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Tetto al contante a 1000 euro, le nuove regole dal primo gennaio 22

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Nono intervento al tetto del contante in vent’anni: tornerà come sotto il governo Monti. Cosa cambierà tra pochi giorni

Ultimi giorni per fare operazioni ‘cash’ fino a duemila euro. Dal primo gennaio del prossimo anno, il tetto al contante si abbassa – di più: dimezza – a mille euro. È quanto ha previsto il decreto fiscale 124 del 2019, collegato alla Legge di Bilancio 2020, del Conte bis che, consapevole delle polemiche legate a una simile misura, ne aveva differito l’entrata in vigore a partire da gennaio 2022.

TETTO AL CONTANTE, LE NUOVE REGOLE DAL PRIMO GENNAIO 2022

“Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di prevedere misure per esigenze fiscali e finanziarie indifferibili, anche mediante la lotta all’evasione fiscale e pertinente disciplina penale”, recitava il testo di legge redatto nel ’19 per motivare l’intervento urgente dell’esecutivo per mezzo di decreto nella disciplina fiscale.

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L’abbassamento del tetto al contante costituiva del resto la terza punta del Piano Cashless Italia voluto fortemente dall’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e si sarebbe dovuto accompagnare ad altre due misure: la lotteria degli scontrini e il cashback al fine di favorire l’emersione di spese spesso non dichiarate e l’aumento delle transizioni con le carte. Invece, come sappiamo, il cashback è già stato accanato da Mario Draghi e la lotteria degli scontrini, oltre a non piacere ai commercianti, non sembra avere avuto successo.

Si tratta del nono intervento al tetto del contante in due decadi: era stato Mario Monti, l’ultima volta, in piena crisi di solvibilità del Paese, ad abbassarlo a mille euro, poi, nel 2016, un intervento di Matteo Renzi spiazzò un po’ tutti, soprattutto il centrosinistra, perché lo rialzò a tremila euro. Due gli interventi voluti da Conte, in una sorta di roadmap a ‘scale’ così da far digerire meglio agli italiani le restrizioni: prima,  a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, un abbassamento a duemila e poi, appunto, a mille, dal prossimo primo gennaio. Attualmente per chi contravviene sono previste sanzioni che partono da 2mila euro, scenderanno (nel minimo) a mille dal primo gennaio 2022.

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