Una nuova Rai sul modello Bbc. Parla Vacchio (Lo Specialista.tv)

Cosa pensa della Rai così com’è e qualche suggerimento su come dovrebbe essere. Parla Gianluca Vacchio, giornalista e curatore del blog Lo Specialista

Invimit, chi è il neo presidente Altieri (quota Lega) e quali sfide lo attendono

Laureato in scienze politiche con una passione per la geopolitica, giornalista pubblicista, già assessore provinciale di Bari a cultura, sport e turismo, sassofonista per hobby, ma soprattutto ex deputato centrista folgorato dal salvinismo. Nuccio (all’anagrafe Trifone) Altieri arriva in quota Lega alla guida di Invimit, la struttura del Ministero dell’Economia che dovrà dismettere ampie quote del patrimonio immobiliare dello Stato, senza avere nel curriculum particolari esperienze nel settore. 
Altieri prende il posto di Massimo Ferrarese, imprenditore titolare di diverse società operanti nell’ambito delle costruzioni, già presidente di Confindustria Brindisi e componente della giunta nazionale dell’associazione industriali sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo. 

Alla guida di Invimit dopo una lunga carriera politica e la società di coltivazione di funghi

Il neo presidente, barese, classe 1975, si è laureato in Scienze politiche alla Luiss con una tesi sulla Turchia, prima di iniziare la sua avventura politica con Forza Italia che lo ha portato fino alla vicepresidenza della provincia di Bari, con le deleghe a cultura, turismo e sport. Socio di una azienda attiva nella produzione e commercializzazione di funghi coltivati, dal 2000 al 2006 è stato capo ufficio stampa del sottosegretario alla Difesa. Per lo stesso Ministero ha fatto parte dell’Ufficio studi internazionali. Nel 2013 arriva alla Camera, eletto nelle liste del Popolo della libertà, per trasmigrare poi dopo appena un anno nella compagine “Direzione Italia” di Raffaele Fitto. Una solida carriera da centrista, da cui però si stacca sul finire della scorsa legislatura per aderire alla Lega. Nel nuovo Parlamento non entra, ma per lui c’è un nuovo ruolo, prestigioso e importante quanto non certo semplice.  

Le sfide che attendono Altieri alla guida di Invimit

Alla guida di Invimit, società partecipapata al 100% dal Mef, dovrà infatti gestire la valorizzazione e la vendita di pezzi importanti del patrimonio immobiliare dello Stato. Proprio per questo in manovra sono state inserite alcune rilevanti norme, come quella che permette il cambio di destinazione degli immboli per renderli più “appetibili” sul mercato. Il governo da questa operazione si attende di ricavare una cifra intorno al miliardo di euro. Un obiettivo, apparso a molti troppo ambizioso, che toccherà ad Altieri cercare di raggiungere.     

 

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Trasporto pubblico. Perchè il Gnl in Italia non decolla

Ancora pochi bus per un settore destinato però a esplodere nei prossimi anni grazie ai vantaggi ambientali e ai minori costi del combustibile

Sono 15 milioni le persone che, in Italia, ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico. E un parco autobus di oltre 50.000 unità, con una età media di 12 anni, con più di 8.000 autobus euro 0 o 1 nelle grandi città da rottamare. 

RISORSE STATALI PER RINNOVARE LE FLOTTE

Per cercare di mettere mano a una situazione di fatto insostenibile, nei giorni scorsi c’è stato il via libera in Conferenza Unificata al Dpcm che approva il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile per il rinnovo del parco autobus di Regioni e città metropolitane con mezzi a basso impatto. Il Piano prevede lo stanziamento di 3,7 miliardi di euro nel periodo 2019-2033 (2,2 miliardi per le Regioni e 1,5 miliardi di euro per le Città metropolitane) per il ricambio del parco autobus di trasporto pubblico locale e regionale con vetture elettriche, a metano e a idrogeno. Le risorse del Piano verranno erogate in 3 periodi quinquennali a partire dal 2019, in base a criteri prefissati (che terranno conto ad esempio del numero di passeggeri trasportanti e del numero di mezzi circolanti) su tre graduatorie distinte: una per i comuni capoluogo di città metropolitane e Comuni capoluogo di provincia ad alto inquinamento di PM10 e biossido di azoto; una per i comuni e le città metropolitane con più di 100.000 abitanti; una per le Regioni. Il Dpcm, atteso da tempo e che il Governo sta ora portando a termine, prevede inoltre che al sud debba andare non meno del 34% delle risorse stanziate.

EMILIA ROMAGNA ALL’AVANGUARDIA NEL GNL

Per quanto riguarda l’alimentazione a gas naturale liquefatto la situazione italiana, collegata con il trasporto pubblico locale, non è ancora particolarmente sviluppata. Tra i primi a concludere le procedure del bando di gara europea per l’acquisto di autobus alimentati esclusivamente a Gnl, con una commessa a Industria Italiana Autobus per i primi 44 mezzi, è stata Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna (Tper), controllata dalla Regione Emilia-Romagna con il 46% e partecipata dai Comuni di Bologna e Ferrara e dalle Province di Ferrara, Mantova, Modena, Parma, Reggio Emilia e Rimini, nonché dall’Azienda Consorziale Trasporti (Act) di Reggio Emilia e da Ravenna Holding. Gli autobus a Gnl, ha annunciato l’azienda di trasporto pubblico, entreranno in servizio all’inizio del 2019, aggiungendosi alla flotta a gas di Tper, tra le prime in Italia con 276 autobus a Cng. Il perché di questa scelta? Lo ha chiarito la stessa azienda: “La grande autonomia garantita dal metano liquido rispetto al tradizionale gas compresso consente l’allargamento dei benefici di ecocompatibilità di questo carburante naturale anche nell’ambito suburbano ed extraurbano del servizio di bus”. Di recente c’è stato il via libera anche del consiglio di amministrazione dell’azienda dei trasporti pubblici di Torino, Gtt, all’acquisto di 178 nuovi autobus urbani. In particolare, Gtt acquisterà 40 autobus da 12 metri con alimentazione a metano e motorizzazione Euro VI, con un’opzione, da esercitarsi entro il 31 marzo 2019, per ulteriori 13 mezzi sempre da 12 metri a metano.

GNL, UN COMBUSTIBILE VANTAGGIOSO PER L’AMBIENTE

Malgrado i ritardi, uno dei principali vantaggi del gas naturale liquefatto come combustibile per i trasporti su gomma è il prezzo relativamente basso rispetto al gasolio, a parità di contenuto energetico. Oltre ovviamente alle minori emissioni, sia in termini di carbonio che di inquinanti: un autoveicolo alimentato a gas, indica un rapporto presentato a VeronaFiere in occasione di Oil & NonOil, provvede al “taglio” di circa il 40% delle emissioni di CO2, e annulla in misura pressoché totale gli ossidi di azoto ed il particolato. Di contro c’è una minore autonomia rispetto ai veicoli alimentati a gasolio e maggiori costi legati alla tecnologia specifica che riguardano il motore, il sistema di stoccaggio del combustibile e così via.

UTILIZZO DEL GAS NEI TRASPORTI IN CRESCITA

In ogni caso l’utilizzo del gas è in crescita: le associazioni di categoria stimano al 2030 un potenziale di quasi 13 milioni di auto a gas circolanti in Europa, pari a dieci volte il livello attuale. E in questo contesto gli autobus a gas arriveranno a un terzo del totale di bus circolanti, i camion a un quarto, mentre i veicoli commerciali leggeri a gas si moltiplicheranno per 21. Tali stime, preventivate da NGVA Europe (Natural & Bio Gas Vehicle Association) ed EBA–European Biogas Association, prospettano, entro i prossimi dodici anni, una possibile escalation del parco veicoli rispetto agli attuali 1,3 milioni, e un contestuale incremento nella produzione di biometano e biogas (gas rinnovabili): fino a 45 miliardi di metri cubi potenzialmente producibili nel 2030 contro gli attuali 2 miliardi, e che – almeno “sulla carta” – potrebbero soddisfare il fabbisogno energetico dei circa 13 milioni di veicoli a gas che potrebbero essere in circolazione in Europa fra dodici anni.

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