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Dall’arresto di Cecilia Sala alla tragedia di Crans Montana: il lungo anno di Antonio Tajani

L’esordio con l’arresto – rapimento di Cecilia Sala, pedina di un confronto tra Iran e Usa, alla sfida di Roberto Occhiuto per la leadership di Forza Italia e il terribile colpo di coda della tragedia di Crans Montana. Il lungo anno del ministro degli esteri Antonio Tajani 

Il colpo di coda del 2025 è stato terribile: nella notte di Capodanno almeno 47 persone hanno trovato la morte nella località sciistica di Crans Montana, nel Canton Vallese in Svizzera e altri 119 sono rimasti feriti in un incendio che ha distrutto il locale Le Costellation. Tra i morti almeno uno è italiano, Emanuele Galeppini, atleta 17enne ricordato anche dalla Federgolf, mentre tra i feriti 11 sono Italiani. Purtroppo restano ancora 6 connazionali dispersi e non tutte le vittime sono state identificate.

 

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“Abbiamo messo a disposizione la polizia scientifica per aiutare con le identificazioni – ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa a Crans Montana -. Abbiamo dato disponibilità anche per un gruppo di psicologi, come richiesto ieri dai familiari, per assistere le persone vicine ai feriti e agli scomparsi. Ci sono tre feriti non identificati speriamo siano italiani”.

L’ARRESTO E IL RILASCIO DELLA GIORNALISTA CECILIA SALA

Ripercorrere il 2025 di Antonio Tajani significa fare il bilancio di un anno difficile, iniziato subito in salita. L’arresto in Iran della reporter Cecilia Sala, avvenuto il 19 dicembre 2024 ma reso pubblico solo il 27 dicembre, giorno in cui la giornalista ha ricevuto la visita dell’ambasciatrice Paola Amadei, ha imposto la massima allerta a tutta l’unità di crisi della Farnesina negli ultimi giorni dell’anno. L’arresto della giornalista italiana è stato solo l’antipasto di un anno non facile per la diplomazia italiana.Cecilia Sala, viene rilasciata l’8 gennaio 2025 e, una volta rientrata in Italia il 12 gennaio, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio dispone la revoca del fermo per l’ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, arrestato a Milano su richiesta degli Stati Uniti solo pochi giorni prima che la polizia iraniana arrestasse la reporter italiana

 

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Al fermo dell’ingegnere iraniano, infatti, era legato l’arresto e la detenzione nella prigione di Evin di Cecilia Sala. La scarcerazione di Cecilia Sala è stata anticipata da una visita lampo della Premier Meloni a Mar – a – Lago, nella quale ha avuto un ruolo importante l’ambasciatrice Mariangela Zappia.

ALBERTO TRENTIN RESTA NELLE MANI DI MADURO

Se Cecilia Sala è stata rilasciata dopo 21 giorni di prigionia, il cooperante veneto Alberto Trentin è nelle carceri venezuelane dal 15 novembre 2024, è stato fermato a Guasdualito, in Venezuela, dove lavorava a seguito della Ong Humanity & Inclusion. Una situazione complessa, che il ministro Tajani ha seguito, anche dal punto vista mediatico, comunicando sostegno all’opposizione di Maduro.

L’arresto di “cittadini stranieri o con doppia nazionalità” fa parte, come ha spiegato Marco Ventura sul Messaggero, di una strategia “portata avanti con fredda determinazione negli ultimi sei mesi” da Nicolás Maduro che può contare circa 50 ostaggi da 12 paesi diversi “che il regime socialista venezuelano ha catturato e incarcerato, e userà ora come “pedine di scambio” per ottenere, per esempio, dagli Stati Uniti un allentamento delle sanzioni”.

LA GUERRA A GAZA E IL SOSTEGNO UMANITARIO

Come anticipato, il 2025 non è stato un anno semplice per le relazioni diplomatiche, a iniziare dalla guerra tra Israele e Hamas. Il nostro Governo è stato sin dal principio al fianco degli alleati israeliani; tuttavia, l’intensificarsi dei bombardamenti e la durezza della risposta israeliana hanno richiesto al Ministero degli esteri di rafforzare gli sforzi umanitari. Da lì arriva il programma “Food for Gaza” con il quale l’Italia ha destinato alla Striscia di Gaza circa 2.400 tonnellate di aiuti alimentari, sanitari e beni di prima necessità attraversoil Programma Alimentare Mondiale e la Croce Rossa Internazionale.

 

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Il PAM, come riportato dalla Farnesina, ha distribuito 2.000 tonnellate di farina (secondo stime delle Nazioni Unite servirebbero 2.000 tonnellate di cibo al giorno per coprire i bisogni umanitari di base della popolazione nella Striscia). L’Italia, inoltre, ha accolto 201 pazienti da Gaza, tuttavia secondo l’OMS sono più di 15.000 le persone nella Striscia di Gaza che necessiterebbero di essere ricoverati in strutture adeguate.

 

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ALL’UCRAINA AIUTI CIVILI E ARMI

Sul sostegno all’Ucraina il Governo, e il ministro degli esteri Tajani, non hanno mai avuto incertezze. Da ultimo il Governo ha trovato l’accordo sull’approvazione del decreto Ucraina che prevede aiuti civili “ma anche armi”, spiega il vicepremier. L’invio di armi all’Ucraina è il campo sul quale c’è la maggiore distanza tra i due vicepremier e, in generale, tra Forza Italia e Lega.  “Le discussioni sono normali, abbiamo posizioni diverse”, ha spiegato Tajani in un’intervista a La Stampa.

LE GAFFE DI ANTONIO TAJANI

Antonio Tajani è stato vittima di qualche scivolone mediatico. Il 3 ottobre 2025 il ministro degli esteri è stato ospite di Porta a Porta per discutere del viaggio della Flottilla. Alla domanda se fosse legittimo un blocco navale in acque internazionali, come quello attuato da Israele alle navi della Global Sumud Flotilla davanti a Gaza, il ministro ha risposto: “Secondo me il blocco è una violazione del diritto. Comunque quello che dice il diritto è importante fino a un certo punto”.

 

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Il 9 ottobre il Ministro degli esteri, dopo l’accordo tra Israele e Hamas per il cessate il fuoco, ha condiviso sui suoi canali social un video in cui un bambino palestinese, in braccio a un altro ragazzo sui roller, sventola la bandiera palestinese e quella italiana. “Il Tricolore sventola anche a #Gaza. Segno di riconoscenza e gratitudine nei confronti di quello che ha fatto e farà l’Italia. Viva la pace!”, ha scritto Tajani. Peccato che quel video fosse stato postato pochi giorni prima come forma di ringraziamento per la grande manifestazione per la Palestina del precedente 5 ottobre che, nella sola Capitale, ha portato in strada circa 250mila persone.

 

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Qualche giorno dopo l’autore del video ha voluto chiarire il significato del suo atto: “Ringraziamo il popolo italiano per la solidarietà e le manifestazioni, ma non il governo italiano. Non ci strumentalizzate”.

FORZA ITALIA NON RAGGIUNGE (NEMMENO NEI SONDAGGI) L’OBIETTIVO 20%

La situazione è tesa anche nel fronte interno a Forza Italia. Il 2025 era iniziato con un obiettivo ambizioso: portare il partito azzurro al 20 per cento. Obiettivo ribadito a più riprese nel corso dell’anno.

Un traguardo meno ambizioso, invece, sembra essere più raggiungibile: diventare la seconda forza della maggioranza. Nelle ultime elezioni regionali, infatti, Forza Italia è stata sempre, tranne che in Veneto, il secondo partito della coalizione di centro destra, dietro Fratelli d’Italia. Per di più gli azzurri hanno eletto Roberto Occhiuto a presidente della Calabria, nel primo appuntamento elettorale dell’ultima tornata di elezioni regionali.

 

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DA ROBERTO OCCHIUTO ARRIVA LA SFIDA PER LA TESTA DI FORZA ITALIA

Proprio da Occhiuto, però, arriva qualche preoccupazione per il ministro degli esteri italiano. Il presidente di Mediaset, Piersilvio Berlusconi, a più riprese nel corso dell’anno ha sottolineato la necessità di vedere volti nuovi al giuda di Forza Italia. “Ho vera gratitudine per Antonio Tajani e tutta la squadra di Forza Italia – ha detto il l’Ad del Gruppo Mediaset – che hanno tenuto in piedi il partito dopo la scomparsa di mio padre, cosa tutt’altro che facile. Ritengo, guardando al futuro, che siano inevitabilmente necessarie facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato”.

 

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Queste dichiarazioni risalgono al 12 dicembre, in occasione degli auguri di fine anno negli studi Mediaset. Pochi giorni dopo, il 17 dicembre, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha organizzato, a Palazzo Grazioli, un tempo residenza romana di Silvio Berlusconi, oggi sede della stampa estera, il convegno “In libertà, pensieri liberali per l’Italia’”. A collaborare con lui Andrea Ruggieri, ex parlamentare, già direttore del Riformista e collaboratore di Berlusconi, poi escluso dalle liste di FI per volere di Tajani. Nello stesso giorno il ministro degli esteri prova a correre ai riparti organizzando a Milano la “Conferenza Nazionale dell’Export e dell’internazionalizzazione delle imprese” con interventi di ambasciatori, direttori degli uffici Ice e rappresentanti di Cdp, Sace e Simest. “Mi candiderò al congresso di Forza Italia – ha detto Tajani a La Stampa -. Sono pronto alle sfide, ma sono abituato a vincerle”.

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