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Cosa diceva (e non dice ora) il governo gialloverde su Brexit

La presidenza del Consiglio dei Ministri ha diramato una nota sulla bocciatura britannica dell’Accordo di recesso del Regno Unito dall’Ue. Ma come si esprimeva la maggioranza di governo sulla Brexit nel 2016? Il fact checking di Policy Maker

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Che cosa ha detto e fatto il governo sul caso Battisti

I Graffi di Damato

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Strage del bus dell’Irpinia. Perché Giovanni Castellucci è stato assolto

Otto le persone condannate per l’incidente del bus dell’Irpinia. La procura di Avellino ha già annunciato che ricorrerà in appello

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Da dove nasce la crisi della stampa mainstream

L’analisi di Stefano Magni per Atlantico Quotidiano sulla crisi della stampa mainstream

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Stipendi degli onorevoli nel mirino M5s. Ecco quanto guadagnano

Uno studio inglese citato da Il Mattino evidenzia come i parlamentari italiani siano al primo posto nel mondo: dai rimborsi alle diarie voce per voce l’elenco delle spese

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Perchè la manovra, appena approvata, deve essere riscritta

La manovra approvata deve essere riempita di contenuti, numeri, saldi. Praticamente scritta ex novo. Su decreti e provvedimenti attuativi il percorso è rischioso 

Manovra approvata, va scritta la manovra. Non è un controsenso, ma il paradosso della prima “manovra del popolo”, approvata dalla Camera in via definitiva sul filo di lana per evitare l’esercizio provvisorio, ma che adesso deve essere riempita di contenuti e corretta. Cosa che preannuncia un mese di gennaio assai difficile per il governo e la maggioranza.

Manovra approvata: reddito di cittadinanza e pensioni

Innanzitutto ci sarà da scrivere i due provvedimenti principali: per il reddito di cittadinanza e la “quota 100” sulle pensioni nella manovra sono state solo appostate le risorse. Le norme saranno contenute in due distinti decreti che, secondo quanto annunciato più volte sia dal premier Giuseppe Conte che dai vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini, andranno in uno dei primi Consigli dei Ministri dell’anno. Gli uffici dei Ministeri interessati sono al lavoro ormai da settimane, ma per entrambi non sarà una passeggiata. Innanzitutto sono diminuite le risorse: 2,7 miliardi in meno per le pensioni e 1,9 miliardi in meno per il reddito. Cosa che limiterà, al di là delle rassicurazioni ufficiali, il raggio di azione dei due atti. Ma più che il varo dei decreti, il problema potrebbe essere il passaggio in Parlamento. I leghisti sono pronti a fare le pulci al reddito di cittadinanza e a modificarlo emendamento su emendamento. E proprio l’incrocio nelle aule dei due decreti da convertire potrebbe riproporre una situazione di alta tensione tra Carroccio e M5s simile a quella che si è verificata a novembre su dl sicurezza e ddl anticorruzione, ma potenzialmente molto più “pericolosa” per gli equilibri della maggioranza gialloverde.

La manovra approvata necessita dei decreti attuativi

Poi ci sarà da far partire le misure (e sono molte, oltre la metà) che necessitano di decreti attuativi e regolamenti per diventare operativi. E’ il caso, ad esempio, della web tax al 3% per i giganti di Internet e dei servizi digitali; dei fondi per i rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche; dei progetti di dismissioni immboliari, ma anche degli investimenti, per i quali la manovra prevede strutture di missione e cabine di regia che sono tutte da realizzare, con il rischio di un ritardo notevole nei tempi. Quella dei decreti attuativi, del resto, è una partita sempre mediaticamente secondaria, ma di fondamentale importanza. E soprattutto difficile da realizzare quando tra le diverse componenti di un esecutivo non c’è piena fiducia (non a caso con il governo Letta si era arrivati a uno “stock” di provvedimenti attuativi arretrati vicino a quota 1000, ridotto a circa 640 con l’esecutivo Gentiloni).

Gli errori da correggere

Senza contare poi gli interventi già annunciati per correggere errori non modificati per mancanza di tempo. C’è in primo luogo da recuperare la “gaffe” della stangata Ires sul volontariato, che tocca anche gli ospedali (con il personale sanitario già pronto a scendere in piazza) e riprendere in mano la questione degli Ncc. Il tutto senza deviare dal percorso stabilito con l’Ue, che ha solo rimandato il giudizio definitivo sulle politiche economiche giallo-verdi pretendendo, non a caso, una “garanzia” di due miiardi.

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Trasporto pubblico. Perchè il Gnl in Italia non decolla

Ancora pochi bus per un settore destinato però a esplodere nei prossimi anni grazie ai vantaggi ambientali e ai minori costi del combustibile

Sono 15 milioni le persone che, in Italia, ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico. E un parco autobus di oltre 50.000 unità, con una età media di 12 anni, con più di 8.000 autobus euro 0 o 1 nelle grandi città da rottamare. 

RISORSE STATALI PER RINNOVARE LE FLOTTE

Per cercare di mettere mano a una situazione di fatto insostenibile, nei giorni scorsi c’è stato il via libera in Conferenza Unificata al Dpcm che approva il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile per il rinnovo del parco autobus di Regioni e città metropolitane con mezzi a basso impatto. Il Piano prevede lo stanziamento di 3,7 miliardi di euro nel periodo 2019-2033 (2,2 miliardi per le Regioni e 1,5 miliardi di euro per le Città metropolitane) per il ricambio del parco autobus di trasporto pubblico locale e regionale con vetture elettriche, a metano e a idrogeno. Le risorse del Piano verranno erogate in 3 periodi quinquennali a partire dal 2019, in base a criteri prefissati (che terranno conto ad esempio del numero di passeggeri trasportanti e del numero di mezzi circolanti) su tre graduatorie distinte: una per i comuni capoluogo di città metropolitane e Comuni capoluogo di provincia ad alto inquinamento di PM10 e biossido di azoto; una per i comuni e le città metropolitane con più di 100.000 abitanti; una per le Regioni. Il Dpcm, atteso da tempo e che il Governo sta ora portando a termine, prevede inoltre che al sud debba andare non meno del 34% delle risorse stanziate.

EMILIA ROMAGNA ALL’AVANGUARDIA NEL GNL

Per quanto riguarda l’alimentazione a gas naturale liquefatto la situazione italiana, collegata con il trasporto pubblico locale, non è ancora particolarmente sviluppata. Tra i primi a concludere le procedure del bando di gara europea per l’acquisto di autobus alimentati esclusivamente a Gnl, con una commessa a Industria Italiana Autobus per i primi 44 mezzi, è stata Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna (Tper), controllata dalla Regione Emilia-Romagna con il 46% e partecipata dai Comuni di Bologna e Ferrara e dalle Province di Ferrara, Mantova, Modena, Parma, Reggio Emilia e Rimini, nonché dall’Azienda Consorziale Trasporti (Act) di Reggio Emilia e da Ravenna Holding. Gli autobus a Gnl, ha annunciato l’azienda di trasporto pubblico, entreranno in servizio all’inizio del 2019, aggiungendosi alla flotta a gas di Tper, tra le prime in Italia con 276 autobus a Cng. Il perché di questa scelta? Lo ha chiarito la stessa azienda: “La grande autonomia garantita dal metano liquido rispetto al tradizionale gas compresso consente l’allargamento dei benefici di ecocompatibilità di questo carburante naturale anche nell’ambito suburbano ed extraurbano del servizio di bus”. Di recente c’è stato il via libera anche del consiglio di amministrazione dell’azienda dei trasporti pubblici di Torino, Gtt, all’acquisto di 178 nuovi autobus urbani. In particolare, Gtt acquisterà 40 autobus da 12 metri con alimentazione a metano e motorizzazione Euro VI, con un’opzione, da esercitarsi entro il 31 marzo 2019, per ulteriori 13 mezzi sempre da 12 metri a metano.

GNL, UN COMBUSTIBILE VANTAGGIOSO PER L’AMBIENTE

Malgrado i ritardi, uno dei principali vantaggi del gas naturale liquefatto come combustibile per i trasporti su gomma è il prezzo relativamente basso rispetto al gasolio, a parità di contenuto energetico. Oltre ovviamente alle minori emissioni, sia in termini di carbonio che di inquinanti: un autoveicolo alimentato a gas, indica un rapporto presentato a VeronaFiere in occasione di Oil & NonOil, provvede al “taglio” di circa il 40% delle emissioni di CO2, e annulla in misura pressoché totale gli ossidi di azoto ed il particolato. Di contro c’è una minore autonomia rispetto ai veicoli alimentati a gasolio e maggiori costi legati alla tecnologia specifica che riguardano il motore, il sistema di stoccaggio del combustibile e così via.

UTILIZZO DEL GAS NEI TRASPORTI IN CRESCITA

In ogni caso l’utilizzo del gas è in crescita: le associazioni di categoria stimano al 2030 un potenziale di quasi 13 milioni di auto a gas circolanti in Europa, pari a dieci volte il livello attuale. E in questo contesto gli autobus a gas arriveranno a un terzo del totale di bus circolanti, i camion a un quarto, mentre i veicoli commerciali leggeri a gas si moltiplicheranno per 21. Tali stime, preventivate da NGVA Europe (Natural & Bio Gas Vehicle Association) ed EBA–European Biogas Association, prospettano, entro i prossimi dodici anni, una possibile escalation del parco veicoli rispetto agli attuali 1,3 milioni, e un contestuale incremento nella produzione di biometano e biogas (gas rinnovabili): fino a 45 miliardi di metri cubi potenzialmente producibili nel 2030 contro gli attuali 2 miliardi, e che – almeno “sulla carta” – potrebbero soddisfare il fabbisogno energetico dei circa 13 milioni di veicoli a gas che potrebbero essere in circolazione in Europa fra dodici anni.

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Quota 100 e reddito, nel governo nessuno sa quando partiranno

Su quota 100 e reddito di cittadinanza, sia Giuseppe Conte sia il vice Luigi Di Maio e pure Giovanni Tria provano a fare chiarezza sui due provvedimenti prioritari nella manovra

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Responsabilità delle strutture sanitarie: urgenti le linee guida del Ministero

La legge sulle responsabilità delle strutture sanitarie, meglio nota come Legge Gelli-Bianco, ha ormai 18 mesi di vita e ad un evento della Fondazione Santa Lucia tenutosi oggi a Roma, sono emerse le criticità dell’applicazione di questa legge al delicatissimo settore della neuroriabilitazione.

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Che cosa si mormora nei giornali sulla Manovra gialloverde. Il caso del Foglio

I Graffi di Damato

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Genova: se le cause del crollo non sono gli stralli. Da Aspi ricorso ma senza sospensiva

Intanto è stato consegnata alla procura da parte del commissario alla ricostruzione Bucci, l’istanza di dissequestro necessaria per l’avvio dei lavori di abbattimento dei due tronconi rimasti in piedi del Ponte Morandi. Nel cda di oggi Aspi proporrà il ricorso contro il decreto Genova ma senza chiedere la sospensiva: “Priorità alla città”

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Perchè sono a rischio le carte “cashback”

È alle battute finali l’istruttoria dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato su Lyoness Italia, shopping community che conta circa 1 milione e mezzo di consumatori, basata sul business model del “cashback”.

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Il Fatto Quotidiano, il Quirinale e Di Maio. Fatti e precisazioni

I Graffi di Damato

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Ponte Morandi: ecco chi vuole che a ricostruirlo sia Autostrade

A lanciarla facendo proseliti Grazia Torrielli, che vende surgelati a Certosa. Perché Autostrade per il viadotto: “Lo sanno fare e fino a qui sono stati gli unici a dare una mano a Genova”.

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Genova. Ecco come artigiani e commercianti della “zona arancione” si preparano a ripartire

Imprese, commercianti e artigiani della zona Arancione di Genova si preparano a ripartire.

Le attività commerciali che si trovano nella zona adiacente la zona Rossa stanno subendo i maggiori disagi commerciali a causa della nuova viabilità, per effetto della chiusura delle strade di collegamento fra l’area a monte e a valle del Ponte.

Nonostante la riapertura di alcune di queste strade, la situazione non si risolverà nelle prossime settimane e per questo Autostrade per l’Italia ha deciso di erogare una seconda tranche di contributi economici a copertura e ristoro dei danni subiti fino alla data del 15 febbraio 2019, con l’obiettivo di dare un aiuto concreto e in tempi rapidi al superamento delle difficoltà.

Attraverso tre giorni di colloqui e incontri, tenutisi presso la scuola Caffaro di via Gaz, i funzionari di Autostrade per l’Italia hanno ascoltato con grande attenzione imprenditori, commercianti e artigiani per determinare l’entità di ogni singolo contributo erogato,343 in totale, prendendo come base le auto-dichiarazioni fornite dagli interessati e andando a coprire interamente le perdite registrate a seguito del crollo.

“Le somme erogate non solo coprono le perdite registrate ad oggi, ma anticipano i mancati guadagni delle imprese locali fino al prossimo 15 febbraio 2019, tenendo conto dell’andamento delle vendite nel periodo natalizio e senza considerare i progressivi miglioramenti di traffico che si verificheranno grazie agli interventi sulla viabilità della zona.

Il 100% delle richieste presentate sono state accolte e la totalità dei contributi sarà versata entro venerdì 23 novembre. Già da lunedì 26 saremo nuovamente presenti in via Gaz per proseguire questa attività di supporto incontrando altre imprese (ne prevediamo circa un centinaio) ed in ogni caso non ce ne andremo finché non avremo incontrato ed aiutato tutti i titolari” ha dichiarato Massimo Iossa, dirigente di Autostrade per l’Italia e responsabile dell’attività di supporto alle imprese.

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Termovalorizzatori vintage? Ecco la cartina in Europa

Termovalorizzatori una tecnologia vintage come dice il vice premier Luigi Di Maio? Dati alla mano, non è proprio così visto che molti paesi europei utilizzano questa tecnologia che consente di “valorizzare” a livello energetico i rifiuti.

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