Italia

Movimento 2,5 Stelle. Chi di vaffa ferisce di vaffa perisce

vaffa movimento

Psicodramma pentastellato: il Movimento 5 Stelle spaccato a metà. Grillo prova a tenere fermi i suoi e rimanda (sine die) il voto su Rousseau. Di Battista organizza un Vaffa Day contro lo stesso Movimento

La notte più lunga. Una notte senza stelle, per il Movimento, colpito alle spalle da uno dei due enfant prodige di Beppe Grillo, Alessandro Di Battista, corso a organizzare in fretta e furia un Vaffa Day contro il governo Draghi e, quindi, contro i vertici del Movimento stesso, che lo appoggiano.

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Il Vaffa al Movimento

È la Campania, la stessa Campania di Luigi Di Maio, che invece è ancora fedele a Grillo (non fosse altro nella speranza di avere un posto anche nel governo Draghi) l’epicentro della scissione grillina. “In questi giorni si è fatto un gran parlare della nostra adesione a un Governo presieduto da Mario Draghi. La parola passerà agli attivisti che potranno votare sulla piattaforma Rousseau nelle giornate del 10 e 11 febbraio. Stasera alle 21 vi aspettiamo per discutere insieme tutti i risvolti della scelta politica”. Così Maria Muscarà, consigliere regionale in Campania del Movimento Cinque Stelle lancia in serata su Facebook la sfida all’establishment grillino, mai così vicino all’establishment che i grillini hanno sempre odiato. Le banche, la finanza, la “kasta”.

 

In questi giorni si è fatto un gran parlare della nostra adesione ad un Governo presieduto da Mario Draghi. La parola…

Pubblicato da Marì Muscarà su Martedì 9 febbraio 2021

Il coraggio certo non manca a chi prende parte a questo inedito Vaffa al Movimento. Ci sono stati grillini espulsi per molto meno. E molti dei partecipanti non sono al secondo (e forse ultimo, se vale sempre il non-statuto) mandato. In tutto sono mille, ma solo perché “la piattaforma non ne sostiene di più, si affretta ad argomentare Muscarà.

 

Adesso Nodraghi

1000 partecipanti
la piattaforma non ne sostiene di più

Pubblicato da Marì Muscarà su Martedì 9 febbraio 2021

Grillo rinvia il voto su Rosseau

Negli stessi minuti in cui è online su Zoom il Vaffa al Movimento si collega trafelato anche Beppe Grillo. Il comico genovese scopre che di colpo la Rete è troppo piccola per tutti e due. Ammesso che siano solo in due, visto che Alessandro Di Battista si è palesato, ma non si sa quanti stiano con lui e non si è nemmeno capito il ruolo di Davide Casaleggio sulla decisione di sottoporre l’adesione del Movimento al governo Draghi alla votazione su Rousseau. Grillo prova a serrare i ranghi, ma il M5S ormai è un vaso di coccio fragilissimo.

 

Partecipiamo alle consultazioni, abbiamo rispetto delle Istituzioni, perseguiamo il bene del Paese ma dobbiamo avere ed…

Pubblicato da Barbara Lezzi su Lunedì 8 febbraio 2021

 

Leggi anche: Draghi, per M5S deciderà Rousseau. Tutti i crash della piattaforma

E allora la manda al suo solito in vacca, con battute mirabolanti: “Io mi aspettavo il banchiere di Dio, invece è un grillino, mi ha detto “io vorrei iscrivermi…” e, ancora: “Siamo un Paese vecchio, di vecchi con idee vecchie. E allora dico “senta Draghi, lei che è un ragazzo di 74anni, avra’ anche le “palle piene” tra Schroeder, la Merkel, Warzenberer, e alza lo spread abbassa lo spread”, a lui ho detto “combattiamo e facciamo questa roba qua”. Per Grillo la sintonia con Draghi sarebbe totale: “Ho detto “primo non ci deve entrare la Lega perché la Lega di ambiente non ha mai capito una mazza di niente. E lui mi ha detto “non lo so, eh vediamo…”.

 

L’elevato ha qualcosa da dire

Dopo le consultazioni con il Presidente incaricato, l’Elevato Beppe Grillo ha qualcosa da dire

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Martedì 9 febbraio 2021

Nella sua Genova queste farneticazioni le chiamano belinate. Non bisogna essere esegeti del dialetto di Fabrizio De André per capire il senso. Ma Grillo, tutt’altro che sprovveduto, nasconde tra una battuta e una boutade la vera notizia: la democrazia orizzontale, dell’1 vale 1, è sospesa, non si sa per quanto. “Io aspetterei un attimo, per fare delle domande cui voi dovete dare delle risposte. Sarete voi a decidere cosa dovremo fare: andare, non andare, mandare affanculo questo o quell’altro. Vediamo un attimo. Vi chiedo un attimo di pazienza”. Grillo sottolinea “mi ha dato ragione su tutto, ma domani votare su queste robe” su Rousseau “no, aspettiamo un attimo”, ma intanto rimanda sine die il voto su Rousseau: “aspettiamo che abbia le idee chiare, perché lui dirà cosa vuol fare”.

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Grillo sa benissimo che Draghi non dirà più nulla, sono loro ora chiamati a votare la fiducia quando si presenterà alle Camere, ma un voto simultaneo mentre il neo presidente del Consiglio legge in Aula i punti programmatici del suo governo è impensabile. Quindi, pare, non si voterà più. Il Movimento 5 Stelle, per volontà di uno solo, sospende anche Rousseau, l’ultima giravolta che ancora non aveva compiuto; una giravolta che probabilmente si meriterà ben più di un Vaffa Day online nottetempo. La resa dei conti è iniziata.

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