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Plastic tax. Tutte le ragioni del “no” secondo Unionplast (Confindustria)

L’associazione, guidata dal presidente Luca Iazzolino, avverte: il settore è un’eccellenza europea che ha già avviato la transizione sostenibile ma per portarla a termine con successo c’è bisogno di tempo e incentivi. Non di plastic tax

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Perché il Tar ha bocciato la Regione Puglia su no plastica nei lidi

Tutti i motivi dietro la decisione del Tar che ha sospeso con effetto immediato l’ordinanza “plastic free” della Regione Puglia. L’articolo di Annarita Digiorgio

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ccc Italia

Roma, un biglietto Atac se ricicli 30 bottiglie di plastica

L’articolo di Gaia Del Pup per i-Com sull’iniziativa della capitale per riciclare la plastica: trenta bottiglie per un biglietto della metro

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Ue, stop alla plastica monouso dal 2021

L’Unione europea ha messo al bando la plastica monouso. Le nuove regole a partire dal 2021. L’articolo di Eleonora Mazzoni per i-Com

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ccc Dal mondo

Riduzione plastica, tutti gli emendamenti dei grillini alla proposta di direttiva UE

Pedicini (M5S): Abbiamo migliorato la proposta della Commissione per la riduzione della plastica. Resta un po’ di amarezza per il mancato inserimento di target chiari e vincolanti per tutti gli Stati Membri

Addio alla plastica monouso come piatti, posate, bicchieri e cotton fioc dal 2021. La Commissione Ue ha deciso di bandire i prodotti considerati altamente inquinanti. Per questo la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha esaminato e modificato la direttiva di Bruxelles (qui il testo delle proposta) per il cui via libera definitivo occorrerà aspettare però l’Assemblea plenaria del 22-25 ottobre in programma a Strasburgo. (qui l’allegato alla direttiva)

OLTRE L’80% DEI RIFIUTI MARINI È COSTITUITO DA PLASTICA

Secondo la Commissione europea, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. Insieme costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini. A causa della sua lenta decomposizione, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge dell’Ue e del mondo. I residui di plastica si trovano in specie marine – come tartarughe marine, foche, balene e uccelli -, ma anche in pesci e crostacei, e quindi nella catena alimentare umana.

PROIBIRE, RIDURRE, TASSARE, MA ANCHE SOSTITUIRE, AVVERTIRE; GLI STATI MEMBRI HANNO MOLTE OPZIONI DA SCEGLIERE

Nella relazione redatta da Frédérique Ries (ALDE, BE), adottata con 51 voti favorevoli, 10 contrari e 3 astensioni, i deputati europei hanno aggiunto all’elenco dei prodotti monouso anche sacchetti di plastica leggeri, prodotti in plastica ossidodegradabile e contenitori per fast-food in polistirene espanso. “L’Europa è responsabile solo di una piccola parte della plastica che inquina i nostri oceani – ha detto il relatore -. Essa può e deve tuttavia svolgere un ruolo chiave nella ricerca di una soluzione, diventando leader a livello globale come ha fatto in passato nella lotta contro il cambiamento climatico. Proibire, ridurre, tassare, ma anche sostituire e avvertire; gli Stati membri hanno molte opzioni tra cui scegliere. Sta a loro decidere con saggezza e a noi continuare a spingere per ottenere di più”.

OBIETTIVI NAZIONALI DI RIDUZIONE

Plastiche monouso a parte, il consumo degli altri imballaggi, per i quali non esistono alternative, dovrà essere comunque ridotto dagli Stati membri in modo “ambizioso e sostenuto” entro il 2025. Ciò comprende scatole per hamburger monouso, scatole per panini o contenitori per alimenti per frutta, verdura, dessert o gelati. Gli Stati membri elaboreranno piani nazionali per incoraggiare l’uso di prodotti adatti ad un uso multiplo, nonché il riutilizzo e il riciclaggio. Altre materie plastiche, come le bottiglie per bevande, dovranno essere raccolte separatamente e riciclate al 90% entro il 2025.

MOZZICONI DI SIGARETTE E ATTREZZI DA PESCA

Gli eurodeputati hanno deciso inoltre, che le misure di riduzione dovrebbero riguardare anche i rifiuti dei prodotti del tabacco, in particolare i filtri per sigarette contenenti plastica. La proposta prevede una riduzione del 50 per cento entro il 2025 e dell’80 per cento entro il 2030. Un mozzicone di sigaretta può inquinare tra i 500 e i 1000 litri d’acqua, e gettato sulla strada può richiedere fino a dodici anni per disintegrarsi. Gli Stati membri dovrebbero poi garantire che almeno il 50% degli attrezzi da pesca persi o abbandonati contenenti plastica venga raccolto ogni anno, con un obiettivo di riciclaggio di almeno il 15% entro il 2025. Questi prodotti rappresentano addirittura il 27% dei rifiuti che si trovano sulle spiagge europee.

RESPONSABILITÀ ESTESA DEL PRODUTTORE

Gli Stati membri dovrebbero garantire che i produttori di tabacco si facciano carico dei costi di raccolta dei rifiuti per tali prodotti, compresi il trasporto, il trattamento e la raccolta. Lo stesso vale per i produttori di attrezzi da pesca contenenti plastica, che dovranno contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di riciclaggio.

LE PROPOSTE DEL M5S

Tra le proposte di modifica accolte – anche se non integralmente – quelle presentate dal M5s europeo e in particolare da Piernicola Pedicini. I pentastellati proponevano una riduzione “significativa” del consumo di prodotti di plastica usa-e-getta (come proposto dalla Commissione europea), ma con obiettivi di riduzione concreti, del – 50% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030 per i contenitori per alimenti e le tazze per bevande; e del – 30% entro il 2025 e 50% entro il 2030 per le bottiglie per bevande. Inoltre proponevano come misure da adottare da parte degli Stati membri una Iva modulata sulla riutilizzabilità e riciclabilità del prodotto; incentivi all’installazione di distributori gratuiti di acqua nei luoghi pubblici; incentivi all’installazione di filtri per l’acqua nelle abitazioni; obbligo di utilizzo di stoviglie riutilizzabili in bar e ristoranti. Ma anche di assicurare che i produttori indichino sull’etichetta, a caratteri grandi, chiaramente leggili e indelebili, la disponibilità di alternative riutilizzabili e la presenza di agenti chimici preoccupanti; che i contenitori per bevande contegano almeno il 25% di contenuto minimo riciclato entro il 2025 e il 50% entro il 2030. Infine, il divieto di utilizzo delle buste di plastica ultraleggere, che hanno un elevato rischio di dispersione nell’ambiente, ad eccezione di casi in cui sia necessario per ragioni igieniche.

PEDICINI (M5S): AMAREZZA PER IL MANCATO INSERIMENTO DI TARGET CHIARI E VINCOLANTI PER TUTTI GLI STATI MEMBRI

Grazie ai nostri emendamenti abbiamo migliorato la proposta di direttiva della Commissione europea sulla riduzione di alcuni tipi di plastica. Abbiamo respinto l’assalto di Forza Italia che voleva azzerare tutto, resta un po’ di amarezza per il mancato inserimento di target chiari e vincolanti per tutti gli Stati Membri – ha dichiarato in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Piernicola Pedicini –. Questo voto è un primo, timido, passo avanti perché interviene contro l’inquinamento dei prodotti in plastica monouso come i mozziconi delle sigarette che impiegano tra i 10 e i 12 anni per decomporsi. Fra gli obiettivi approvati c’è anche la riduzione per i filtri in plastica dei prodotti del tabacco del 50% entro il 2025 e 80% entro il 2030. Inoltre, entro il 2025 le bottiglie per bevande in plastica devono contenere almeno il 35% di materiale riciclato ed essere riciclabili – ha aggiunto il pentastellato -. Siamo soddisfatti per l’approvazione del nostro emendamento che vieta l’utilizzo di contenitori per cibi e bevande composti da polistirolo espanso, molto usati nei fast food. Gli altri gruppi politici hanno provato ostinatamente a salvare gli interessi dell’industria, noi crediamo che la salute e la tutela ambientale vengano prima di ogni altra cosa”, ha concluso Pedicini.

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