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L’Ue promuove e boccia la Manovra

Commissione Ue

La Commissione ha analizzato la legge finanziaria del governo Meloni, rilevando la positività sui conti ma esprimendo anche qualche riserva su due temi dibattuti, il tetto al contante e il Pos

La Manovra non finisce mai, si potrebbe sintetizzare. Se in Italia continua il dibattito parlamentare e pubblico su alcune misure introdotte dall’esecutivo di centrodestra (o destra-centro) nella legge di Bilancio per il 2023, l’analisi dei conti e della fattibilità dei provvedimenti si è tenuta anche nei palazzi europei. La Commissione Ue ha detto, infatti, la sua sulla Manovra.

I conti, a dir la verità, erano già stati fatti ad esempio sulla questione del Pos e del tetto al contante. Confesercenti, infatti, aveva detto nelle scorse settimane che i pagamenti elettronici via Pos avevano un costo di 772 milioni di euro all’anno per i commercianti fra commissioni e acquisto o comodato del dispositivo. E poi, in base al servizio, vi sono ulteriori e differenti valori di spesa. Cui si aggiungono le commissioni dei circuiti di pagamento. Numeri intricati da aggregare, insomma.

LE CRITICHE DI BANKITALIA PRIMA DELLA COMMISSIONE

Anche Fabrizio Balassone, Capo del Servizio Struttura economica di Bankitalia, aveva criticato soprattutto le misure economiche del Governo su Reddito di cittadinanza e Pos stesso. Rilevando che, per i pagamenti in contanti e le relative facilitazioni all’evasione, le “nostre stime relative al 2016 indicano che, per gli esercenti, il costo del contante in percentuale dell’importo della transazione è superiore a quello delle carte di debito e credito“. Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano “ogni 10 euro pagati in contanti, 3,4 siano in nero. Un numero che scende a 1,2 per i pagamenti digitali”. La propensione all’evasione fiscale si riduce quindi a un terzo con i pagamenti digitali.

IL DOPPIO VOTO

Detto che già nella valutazione di Bankitalia erano emersi dubbi sulla effettiva nascita di uno scontro con il governo, è arrivata anche la pagella della Commissione europea. Che può essere letta con una doppia faccia, promozione-bocciatura. Da un lato, infatti, l’istituzione guidata da Cristine Lagarde ha promosso il rispetto delle linee europee di luglio, relativamente alle limitazioni della spesa corrente.

“L’Italia limita la crescita della spesa corrente primaria finanziata a livello nazionale e prevede di finanziare gli investimenti pubblici per la transizione verde e digitale e per la sicurezza energetica”, si legge. “Nel complesso, la Commissione ritiene comunque che il progetto di bilancio dell’Italia sia in linea con gli orientamenti contenuti nella raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022”, sono “plausibili sia nel 2022 che nel 2023” le ipotesi macroeconomiche alla base del progetto di bilancio. Sul quale, “la valutazione della Commissione sull’impatto di bilancio delle misure di politica fiscale è sostanzialmente in linea con quella del governo”.

LA BOCCIATURA DELLA COMMISSIONE

Male, invece, il giudizio sul Belpaese per non aver “compiuto progressi per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022 nel contesto del semestre europeo”. Per Bruxelles, alcune misure non sono in linea sulla lotta all’evasione fiscale. E quindi, vengono bocciati i provvedimenti sul tetto al contante e il Pos. Ma i miglioramenti devono riguardare, oltre che la riforma del fisco, anche la riduzione delle imposte sul lavoro e l’intero sistema tributario.

Critiche anche sul fronte delle multe: secondo la Commissione non va bene “una disposizione che innalza il tetto per le transazioni in contanti da 2.000 a 5.000 euro; una misura equivalente a un condono che permette la cancellazione di debiti fiscali pregressi relativi al periodo 2000-2015 e non superiori a 1.000 euro; e la possibilità di rifiutare i pagamenti elettronici di importo inferiore a 60 euro senza essere sanzionati”.

Non bene neanche “il rinnovo nel 2023, con criteri di età più severi, dei regimi di prepensionamento che sono scaduti alla fine del 2022”.

LE PROTESTE DEI SINDACATI

Tornando in Italia, da ricordare è infine che questa in corso è la settimana delle proteste di piazza di Cgil e Uil in tutte le regioni d’Italia. Sul tavolo, la richiesta di aumento dei salari, anzitutto. Ma la lista delle richieste è lunga. E coinvolge, tra l’altro, il conferimento di tutte le tutele ad ogni forma di lavoro; l’eliminazione della precarietà; la riforma fiscale progressiva; la tassazione degli extraprofitti; la rivalutazione delle pensioni; risorse per sanità e istruzione; l’eliminazione della legge Fornero.

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