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Valorizzare i porti con le zone economiche semplificate. Chi e come vuole farlo

Valorizzare i porti del sud (e non solo) italiani e aiutarli a crescere valorizzando gli insediamenti imprenditoriali in primo luogo. Ma anche per intercettare i progetti cinesi della Via della Seta

Il trasporto marittimo, soprattutto quello a corto raggio, è considerato un settore chiave dell’economia in grado di contribuire allo sviluppo dei territori. L’Italia, grazie alle sue peculiarità geografiche, ha un ruolo particolarmente dominante rispetto agli altri paesi. In tale contesto si inseriscono le cosiddette Zone Economiche Speciali (Zes) pensate dal decreto 91 del 2017 – il Decreto Mezzogiorno (qui il testo del provvedimento) – per valorizzare i porti del sud italiani e aiutarli a crescere valorizzando gli insediamenti imprenditoriali e i progetti trainanti dell’economia italiana e meridionale come l’agroalimentare, l’aeronautica, l’automotive e il Made in Italy più in generale.

COSA SONO LE ZES

Per ZES si intende una zona geograficamente delimitata e chiaramente identificata, […] costituita anche da aree non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale, e che comprenda almeno un’area portuale […]. Per l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali le aziende già operative e quelle che si insedieranno nella ZES possono beneficiare di speciali condizioni, in relazione alla natura incrementale degli investimenti e delle attività di sviluppo di impresa. Ciascuna ZES è istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con criteri che ne disciplinano l’accesso e le condizioni speciali, […]. La proposta è corredata da un piano di sviluppo strategico, […]. La Regione formula la proposta di istituzione della ZES, specificando le caratteristiche dell’area identificata. Il soggetto per l’amministrazione dell’area ZES è identificato in un Comitato di indirizzo composto dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, che lo presiede, da un rappresentante della Regione, da un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri e da un rappresentante del MIT. Il Comitato di indirizzo si avvale del Segretario generale dell’Autorità portuale per l’esercizio delle funzioni amministrative gestionali (Qui le slide dell’Istituto per i trasporti e la logistica ITL).

L’OBIETTIVO

Le ZES possono favorire, soprattutto al Sud, il miglioramento dell’infrastrutturazione portuale, rilanciare le attività di impresa e i processi di semplificazione amministrativa ridando slancio all’economia del mare. Il progetto europeo delle “Autostrade del Mare” e il grande progetto cinese delle “Vie della Seta” sono destinate a ridisegnare la portualità e lo shipping mediterraneo (Qui un approfondimento del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili e della Fondazione nazionale commercialsti)

BENEFICI FISCALI E AGEVOLAZIONI

Le nuove imprese e quelle già esistenti, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale nella ZES, possono usufruire delle seguenti tipologie di agevolazioni:

a) procedure semplificate, individuate anche a mezzo di protocolli e convenzioni tra e amministrazioni locali e statali interessate, e regimi procedimentali speciali, recanti accelerazione dei termini procedimentali ed adempimenti semplificati […] sulla base di criteri derogatori e modalità individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri…

b) accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo strategico della ZES di cui all’articolo 4, comma 5, alle condizioni definite dal soggetto per l’amministrazione, ai sensi della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni e integrazioni, nel rispetto della normativa europea e delle norme vigenti in materia di sicurezza, nonché delle disposizioni vigenti in materia di semplificazione previste dagli articoli 18 e 20 del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169.

c) In relazione agli investimenti effettuati nelle ZES, il credito d’imposta […] è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2020 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro.

VINCOLI E GARANZIE

Il riconoscimento delle tipologie di agevolazione è soggetto al rispetto delle seguenti condizioni:

a) le imprese beneficiarie devono mantenere la loro attività nell’area ZES per almeno cinque anni dopo il completamento dell’investimento oggetto delle agevolazioni, pena la revoca dei benefici concessi e goduti;

b) le imprese beneficiarie non devono essere in stato di liquidazione o di scioglimento.

LE ZONE LOGISTICHE SEMPLIFICATE

Si tratta di una misura parallela alle ZES messa a punto, dopo pochi mesi, per le “Zone Logistiche Semplificate” localizzate nel Centro Nord. Servono per favorire lo sviluppo di nuovi investimenti nelle aree portuali delle regioni non disciplinate già come zone economiche speciali (ZES) di cui agli articoli 4 e 5 del DL. 91/2017 nel numero massimo di una per ciascuna regione; La ZLS viene istituita con DPCM, su proposta della regione interessata, per una durata massima di 7 anni, rinnovabile fino ad un massimo di ulteriori 7 anni; All’interno di tale Zona, sia le nuove imprese, sia quelle già esistenti, fruiscono di procedure semplificate già previste per le ZES, con particolare riferimento all’accelerazione dei termini procedimentali e agli adempimenti e procedimenti speciali. La procedura per l’istituzione delle ZLS è quella prevista dal DPCM che definisce tali procedure per le ZES.

I REQUISITI DELLE ZES

Le ZES deve essere puntualmente individuate nella proposta di istituzione e può ricomprendere non solo aree portuali ma anche aree della medesima Regione non territorialmente adiacenti al porto, purché presentino un nesso economico funzionale. Di norma la ZES è composta da aree portuali, retroportuali (anche di carattere produttivo), aeroportuale, piattaforme logistiche e interporti.

PERCHE’ LE ZES E LE ZLS

Secondo l’analisi svolta dal documento di ricerca ad opera del Consiglio nazionale e della Fondazione dei commercialisti l’obiettivo ultimo di ZES e ZLS è “l’attrazione di investimenti” anche se le ZLS sembrano essere “una versione light delle ZES del Sud” tanto da generare un dibattito “in quanto l’incentivazione di aree del Centro Nord sembra essere in qualche modo penalizzante per le aree del Sud. Le ZLS dovrebbero, infatti, godere delle stesse semplificazioni fiscali e burocratiche delle ZES salvo il credito di imposta. Il credito di imposta, tra l’altro, era una misura già esistente e finanziata con i fondi strutturali europei e non con fondi ordinari nazionali, riconfermando il fatto che al Sud la spesa dei fondi strutturali comunitari è sostitutiva e non aggiuntiva rispetto alla spesa ordinari, condizione che riduce la sua efficacia complessiva”.

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