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Europee, ecco le proposte della Lega di Salvini

La Lega vuole la revisione di tutti i Trattati. Ecco il programma per le elezioni europee 2019

A meno di una settimana dal voto, la Lega (unico partito) non ha ancora pubblicato il suo programma per le elezioni europee, ma sui principali temi che riguarda l’adesione dell’Italia all’Ue le posizioni di Matteo Salvini e del Carroccio sono piuttosto chiare.

ADESIONE AL MENL

Innanzitutto si parte dall’adesione della Lega al progetto del Movimento per un’Europa delle nazioni e della libertà (Menl), di cui fanno parte vari partiti di destra e sovranisti di diversi Paesi a partire dal Raggruppamento nazionale di Marine Le Pen. Il Menl, come punto di partenza, “ritiene che la sovranità degli Stati e dei popoli, appoggiandosi alla collaborazione fra le nazioni, sia una soluzione. Rifiuta pertanto qualsiasi politica volta a creare un Super-Stato o qualsiasi modello sovranazionale” con “l’opposizione a qualsiasi trasferimento della sovranità nazionale a organi sovranazionali e/o istituzioni europee”.

SOLO SE SI RIDISCUTONO I TRATTATI

In concreto, nel programma con cui Salvini si è presentato alle elezioni 2018, l’Ue è definita come “un gigantesco ente sovranazionale, privo di una vera legittimazione democratica e strutturato attraverso una tentacolare struttura burocratica che detta l’agenda ai nostri Governi anche a scapito della tutela fisica ed economica dei cittadini dei singoli Stati membri”. In questo Ue “noi vogliamo restare” ma “solo a condizione di ridiscutere tutti i Trattati che pongono vincoli all’esercizio della nostra piena e legittima sovranità, tornando di fatto alla Comunità economica europea precedente al Trattato di Maastrich”. Per quanto riguarda l’euro, “la principale causa del nostro declino economico” la Lega ha “sempre cercato partner per avviare un percorso condiviso di uscita concordata. Continueremo a farlo”.

RITORNO ALLO STATUS PRE-MAASTRICHT

Con la revisione dei Trattati, il “ritorno quantomeno allo status pre-Maastricht” e il “recupero di sovranità”, per la Lega “è indispensabile una profonda correzione del funzionamento del mercato interno, tesa a debellare i fenomeni di dumping interno all’Unione; abolire le norme aliene alle diverse tradizioni giuridiche degli Stati membri; arrestare l’eccesso di omologazione, che uccide le biodiversità e favorisce unicamente le produzioni su scala multinazionale”. In questo senso occorre, per il Carroccio, “ridisegnare il Mercato interno per puntare allo sviluppo e all’innovazione” e ridurre e semplificare “il complesso sistema di regole che rende sempre più difficile raggiungere il vero potenziale del Mercato interno Ue” imponendo “una vera indicazione di origine obbligatoria sui prodotti destinati ai consumatori a tutela dei produttori onesti e quale strumento fondamentale per rendere efficace la lotta contro la contraffazione, la violazione dei marchi e la circolazione del falso ‘made in Italy‘”.

RIVEDERE LA PAC

In materia fiscale, si legge nel programma, “vogliamo incentivare il rientro delle aziende che hanno delocalizzato negli ultimi 10 anni attraverso una profonda rivoluzione del sistema fiscale con la flat tax al 15% e investimenti pubblici produttivi in particolare per il Sud, mediante costruzione di infrastrutture, manutenzione del territorio, reindustrializzazione ma anche dando impulso alle attività immateriali a forte moltiplicatore come ad esempio la ricerca scientifica, la cultura, l’arte e il turismo”. La politica agricola europea (Pac) deve essere poi profondamente rivista, “mitigando il più possibile il meccanismo di convergenza esterna” che attribuisce quote rilevanti di fondi ai Paesi di più recente adesione e ripristinando “un plafond maggiore agli aiuti “accoppiati” alla produzione reale degli agricoltori per assicurare più libertà di manovra nel supporto delle filiere di maggiore valore”.

ACCESSI CHIUSI

In tema di immigrazione, la posizione della Lega è nota. Il Carroccio pretende che il “peso” dei migranti sia redistribuito tra tutti i Paesi (ma è, paradossalmente, quello che non vogliono assolutamente alcuni alleati sovranisti come l’ungherese Viktor Orban) e quindi anche in questo caso serve una revisione dei Trattati, nella fattispecie quello di Dublino. Inoltre la Lega intende, “sulla scorta della recente decisione della Corte di Giustizia Ue indirizzare le nuove domande di asilo ad altri Paesi stante il numero eccezionale che determina “il rischio concreto di non poter far fronte alla situazione”. Gli accessi devono esseri chiusi, con “l’applicazione del protocollo spagnolo per il controllo rigoroso delle frontiere sul mare” e il “diniego allo sbarco per le Ong che si pongono ai margini del mare territoriale libico per procurato allarme su naufragio autoindotto e che prelude allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina”. A questo proposito, in sede europea, per la Lega, dovrebbero essere implementate “iniziative di sorveglianza delle frontiere esterne, di repressione dei traffici di esseri umani e di
rimpatrio dei clandestini”.

RIALLACCIARE I RAPPORTI CON MOSCA SENZA TRADIRE GLI USA

In politica estera vanno riallacciati i rapporti con Mosca, senza per questo venire meno alla storica alleanza con gli Usa. “La distensione ed apertura alla collaborazione coi Russi – sostiene la Lega – non dovrebbe essere visto come alternativa o compiuto a discapito del rapporto con gli Stati Uniti d’America, che rimangono l’alleato di riferimento dell’Italia”.

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