Italia

Campania, cos’è la card vaccinati di De Luca che l’Aifa sconsiglia

card vaccinati

Il presidente della Regione ha svelato la card che nei prossimi mesi sarà rilasciata a tutti i vaccinati. Ma l’Agenzia del farmaco italiana la sconsiglia da tempo. Boutade dal sapore elettorale che rischia di tradursi in uno spreco di denaro pubblico e di mettere a rischio la salute pubblica?

Una carta, con tanto di chip, molto simile a una carta di credito o, nel campo di quelle rilasciate dalla Pubblica amministrazione, ai nuovi modelli di tessera sanitaria e carta di identità. È questa la Card vaccinati annunciata via Facebook dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

La card vaccinati campana

Questa tessera regionale servirà a identificare chi ha terminato il giro di vaccinazioni anti Covid: “La Campania darà una card di avvenuta certificazione a tutti i cittadini vaccinati dopo il richiamo”. Queste le parole in merito del presidente della Campania, De Luca, che ha mostrato il prototipo sempre durante la sua diretta Facebook. “Sul retro c’è un chip”, ha annunciato, lasciando presagire che potrà essere “letta” da appositi sensori.

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A cosa servirà la card vaccinati?

Sul punto De Luca è stato piuttosto vago: “Ci auguriamo – ha detto – che tra qualche mese i cittadini la possono esibire per andare a cinema, ristorante con più tranquillità avendo la certificazione che sono stati vaccinati”. Sembra quindi che la Campania deciderà di garantire maggiori libertà a chi ha fatto il vaccino (e il richiamo) contro il Covid.

La card vaccinati va contro alle indicazioni dell’Aifa

Si discute da parecchio della possibilità di introdurre una card vaccinati, o patentino, per tracciare ma soprattutto garantire maggiori libertà a chi ha fatto il doppio giro di vaccinazioni anti Coronavirus. Lo stesso Giuseppe Conte ha lasciato la porta aperta a tale possibilità, augurandosi però che l’adesione alla campagna vaccinale da parte degli italiani sarà tale da non renderla necessaria. In realtà, l’organo competente, l’Aifa, ovvero l’Agenzia del farmaco, finora ha sempre sconsigliato tale procedura. “Anche se l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 è molto alta (oltre il 90%) – si legge sul sito dell’Agenzia alla Faq numero 31 – vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria, inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione. Ecco perché essere vaccinati non conferisce un “certificato di libertà” ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione”.

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Non solo. Ai punti 9 e 11 sempre l’Aifa ricorda che: “La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi” e “gli studi clinici condotti finora hanno permesso di valutare l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sulle forme clinicamente manifeste di COVID-19 ed è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19”.

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Per questi motivi una card vaccinati rischia di essere persino controproducente, invitando al lassismo e convincendo i vaccinati a non sottostare più alle restrizioni anti contagio. Così facendo, però, si espongono non solo coloro che il vaccino non lo hanno ancora fatto ma potrebbero essere contagiati dai vaccinati, ma pure i vaccinati stessi che non possono sapere quanto durerà il periodo di immunità dal Covid-19 e se il loro organismo ha risposto correttamente con la necessaria produzione di anticorpi.

 

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