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Amministrative: il programma dei candidati sindaci di Belluno, Gorizia, Monza, Padova e Verona.

Veronafiere

Cosa propongono nel loro programma i candidati sindaci di Belluno, Gorizia, Monza, Padova e Verona

Le prossime elezioni amministrative interesseranno 49 comuni italiani, tra i quali molti capoluoghi di provincia soprattutto nel nord Italia. Andiamo a scoprire cosa propongono nel loro programma i candidati sindaci di Belluno, Gorizia, Monza, Padova e Verona.

BELLUNO: SVILUPPO E QUALITÀ DELLA VITA NEL PROGRAMMA DEI CANDIDATI SINDACI DE PELLEGRIN E VIGNATO

A Belluno si fronteggiano un ex campione olimpico, Oscar De Pellegrin, e un manager, Giuseppe Vignato. De Pellegrini immagina la Belluno del futuro come la “capitale delle Dolomiti” che, come c’era da aspettarselo, riserverà risorse importanti alle attività sportive. “Lo sport è salute. È sociale. È inclusione. È di tutti e per tutti – si legge nel programma di Pellegrin -. Lo sport è anche sviluppo ed elemento di attrazione turistica”. Al fine di presentare una migliore offerta turistica “Le strutture sportive comunali saranno riqualificate e migliorate, anche sotto il profilo dei servizi tecnologici e dell’efficienza energetica, e messe a norma qualora non conformi”. Pellegrin non si limita allo sport ma punta alla trasformazione di Belluno “in un polo attrattivo, sede di centri di ricerca universitaria e di importanti eventi internazionali” e  alla “valorizzazione e lo sviluppo coordinato delle aree residenziali per un miglioramento della qualità della vita di chi abita e lavora nel centro storico e nelle frazioni”.

Giuseppe Vignato, candidato sindaco per il centro sinistra, propone di consolidare “il rapporto con il Territorio per amministrare la Belluno dei prossimi 5/10 anni”. Al centro del suo programma c’è il mantenimento della buona qualità della vita dei suoi concittadini attraverso investimenti “nel settore socio assistenziale” “rispondendo alla solitudine, all’isolamento che il nostro territorio spesso implica e alla difficoltà temporanea o permanente”, valorizzando “l’ambiente in cui viviamo per attrarre nuove risorse, impedendo il consumo di territorio e rigenerando aree urbane in modo da valorizzare gli edifici pubblici e privati, partendo dall’eredità dei finanziamenti dell’amministrazione precedente”, lavorando per “diffondere l’utilizzo delle tecnologie digitali per innovare i servizi pubblici”, sviluppando “Reti virtuose tra cittadini, associazioni e imprese” e investendo “nei sistemi di educazione e formazione, della cultura a tutto tondo, nel suo essere fucina di innovazione e coinvolgimento comunitario fino al suo ruolo di attrattore”.

GORIZIA: LA SFIDA PER LA CITTÀ DEL DOMANVI VISTA DA ZIBERNA E FASIOLO

A Gorizia i frontrunner nella sfida per la fascia tricolore sono Rodolfo Ziberna del centrodestra e Laura Fasiolo del centro sinistra. Ziberna, da sindaco uscente, ricorda gli obiettivi raggiunti nel corso della sua amministrazione. “Siamo riusciti ad “agganciare” il futuro grazie alla conquista del titolo di Capitale europea della cultura”, scrive nel programma. “Abbiamo creato le condizioni per la nostra “Gorizia del domani” e, in questo momento, nella nostra città, fra ideazione, progettazione e interventi in essere sono aperti cantieri per oltre 120 milioni di euro, una cifra enorme, che mai prima d’ora si era riversata su questo territorio. Ciò ci permetterà non solo di far rinascere intere aree cittadine ma di dotare l’area di nuovi, importanti servizi, strutture e infrastrutture”.

Laura Fasiolo punta sul rilancio del welfare per convincere i suoi concittadini ad accordarle la preferenza. La candidata Fasiolo immagina una “città protagonista delle progettualità transfrontaliere Gect, recuperare cultura e sapere derivante dall’esperienza basagliana, prosecuzione progetto salute mentale Gect Go”. Vuole inoltre potenziare i “servizi extrascolastici, migliorare i trasporti scolastici, avviare “Distretto famiglia”, potenziare accompagnamento educativo adulti, migliorare condizioni in carcere e loro inserimento lavorativo, progetti di Microarea ecc”, per fare forma a “una città dove vivere bene” sostenendo “l’invecchiamento attivo”, ampliando le attività !Università della Terza Età”, intervenendo sulla “moderazione della velocità” ma anche promuovendo il “bike sharing” e le “Comunità Energetiche Rinnovabili”.

MONZA: RIGENERAZIONE URBANA NEI PROGRAMMI DI ALLEVI E PILOTTO

A Monza si sfidano l’attuale sindaco del centro destra Dario Allevi e Paolo Pilotto, candidato sindaco del centro sinistra. È una “Monza Smart” quella che propone Allevi, che promette ai cittadini: “Copertura al 100% con la fibra ottica per collegamenti più veloci”, “Nuova illuminazione pubblica con lampadine Led”, “Creazione di una App per tutti i servizi comunali”, “Digitalizzazione di tutte le pratiche amministrative”. Ma sono solo. Allevi vuole portare la sua città nel futuro con la definizione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la restituzione a verde del 40% delle aree dismesse e il potenziamento della segnaletica turistica, di valorizzazione artistica, museale e architettonica.

È “al ritmo di Monza” che Paolo Pilotto sta correndo per andare a sedersi sulla poltrona da primo cittadino di Monza. Il claim della sua campagna elettorale è “la città di tutti”, e così articola il suo programma intorno a sei priorità: Alberi, pedoni e biciclette – Clima e vivibilità nella città di tutti; Dal pedibus a m5 – La rivoluzione della mobilità per la città di tutti; Fossati & Lamperti e altre aree pubbliche – Rigenerazione nella città di tutti; Biblioteca, biblioteche – Più cultura nella città di tutti; Asili nido e liste di attesa – Più spazi educativi nella città di tutti; La villa e il parco reale – Arte, cultura, ambiente nella città di tutti. Tanto è centrale il rinnovamento urbano, non solo architettonico ma comunicatio, che Pilotta ha anche approntato un piano speciale per tutti i quartieri di Monza.

PADOVA: I PROGRAMMI DEI CANDIDATI SINDACI PEGHIN E GIORDANI PUNTANO SULL’INNOVAZIONE

A Padova Giordani e Peghin puntano sull’innovazione nel loro programma da candidati sindaci. È una Padova “più” quella che propone il candidato sindaco del centrodestra Francesco Peghin: “più attrattiva”, “più visionaria”, “più sostenibile”, “più dinamica” e con “Più cultura”. Tra le proposte più innovative c’è la “Valorizzazione dell’ecosistema digitale per permettere una più semplice e agevole interazione tra soggetti, operatori e stake holder” e “Acquisto di droni per il controllo capillare del territorio” al fine di avere una città più sicura. Anche nel programma elettorale di Sergio Giordani c’è un ampio spazio per l’innovazione. “Padova è la sesta provincia in Italia e la prima nel Nordest per numero di startup innovative registrate – sono 338, il 2,4% del totale nazionale – e per la densità, ovvero il rapporto tra le startup e il totale delle nuove società di capitali della provincia – un dato pari al 5,3%”. Per incentivare lo sviluppo del settore Giordani propone di “Attivare la consulta dell’innovazione per promuovere il confronto con le realtà più avanzate presenti sul territorio e individuare insieme a loro applicazioni e tecnologie che migliorino le qualità della vita di tutti i padovani” e “Sostenere l’attività del nuovo centro congressi, delle future sedi della Scuola di Ingegneria e della Live Demo di Smact – Competence Center, della piattaforma di eventi City Vision: tasselli di una nuova visione concreta, che vede la Fiera come una vera e propria «piazza dell’innovazione» in cui ci sia spazio per eventi espositivi, ricerca, congressi, startup”.

VERONA: I PROGRAMMI DEI CANDIDATI SINDACI TOMMASI E SBOARINA

Il programma dei due candidati sindaci Tommasi e Sboarina si differenzia per più di un aspetto. Con la sua RETE!, l’ex calciatore e attuale candidato a sindaco del centro sinistra Damiano Tommasi, articola il programma in cinque capisaldi : “Il capitale sociale”, “L’ ambiente e lo sviluppo sostenibile”, “Le competenze, la legalità e la sicurezza”, “La città di prossimità”, e “Il bene-essere”. Tommasi ritiene che il tema della sostenibilità sia trasversale e coinvolga ogni aspetto dell’Amministrazione: “dal settore turistico a quello industriale, dalla rigenerazione urbana ai servizi pubblici e alla mobilità”. È necessario, secondo Tommasi, attivare “un circolo virtuoso che non solo rispetta l’ambiente e rende la nostra città più vivibile, ma che genera lavoro, migliora le prospettive di vita, attira investimenti e mira a trasformare Verona in una smart city, attenta a sfruttare al meglio gli strumenti e le possibilità offerte dall’innovazione tecnologica”.

È una Verona che punta sul rilancio dei quartieri e sulla rigenerazione urbana quella del sindaco e candidato sindaco del centrodestra (spaccato) Federico Sboarina. “300 milioni per il recupero delle 45 principali aree ex industriali in condizioni degradate, il tutto a consumo zero di suolo – scrive Sboarina nel suo programma – Si tratta della pianificazione di 760 mila metri quadrati di aree dismesse che saranno tutte riqualificate, un piano che sta cambiando radicalmente il volto di Verona. A giugno 2021, nonostante le difficoltà amministrative legate alla pandemia, la giunta ha accelerato l’intervento, un mese dopo c’è stato il voto del Consiglio, e a Aprile 2022 il via libera definitivo”.

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