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Risiko dei giornali: tutti i movimenti a Repubblica, La Stampa, QN, Domani, L’Unità, Il Tempo, Il Giornale

Da Repubblica a La Stampa, da QN al Giornale: tutte le acquisizioni, le cessioni, i cambi di direttori e i nuovi protagonisti della rivoluzione in corso nell’editoria italiana.

Periodo di grandi incognite per l’editoria italiana. Il tramonto della carta, la transizione verso il digitale, la contrazione delle vendite ma anche e soprattutto la campagna elettorale alle porte hanno trascinato le principali testate dentro un vortice di acquisizioni, passaggi di mano, cambi di direttori che stanno sconvolgendo il panorama giornalistico del nostro Paese.

Nel frattempo, nuovi protagonisti conquistano pezzi rilevanti del mercato italiano, da Theodore Kyriakou ad Alberto Leonardis, fino a Leonardo Maria Del Vecchio.

ACQUISIZIONI E CESSIONI: CHI HA COMPRATO E CHI HA VENDUTO

L’operazione probabilmente più roboante è stata la cessione di Gedi da parte di John Elkann a un nuovo protagonista del mercato editoriale italiano, il magnate greco Theodore Kyriakou.

Il colpo messo a segno da Antenna Group ha portato all’acquisizione dell’intero pacchetto di testate ricomprese nella holding un tempo di proprietà di Carlo De Benedetti, il quale, nel frattempo, ha fatto un passo indietro anche dal Domani, che oggi è retto da una fondazione di giornalisti.

Interessato più alle opportunità nel mercato audiovisivo, Kyriakou ha poi girato ad Alberto Leonardis e alla sua SAE lo storico quotidiano torinese La Stampa (in forza di un preaccordo tra Elkann e lo stesso Leonardis).

Il nuovo editore della Stampa – già protagonista di una serie di acquisizioni da Gedi relative a testate locali – ha tirato dentro l’operazione una cordata di imprenditori interessati a ripristinare il radicamento territoriale della testata tornese, coinvolgendo diverse realtà piemontesi e riservando una quota anche agli Elkann e alla Federtennis di Angelo Binaghi. Nell’affare gioca un ruolo importante anche un altro abruzzese come Leonardis, ossia Carlo Toto, che la scorsa estate aveva rilevato il 40% de Il Tempo dalla famiglia Angelucci.

Dal canto suo Leonardis ha ceduto un’altra importante testata locale, Il Tirreno, alla famiglia Olivetti Rason.

Nel frattempo ha fatto il suo debutto come editore anche Leonardo Maria Del Vecchio, l’erede del fondatore di Luxottica, frattanto impegnato nella complessa partita tra eredi per ottenere mano libera sul monumentale patrimonio di Delfin. LMDV è entrato nella compagine de Il Giornale, poi ha trattato (senza successo) con Elkann su Gedi, quindi s’è preso il pacchetto di testate (Il Resto del Carlino, Il Giorno, Quotidiano Nazionale, La Nazione) in seno a QN dal Gruppo Monrif.

L’ultimo tassello, meno imponente dal punto di vista degli affari, ma rilevante in una prospettiva politica, è la trattativa tra il Pd e l’editore dell’Unità Alfredo Romeo per l’acquisizione dello storico giornale fondato da Antonio Gramsci.

IL VALZER DI DIRETTORI

Come conseguenza si è verificata una vertiginosa girandola di direttori (ma anche di giornalisti e dirigenti), con i nuovi editori che hanno messo mano alle guide delle varie testate.

Volendo limitarci alla guida dei quotidiani, da ultima è Repubblica ad aver assistito al passo indietro del proprio direttore, Mario Orfeo, proprio per incomprensioni con la nuova proprietà targata Kyriakou. Al momento non è chiaro chi ne raccoglierà il testimone. Già annunciata invece la destinazione dell’ormai ex numero 1 del quotidiano fondato da Scalfari: sarà lui il direttore editoriale della nuova QN Media di Del Vecchio jr., con Agnese Pini confermata nella veste di direttrice responsabile.

A La Stampa, al posto di Andrea Malaguti, si è appena insediato Antonio Di Rosa, con Leonardis che ha affidato a Maurizio Molinari il coordinamento delle testate in suo possesso. Un domino che ha portato anche Luciano Tancredi come vice al quotidiano torinese (insieme ad Alessandro De Angelis) e con SAE che ha puntellato le direzioni lasciate sguarnite, indicando Giacomo Bedeschi per la guida de La Nuova Sardegna e Manila Alfano alla Provincia Pavese.

Capitolo Il Tempo: alla guida della testata romana è approdato Daniele Capezzone, con gli Angelucci che hanno accolto Tommaso Cerno alla direzione del Giornale.

Intanto, sempre nei giornali di area Angelucci, Libero ha salutato Mario Sechi, non senza qualche dissapore, per riaccogliere Alessandro Sallusti.

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