivido da tempo”.

SPOSTAMENTI PIÙ VELOCI

“Quanto agli effetti, mi limito ad alcuni dati di impatto che abbiamo presentato nell’allegato infrastrutture pubblicato oggi [ieri per chi legge, ndr]: alla fine del Piano il tempo medio di viaggio in treno si ridurrà del 17%, con un taglio del 24% nelle regioni meridionali, del 22% in quelle settentrionali e del 4,4% al Centro”.

Leggi anche: Cosa fa Italferr, che studierà la fattibilità del Ponte sullo Stretto

MENO DIVARIO NORD-SUD

Giovannini ha spiegato inoltre che “si ridurrà del 38% anche l’indice di disuguaglianza tra Nord e Sud nell’accesso alla rete ferroviaria”.

MENO INQUINAMENTO

Il Ministro ha fatto capire come tutto questo impatta sull’ambiente: “Il passaggio modale dalla gomma al ferro determinerà un taglio di 3 milioni di tonnellate all’anno di emissioni di anidride carbonica, pari alle emissioni annuali dei trasporti di tutta Roma”.

PIÙ SERVIZI AI PASSEGGERI, MENO RISCHI

Un altro effetto riguarda il numero di persone che potranno usufruire dei mezzi su rotaia, permettendo di conseguenza alle autostrade di essere meno affollate: “La quota di passeggeri trasportati sui treni crescerà dal 6 al 10%, quella delle merci dall’11 al 16%. Tutto questo dovrebbe consentire anche di ridurre gli incidenti stradali, a parità di condizioni, del 3,6% entro il 2030, vuol dire 150 vittime in meno ogni anno. Nel nostro Pnrr non ci sono solo i soldi per gli investimenti, c’è una visione che può cambiare le caratteristiche del trasporto nazionale”, ha detto Giovannini.

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I COMPITI DI GIOVANNINI

Coma ha ricordato Repubblica, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, ha inviato a tutti i ministri l’elenco degli interventi e delle riforme che ciascuno deve realizzare entro la fine dell’anno. A Giovannini è stato ricordato che dovrà gestire: la riforma del trasporto pubblico locale, la revisione del contratto di programma con le ferrovie, la sicurezza dei porti e dei ponti.

A CHE PUNTO SIAMO

Sulla missione il Ministro ha fatto il punto della situazione: “Con le Regioni, cui spetta il compito di organizzare il trasporto pubblico locale, discuteremo come muoversi per rendere più efficienti i servizi, accrescerne la qualità e la sostenibilità. Abbiamo avviato i passaggi per aggiornare e velocizzare le procedure per modificare il contratto di programma con le Ferrovie. Sulla rete idrica, dove in alcune aree del Paese si verificano perdite ingenti, è in corso il confronto con le Autorità di settore”.

VERSO UN NUOVO DECRETO

Giovannini ha annunciato infine un nuovo decreto all’orizzonte: “Aggiungo che a fine agosto approveremo un decreto Infrastrutture e trasporti che affronterà diverse questioni, tra cui quelle della sicurezza e forse anche modifiche al codice della strada”.

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