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Amministrative: il programma dei candidati sindaci di Lucca, Parma, Piacenza e Pistoia

Comunali Piacenza Sondaggi

Si fa serrata la corsa per le amministrative. Andiamo a scoprire il programma elettorale dei candidati sindaci a Lucca, Parma, Piacenza e Pistoia

Si fa sempre più serrata la corsa per le amministrative del 12 giugno prossimo. A fronteggiarsi nelle urne il programma dei candidati sindaci di 49 capoluoghi. Andiamo a scoprire cosa propongono per i loro concittadini i candidati di Lucca, Parma, Piacenza e Pistoia.

LA LUCCA DEL FUTURO NEL PROGRAMMA DEI CANDIDATI SINDACI RASPINI E PARDINI

Francesco Raspini, commissario della Polizia di Stato candidato per il centrosinistra a Lucca, ha organizzato il suo programma in otto tavoli tematici: Periferie e persone, diritti, inclusione; Famiglie e lavoro; Una città che promuove lo sport;  Salute bene comune; Sviluppo, innovazione, mobilità sostenibile e infrastrutture; Lucca protagonista: cultura, promozione e grandi eventi; L’ambiente al centro e, infine, Scuole e formazione: una città che impara. Raspini immagina Lucca come “Comune diffuso” e si intitola del compito di “avvicinare il Comune ai cittadini, portando nelle frazioni gli uffici distaccati e di prossimità per sbrigare pratiche burocratiche più comodamente e con maggior semplicità e per semplificare la vita alle persone”. Sul fronte della salute, Raspini ha inserito nel suo programma un piano per il potenziamento dei servizi socio sanitari, a iniziare dal complesso edilizio di Campo di Marte, passando per l’ampliamento del Pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Anna e al potenziamento dei servizi specialistici. Raspini immagina, infine, una Lucca “Carbon neutral” in cui “azzerare le emissioni inquinanti per realizzare una Lucca climaticamente neutrale attraverso azioni e attività mirate alla riduzione della CO2 e alla tutela dell’ambiente”, promuovere l’efficientamento energetico e “semplificare l’innovazione architettonica e la sostenibilità energetica nel pubblico e nel privato”.

Mario Pardini, il candidato del centro destra, con Lucca 2032, propone per la sua città “istituzioni efficienti, infrastrutture solide, sanità accessibile, ambiente vivibile e sano, welfare responsabile”. Dal punto di vista delle infrastrutture Pardini prevede un piando di “ammodernamento dei sistemi di monitoraggio relativi alla manutenzione stradale, all’inquinamento dell’aria e ai flussi di traffico tramite l’utilizzo delle tecnologie “data driving”, ossia l’analisi e l’interpretazione dei dati utili a ricavare informazioni per migliorare la viabilità”, il “restyling della Stazione di Lucca”,  il “potenziamento delle stazioni di ricarica ultraveloce per auto elettriche su tutto il territorio comunale” e la “riorganizzazione del sistema idrico e fognario con particolare attenzione alla dispersione e allo spreco idrico, al riutilizzo delle acque reflue, alla qualità dell’acqua e alla sicurezza idrogeologica del territorio”. Per ciò che riguarda la valorizzazione del patrimonio culturale Pardini pensa a “iniziative che vedano coinvolti i produttori agricoli locali e le associazioni agroalimentari” e all’apertura, sull’esempio di tante altre città italiane, della  “Lucca sotterranea” con visite guidate differenziate a seconda dell’utenza di riferimento (scuole, terza età, turismo nazionale e internazionale).

QUALE PARMA IMMAGINANO VIGNALI E GUERRA?

È lunghissima la lista dei candidati sindaci per Parma, ben 12 nomi a correre per la carica di primo cittadino. Solo due sono i frontrunner: l’ex sindaco Pietro Vignali per il centro destra (spaccato) e Michele Guerra per il centrosinistra (spaccato). Il programma dei candidati sindaci differenzia non di poco. La sicurezza è una priorità per Vignali e per la sua lista civica ““Sicurezza e decoro per i quartieri e le frazioni”. “I nostri quartieri e le nostre frazioni chiedono e meritano di essere curati e valorizzati, non abbandonati come oggi – dice Vignali -. Vanno aiutati dal punto di vista della sicurezza e del decoro, ma anche della qualità della vita, dell’ambiente, della socialità. Girando i quartieri di Parma in questi mesi ho percepito preoccupazione per le condizioni della città e delusione per il mancato ascolto da parte dell’amministrazione, al tempo stesso però c’è tanta voglia di riscatto”. Per fronteggiare l’impoverimento del ceto medio Vignali pesca dal (suo) passato la misura del quoziente familiare “già sperimentato tra il 2009 e il 2011, e abolito dalla Giunta Pizzarotti nel 2012”. Il ripristino di questa misura, stando q quanto si legge nel programma di Vignali, consentirà “di ridurre l’impatto di tasse e tariffe sulle famiglie e di facilitare l’accesso ai servizi comunali come asili, scuole dell’infanzia, servizi per anziani e persone con disabilità, tenendo conto dei carichi familiari (figli, persone anziane non autosufficienti, disabilità)”.

L’analisi del programma dei candidati sindaci prosegue con il piano di Michele Guerra che prospetta una Parma “vitale, accogliente e sostenibile”, capace di siglare “un nuovo patto sociale”, di porre “cultura e istruzione come fondamento di una comunità” e “una città che riduce le diseguaglianze”. Un progetto ambizioso che Guerra vuole concretizzare con un piano speciale per la mobilità sostenibile che prevede: 60km di nuoce piste ciclabili, la creazione di altre 5 nuove zone 30 (dove la velocità non può superare i 30km/h), 200 nuove auto elettriche condivise e 100 nuovi mezzi pubblici elettrici o ibridi. Guerra immagina una città sostenibile capace, per esempio, di non sprecare acqua e punta a ridurre le perdite dell’acquedotto del 20%. Fissa a 140milioni i fondi a disposizione per l’edilizia scolastica e promette la riqualificazione di 600 alloggi di edilizia residenziale pubblica e di mettere a disposizione altri nuovi 300 alloggi. Inoltre nel programma è presente un massiccio pacchetto di aiuti per le attività commerciali e produttive della zona. “Bisogna riaffermare il ruolo centrale del commercio – ha detto Guerra -, rendendo gli spazi commerciali non solo leva di sviluppo, ma anche luoghi di presidio sociale e maggiore sicurezza”.

PIACENZA: IL PROGRAMMA DEI CANDIDATI SINDACI KATIA TARASCONI E PATRIZIA BARBIERI

Patrizia Barbieri scende in campo a caccia di una riconferma. Il suo programma di pone in linea di continuità con quanto realizzato negli ultimi cinque anni. Il primo punto è la sicurezza. Nei piani di Barbieri c’è: “Riorganizzare e potenziare la Polizia Locale, per aumentare il controllo territoriale, anche attraverso presidi mobili e pattuglie appiedate”, “Continuare a potenziare l’illuminazione pubblica nelle zone critiche della città e la videosorveglianza nelle strade, nelle aree verdi, nei campi gioco e al cimitero urbano e a quelli frazionali” e “Realizzare una nuova sede della Polizia Locale”. Anche la sindaca Barbieri vuole una Piacenza più green tanto che propone di: “Sviluppare la rete ciclabile come da Biciplan. Realizzare nuove piste (es. Mucinasso) e rendere più sicure le attuali”, “Acquisire dai militari la Pertite per farne un grande parco”, “Realizzare un nuovo hub ferroviario presso il Polo logistico (Polo del Ferro) e recuperare l’area retrostante la stazione come parcheggio per i pendolari”, “Realizzare il progetto di Trasporto Rapido di Massa, con mobilità elettrica, finanziato per 26,5 mln” e “Proseguire nel piano di sostituzione dell’intero parco mezzi del trasporto pubblico, che porterà oltre 60 autobus a basso impatto ambientale entro 10 anni” e “Proseguire nel riordino della logistica presente in città e favorire una nuova governance dell’intera zona”.

La sfidante del sindaco di Piacenza Katia Tarasconi ha presentato un programma organizzato in sette tavoli: “Ambiente, transizione ecologica, mobilità sostenibile e urbanistica”; “Promozione del territorio, sviluppo economico, lavoro, smart city, marketing territoriale e turismo”; “Lavoro, smart city e innovazione”; “Cultura, università, scuola, politiche giovanili, sport”; “Welfare e salute”; “Salute”; “Partecipazione, sicurezza, legalità, diritti”. “La vera sfida di Piacenza è diventare una Città Eco-Sostenibile che riprogetta il territorio con la partecipazione della comunità e che, attraverso una visione ecologica e sociale, vuole raggiungere dei risultati in materia di salute e benessere, agevolando la crescita economica e l’occupazione”, si legge nel programma. Come farlo? Katia Tarasconi propone: la “promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) per la produzione, lo scambio, l’accumulo e la cessione in rete di energia rinnovabile”, l’introduzione di “tecnologie d’avanguardia” per risparmiare sul consumo idrico, innalzare “la raccolta differenziata all’85-90%” e introdurre “la tariffa puntuale “Paghi quanto butti”, al posto di quella per metri quadrati e numero di componenti del nucleo familiare”, “promuovere ed accrescere nuovi servizi di mobilità” e “rivedere il servizio di Trasporto Pubblico Locale anche attraverso la sperimentazione di servizi innovativi e maggiormente flessibili”.

PISTOIA, COSA PROPONGONO I CANDIDATI SINDACI ALESSANDRO TOMASI E FEDERICA FRATONI

Palazzo di Giano vede nove candidati sindaci e due favoriti: il sindaco uscente (outsider di Fratelli d’Italia) Alessandro Tomasi e la candidata del campo largo Federica Fratoni. Il programma dei candidati sindaci di Pistoia non potrebbe essere più diverso. “Pistoia ha un’economia che vede due settori che la caratterizzano storicamente: il vivaismo e il settore ferrotranviario. Il vivaismo, dopo un’iniziale paura nel 2020, è uscito rafforzato dalla pandemia. Negli ultimi due anni ci sono stati forti incrementi nelle vendite. Nella costruzione dei treni la nostra storia parla per noi”, scrive Alessandro Tomasi nel suo programma. Grande attenzione di Tomasi alle famiglia e alla gestione familiare. “il primo obbiettivo è quello di difendere i nostri servizi nelle zone collinari e montane”, poi “continuare la messa a norma di tutti i nostri edifici ospitanti nidi e materne” e infine “l’avvio di nuovi progetti 0-6 materne-asilo sulla base degli esiti positivi della sperimentazione già messa in atto in altre strutture da questa amministrazione”. Anche Pistoia, come Parma, pensa ad aumentare le “zone 30”, a integrare per piste ciclabili tra loro, a “continuare con l’abbattimento delle barriere architettoniche” e a “riqualificare l’arredo urbano”.

È una città verde quella che immagina la candidata sindaca di Pistoia Federica Fratoni. “Lo sviluppo Green di Pistoia non dovrà essere solo la sommatoria di piccoli interventi, ma traino per tutte le azioni di governo a partire da un vero e proprio Piano del Verde urbano (strumento di pianificazione e gestione) che, a partire dall’analisi e dalla conoscenza del territorio, spinga i cittadini a riappropriarsi dei propri spazi comuni”, si legge nel programma. Per non limitare l’aspetto green di Pistoia al verde pubblico la candidata sindaca Frantoni estende l’approccio allo sviluppo: “Continuare a investire in energie rinnovabili sull’intero patrimonio pubblico e privato, promuovere “Comunit. Energetiche Locali” e proseguire nella riduzione dell’utilizzo delle sostanze chimiche in agricoltura, rafforzando il patto promosso dal Distretto vivaistico per un impegno concreto a coniugare sviluppo economico e tutela dell’ambiente”. La candidata del centro sinistra immagina, infine, di rinnovare l’offerta culturale della sua città in modo che sia “il vettore principale della riqualificazione urbana, del recupero e della valorizzazione del patrimonio pubblico, della riorganizzazione degli spazi comuni e dei servizi pubblici, della riflessione intorno alla stessa identità cittadina”.

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