Fact Checking

Come, dove e chi può richiedere il reddito di cittadinanza

Al via la procedura per richiedere il reddito di cittadinanza. Tutto quello che c’è da sapere sulla misura grillina tra domande, tempi e requisiti 

Scatta l’ora x per il Reddito di cittadinanza, la misura “bandiera” del Movimento Cinque Stelle governativo a trazione Di Maio. Per circa 3,5 milioni di poveri che non riescono a far fronte alle spese assistenziali – questa la platea stimata dall’esecutivo ma secondo l’Istat sono 5 milioni i poveri in Italia – arrivano dunque 780 euro al mese, contributo massimo. L’avvio dello strumento, però, non si annuncia facile e molti sono ancora i problemi irrisolti, a partire dai “navigator”, ossia i tutor che aiutano i beneficiari a cercare un’occupazione e a sostenere i colloqui di lavoro, e dal probabile “assalto” alle Poste e ai Caf. Ma procediamo con ordine.

DOMANDA, TEMPI E REQUISITI

Per ottenere il Reddito occorre presentare richiesta da oggi e ogni 6 del mese tramite il sito www.redditodicittadinanza.gov.it, alle Poste o ai Caf che forniscono assistenza e per cui il governo ha già stanziato 20 milioni. Dopo aver ricevuto la domanda, Caf e Poste hanno dieci giorni di tempo per trasferirla all’Inps che verifica i requisiti entro 30 giorni. A quel punto Poste consegna la card con i soldi al beneficiario del Reddito.

Ma chi può fare domanda? Gli italiani e anche gli stranieri che devono però risiedere nel nostro Paese da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due consecutivamente. Poi bisogna dimostrare di avere un reddito Isee (indicatore patrimoniale e del reddito) che non supera i 9.360 euro annui per un single, reddito famigliare sotto i 6 mila euro, patrimonio immobiliare oltre la prima casa non superiore a 30 mila euro e patrimonio finanziario entro i 6 mila euro che sale a 20 mila euro in caso di famiglie con disabili. Stessi requisiti per la pensione di ciittadinanza, che spetta a chi ha in famiglia tutti over 67.

SOLDI E OFFERTE DI LAVORO

Per il Reddito Palazzo Chigi ha messo sul tavolo 7,1 miliardi per il 2019 e circa 8 per il prossimo anno. Il beneficio varia da 480 euro all’anno a un massimo di 15.960 euro secondo il reddito Isee che si possiede e si può spendere – dopo essere stato caricato su una card – solo per beni e servizi essenziali come alimenti, bollette e affitto per la casa. Per quest’ultima voce è possibile ottenere un contributo di 280 euro al mese, a prescindere dal Comune di residenza, mentre per il mutuo di 150 euro. I primi soldi dovrebbero arrivare entro fine aprile.

A chi riceve il Reddito – il primo ciclo dura 18 mesi, poi c’è una verifica dei requisiti ed eventualmente un altro ciclo di pari lunghezza dopo un mese di stop – vengono prospettate fino a tre offerte di lavoro, la prima entro 100 chilometri, la seconda entro 250 chilometri e la terza in tutta Italia. In caso vengano tutte rifiutate, si perde il Rdc.

L’ASSALTO ALLE POSTE E AI CAF

Tra le probabili criticità che si rileveranno fin dai primi giorni il fatto che Poste e Caf possano essere presi d’assalto nonostante l’appello di Poste Italiane a non precipitarsi perché il diritto si acquisisce da aprile e non contano i tempi: l’importante è presentare richiesta entro l’ultimo giorno del mese. Poste ha pure consigliato un calendario alfabetico. Il “rischio collasso” è denunciato anche dal Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali che evidenzia come gli sportelli comunali si stiano svuotando a causa di un’altra misura fortemente voluta dal governo, e in particolare dalla Lega, ossia Quota 100. A tal fine il presidente, Gianmario Gazzi, ha chiesto 5 mila assunzioni.

LO SCONTRO SUI “NAVIGATOR”

Di fatto quello dei “navigator” è un nodo spinoso perché necessita di una risoluzione rapida nonostante il caos. Le Regioni vogliono assumere tramite concorso i 6 mila tutor necessari mentre il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, “papà” del Reddito, vuole sveltire i tempi e selezionarli a Roma con un test per poi inviarli nei 552 Centri per l’impiego. Le Regioni non ci stanno e valutano di ricorrere alla Corte costituzionale. Nel frattempo Di Maio ha proposto di ridurre a 4.500 il numero dei “navigator” necessari. Per loro è previsto un contratto biennale da collaboratori.

FURBETTI

Da tenere presente il fatto che il Reddito parte senza che siano entrate in vigore le norme anti-furbetti. Votate al Senato, sono contenute in un decreto che sostituisce il testo originale del dl e che sarà convertito in legge entro il 28 marzo. Un interregno che potrebbe favorire in particolare gli stranieri – il nuovo decreto prevede un supplemento di documenti tra cui una certificazione del patrimonio e del reddito da parte del proprio Paese d’origine – e chi ha scelto divorzi e cambi di residenza dell’ultimo minuto per tentare di accaparrarsi il beneficio. Per costoro il provvedimento che diventerà legge nel corso del mese prevede che si dimostri la nuova residenza tramite un verbale dei vigili urbani con cui si dimostri effettivamente il cambio.

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