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Sondaggio elezioni regionali. Bene l’opposizione, crisi Pd-M5S

regionali referendum

Sondaggio sulle elezioni regionali in Liguria, Toscana, Veneto, Campania, Puglia e Marche. L’opposizione in vantaggio in almeno 4 regioni, pesano le mancate alleanze Pd-M5S

Il voto per le elezioni regionali del 20 e 21 settembre è il test più importante per il governo Pd-M5S. Si voterà in sette regioni e saranno coinvolti diciotto milioni di elettori. Si rinnoveranno i governatori delle regioni Liguria, Toscana, Veneto, Campania, Puglia, Marche e Valle d’Aosta. Secondo gli ultimi sondaggi politici elettorali l’opposizione sarebbe in vantaggio in almeno quattro regioni, favorita anche dalle mancate alleanze nella maggior parte delle regioni tra Pd e M5S.

POCHI DUBBI IN VENETO

In Veneto sono in totale nove i candidati alle elezioni regionali. Il M5S attraverso le regionarie ha scelto Enrico Cappelletti, mentre per il centrosinistra il candidato sarà il vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni, con Italia Viva che si dissocia per sostenere Daniela Sbrollini. Gli ultimi sondaggi Winpoll-CISE preannunciano un risultato record per il governatore uscente della Lega Luca Zaia. L’ex ministro dell’Agricoltura del governo Berlusconi potrebbe raggiungere il 76,8% dei consensi. Oltre al dato significativo in sé bisogna notare che la lista personale di Zaia è data oltre il 33% contro circa il 26% della lista ufficiale della Lega di Matteo Salvini.

POCHI DUBBI ANCHE IN CAMPANIA

In Campania i candidati alle regionali sono otto. Vincenzo De Luca del Pd, dopo il successo dovuto alla gestione dell’emergenza Covid-19, non ha avuto bisogno o interesse ad allearsi per la corsa con il M5S, che ha quindi scelto di puntare su Valeria Ciarambino. Silvio Berlusconi per il centrodestra ha ufficializzato l’ex governatore Stefano Caldoro, nonostante le perplessità della Lega. Secondo i sondaggi Tecnè, non ci dovrebbero essere sorprese in quanto, sebbene la distanza De Luca-Caldoro si stia riducendo, il governatore uscente è dato al 42,5%-46,5% e il candidato del centrodestra al 37%-41%. Segue Ciarambino con il 13%-17%.

LE ALLEANZE IN LIGURIA

Nove candidati alle regionali in Liguria. Alice Salvatore, prima ufficializzata dal M5S, correrà da sola dopo che il voto su Rousseau ha messo d’accordo Pd e M5S sul candidato comune, Ferruccio Sansa. Alleanza che ha determinato l’abbandono di Italia Viva, che insieme a +Europa sosterrà invece Aristide Massardo. Per i giallorossi correre separati avrebbe significato spianare la strada a una riconferma del governatore uscente, Giovanni Toti, che comunque grazie all’appoggio di tutto il centrodestra rimane il favorito. Supera il 50% delle preferenze e segna dodici punti di vantaggio sul suo principale antagonista Sansa, che si fermerebbe al 39%-43%.

LA VERA SFIDA SI GIOCA IN TOSCANA

Otto candidati anche in Toscana. Il M5S, sempre tramite le regionarie, ha candidato l’attuale consigliere regionale Irene Galletti. Ma la vera sfida è tra il candidato Pd Eugenio Giani, attuale presidente del Consiglio regionale, e la candidata leghista Susanna Ceccardi. Tra i due non c’è molto stacco e quindi sarà un duello all’ultimo colpo: Giani al momento oscilla tra il 44% e il 48%, Ceccardi tra il 38,5% e il 42,5% e Galletti tra il 6% e il 10%. Un’eventuale vittoria di Ceccardi avrebbe un forte valore simbolico per Matteo Salvini.

IN PUGLIA LA FINE DELL’ALLEANZA PD-M5S (PARTE 1)

Saltato definitivamente l’accordo Pd-M5S, si presentano in otto per essere eletti alle regionali in Puglia. Il ‘no’ della candidata pentastellata, Antonella Laricchia, al governatore uscente del Pd, Michele Emiliano, rappresenta la crisi dell’alleanza giallorossa e allontana il candidato democratico dalla vittoria. Il centrodestra ha schierato Raffaele Fitto, già governatore dal 2000 al 2005 e che nell’ultimo periodo ha aderito a Fratelli d’Italia dopo aver abbandonato Forza Italia e fondato la sua Direzione Italia. Il candidato di Italia Viva e +Europa sarà Ivan Scalfarotto. Stando agli ultimi sondaggi, i numeri sarebbero questi: Fitto in testa con il 43,5%, secondo Emiliano con il 37,5%, Laricchia 12,5% e Scalfarotto 5%.

NELLE MARCHE LA FINE DELL’ALLEANZA PD-M5S (PARTE 2)

I candidati nelle Marche saranno sette e anche qui l’accordo Pd-M5S non ha funzionato. Il Pd dopo aver deciso di non sostenere il governatore uscente Luca Ceriscioli e non aver trovato un nome comune con i 5 Stelle, ha puntato sul sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. Il Movimento ha scelto invece Gian Mario Mercorelli e Fratelli d’Italia il deputato Francesco Acquaroli. Come in Puglia, la mancata alleanza giallorossa ha permesso al centrodestra di conquistare momentaneamente il podio. Acquaroli infatti è in netto vantaggio (43,5%-47,5%) rispetto a Mangialardi (36%-40%) e Mercorelli (12,5%-16,5%).

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