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Aspettando Rousseau. Lo zuccherino del ministero della transizione ecologica

rousseau ministero della transizione ecologica

Da Roma parte il messaggio che a Genova attendevano per dare il via alle votazioni su Rousseau: il governo Draghi includerà il ministero della Transizione ecologica chiesto da Grillo

Per essere un tecnico, Mario Draghi ha già fatto capire che sa essere molto politico. Succede tutto a tarda sera, quando dall’ufficio provvisorio del presidente del Consiglio incaricato a Montecitorio escono le associazioni non governative ambientaliste. Donatella Bianchi, presidente del Wwf, è l’inconsapevole tramite del messaggio di Draghi a Beppe Grillo: “ci sarà un Ministero della transizione ecologica”, fatto, questo, che dovrebbe spostare e non poco gli equilibri nelle votazioni su Rousseau.

 

COSA C’ENTRA IL MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA CON ROUSSEAU?

Per comprendere certe dinamiche occorre fare un passo indietro. Ieri sera, nel bloccare il voto sulla piattaforma online di Davide Casaleggio, Beppe Grillo aveva motivato: “Io aspetterei un attimo, per fare delle domande cui voi dovete dare delle risposte. Sarete voi a decidere cosa dovremo fare: andare, non andare, mandare affanculo questo o quell’altro. Vediamo un attimo. Vi chiedo un attimo di pazienza”. Il guru del Movimento aveva più volte detto: “aspettiamo che Draghi abbia le idee chiare, perché lui dirà cosa vuol fare”.

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Tutti sapevano però che Draghi non avrebbe più parlato, se non alle Camere per chiedere la fiducia e spiegare le linee programmatiche della sua azione di governo. Ma sarebbe stato troppo tardi per indire una votazione su Rousseau. Soprattutto considerato che quando ci fu da votare sull’alleanza giallorossa passò oltre un’ora tra la fine della votazione e l’arrivo dei risultati.

 

 

🔴 Domani si vota su Rousseau per il nuovo Governo.
Il MoVimento 5 Stelle deve tracciare la strada.
IO VOTO SÌ.

Seguitemi 💪🏻

Pubblicato da Luigi Di Maio su Mercoledì 10 febbraio 2021

 

Se Draghi oggi avesse dichiarato, l’ex numero 1 di Bankitalia e Bce si sarebbe rivelato succubo dei capricci pentastellati e avrebbe inasprito i suoi rapporti con Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Da qui la scelta di mandare avanti una personalità fuori dai giochi politici, Donatella Bianchi, appunto, che dichiarando alla stampa la novità del Ministero della transizione ecologica ha di fatto consentito al Movimento 5 Stelle di procedere con le votazioni su Rousseau un po’ più a cuor leggero.

 

E SU ROUSSEAU SI VOTA PROPRIO SUL MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA

Non a caso il quesito cui domani gli iscritti a Rousseau dovranno dare risposta verte quasi più sul Ministero della transizione ecologica che non sull’adesione al governo Draghi: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”

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Su Twitter è un florilegio di dichiarazioni esultanti dei big del Movimento, che tentano così di cancellare il ricordo di una giornata ad altissima tensione, durante la quale la base s’è rivoltata contro Beppe Grillo. “Paura di ricevere un sonoro no? Ma se per te Draghi è una persona rispettabile e la linea del movimento è quella di appoggiarlo, che male c’è nel votare?! Facci votare, no?”. Questo è solo uno dei commenti che oggi affollano i social del Movimento e del comico genovese.

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E, ancora: “State temporeggiando al fine di far virare ulteriormente l’opinione degli iscritti verso il SÌ a Draghi, ma molti di noi sanno già cosa votare”, avverte Diana. “Crimi, non hai sospeso il voto ma la democrazia diretta. Basta rinvii, dovete darci la possibilità di sostenere il Movimento con un forte No a Draghi”, incalza Beppe. “Ma non lo avete ancora capito che spaccate il movimento se andate al governo con chi vi ha già fregato una volta (prima Salvini ed ora Renzi) e in aggiunta Forza Italia, ma dare l’appoggio esterno cosa è un reato?”, protesta Pino. “Potete rinviare quanto volete, tanto lo sapete che votiamo tutti no”.

 

E c’era già un parlamentare pronto a guidare la protesta: Mattia Crucioli, che già questa mattina aveva scritto un durissimo post su Facebook contro la decisione di Beppe Grillo di sospendere le votazioni e “ammainare così la bandiera del Movimento”.

 

REQUIEM PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA.
L’annullamento delle votazioni su Rousseau programmate per il 10 e 11 febbraio (oggi…

Pubblicato da Mattia Crucioli M5S su Mercoledì 10 febbraio 2021

 

In serata, prima che l’annuncio del Ministero per la transizione ecologica sbloccasse lo stallo su Rousseau, il presidente del Consiglio uscente, Giuseppe Conte, aveva provato a ricompattare la base e i malpancisti: “Se fossi iscritto a Rousseau voterei sì (all’appoggio del M5s al governo Draghi, ndr) perché ci sono tali urgenze che comunque è bene che ci sia un governo”. Molto poco credibile, però, dato che proprio Conte avrebbe rifiutato di aderire all’esecutivo come ministro o vicepremier.

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