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Dalle regionali al simbolo per le Europee: tutti gli inciampi del Pd di Schlein

Pd Schlein

Per il Pd sconfitta alle elezioni regionali in Basilicata si somma alle difficoltà della segretaria Elly Schlein di trovare un’organizzazione condivisa in vista delle elezioni europee 

Dalla Basilicata arriva un altro risultato pesante per il Partito democratico e la coalizione di centrosinistra. Il presidente uscente, Vito Bardi di Forza Italia, ha confermato il suo ruolo in regione lasciando indietro di quasi 15 punti percentuali lo sfidante, Piero Marrese. L’esito delle elezioni regionali in Lucania si aggiunge a quello in Abruzzo. Un quadro complesso che trova la sua cornice nel passo indietro della segretaria Elly Schlein in merito all’idea, in vista delle prossime elezioni europee, di inserire il suo nome nel simbolo del Partito democratico.

LA DEBACLE LUCANA DEL CENTROSINISTRA

Del resto, che la situazione in Basilicata fosse complessa lo si era capito sin dalla scelta dei candidati. Il nome di Marrese era arrivato dopo le bocciature dell’ex ministro Speranza (solo ventilato), del potentino Angelo Chiorazzo, candidato della società civile e del primario Domenico Lacerenza, candidato a “sua insaputa”. Dall’altro lato dalla staccionata, invece, il centrodestra non aveva mai tentennato sul nome dell’ex generale, anzi il suo nome era riuscito a raccogliere il sostegno di Azione, con il suo simbolo, e Italia Viva, che ha concorso con i suoi uomini alla formazione della lista “Orgoglio Lucano”.

IL NOME DI SCHLEIN NEL SIMBOLO DEL PD: NON S’HA DA FARE

Spostandoci dalla dimensione locale a quella nazionale le condizioni di salute del Partito Democratico non migliorano molto. L’ultimo tema, al centro del complesso dibattito all’interno del PD, ha riguardato l’introduzione del nome della segretaria Schlein all’interno del simbolo del partito. Una rottura con la tradizione del centrosinistra alla quale aveva aperto la stessa segretaria nel tentativo di dare corpo alla promessa di rinnovamento e ritrovare l’unità, mettendoci la faccia e il nome, dopo i fattacci di Puglia e Piemonte.

I DIRIGENTI DEL PD CONTRO LA PERSONALIZZAZIONE DEL PARTITO

La sua proposta, così distante dalla cultura politica del centrosinistra, ha scatenato le ire dei dirigenti che l’avevano sostenuta nel processo che l’ha portata alla guida del partito, da Franceschini a Orlando e Nicola Zingaretti. Anche Romano Prodi, ideatore dell’Ulivo e federatore delle anime cattolica e progressista del centro sinistra, si è scagliato contro la proposta della segretaria. “Così si chiede agli elettori di dare il voto a una persona che di sicuro non ci va a Bruxelles se vince – ha detto l’ex Premier Prodi -: queste sono ferite alla democrazia che scavano un fosso”.

SCHLEIN NEL SIMBOLO DEL PD: LE CRITICHE DI LUCIA ANNUNZIATA

A criticare la proposta della segretaria anche Lucia Annunziata, capolista del Partito democratico, nella circoscrizione Sud. ”Il nome nel simbolo è la trasformazione del Pd in un partito personale proprio nel momento in cui la maggioranza ha presentato una riforma, il premierato, che distrugge l’attuale assetto costituzionale – ha detto la giornalista -. La scelta del nome nel simbolo mette il Pd sulla strada dell’accettazione dello stesso modello. Su molte cose in un partito si può mediare ma non su questioni di questo rilievo”.

IL SOCCORSO DELLA SOCIETÀ CIVILE ALLE LISTE DEL PARTITO DEMOCRATICO PER LE ELEZIONI EUROPEE

Il rinnovamento di cui Elly Schlein ha promesso di farsi portavoce si è tradotto nella composizione di liste per le europee che lasciano molto spazio a personalità della società civile. Come detto c’è Lucia Annunziata capolista nella circoscrizione Sud, dove trovano posto anche Jasmine Cristallo, ex portavoce del movimento delle “Sardine” e Shadi Alizadeh, avvocatessa e attivista italo-iraniana (insieme al sindaco di Bari Antonio Decaro e al responsabile informazione, cultura e memoria del Pd Sandro Ruotolo). Nella circoscrizione Isole c’è Pietro Bartolo, già europarlamentare ed ex responsabile sanitario del centro di accoglienza di Lampedusa. Nella circoscrizione Centro c’è Marco Tarquinio, ex direttore di “Avvenire”. La capolista nella circoscrizione “Nord Ovest” è la giornalista Cecilia Strada mentre, in quella “Nord Est” dopo Stefano Bonaccini e l’ecologista Annalisa Corrado c’è Ivan Pedretti, l’ex capo dei pensionati della Cgil.

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