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Sorpresa, Travaglio scarica Di Maio

I graffi di Damato

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Che succede al settimo piano di Viale Mazzini? Insider dal cda Rai

In tre mesi una sola assise per nominare un interim alla Tgr. Salini è imbufalito. Orfeo gongola. La Coletti si sposa. E la Paterniti sta sulla graticola del Tg1. Il commento di Gianluca Vacchio, curatore del blog LoSpecialista.tv

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Tutti i nuovi Vaffa di Beppe Grillo

Beppe Grillo torna all’attacco, non solo al Presidente della Repubblica, dal palco al Circo Massimo di Roma. I Graffi di Damato

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Il Governo, la metamorfosi di Conte e il fiato sul collo di Moody’s

Le tensioni politiche nella maggioranza, in particolare tra i vice presidenti Di Maio e Salvini, costringono il premier Conte a scendere dal pero, anzi, ad arrampicarsi sugli specchi. I Graffi di Damato

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Manovra, le contromosse leghiste all’attacco grillino

È pace armata tra Lega e M5S dopo la “crisi” che ha fatto temere per la tenuta del governo. Ieri la giornata ha portato a un crescendo di tensione, con accuse incrociate tra leghisti e M5S sulla “manina” che, secondo il vicepremier Luigi Di Maio, avrebbe modificato il dl fiscale, aprendo la strada a un condono indigeribile per i pentastellati.

LO SCOPPIO

Una guerra iniziata in modo strisciante ieri mattina, poi deflagrata apertamente, mentre il premier Giuseppe Conte, a Bruxelles, era nell’imbarazzante condizione di cercare di convincere i partner europei e le istituzioni Ue della bontà della manovra mentre in Italia i suoi vice se le davano di santa ragione a mezzo stampa. Una situazione che avrebbe portato il premier a minacciare le dimissioni, pur smentite da Palazzo Chigi. Conte, dopo lunghi contatti telefonici con Di Maio e Matteo Salvini, ha deciso di convocare per domani mattina un Consiglio dei Ministri per esaminare nuovamente il decreto. Cdm a cui, alla fine, anche il titolare del Viminale, dopo un iniziale “no”, ha detto di voler partecipare, aprendo la strada alla distensione.

LE PRIME RAPPRESAGLIE

Ma intanto, stamani, si registrano le prime “rappresaglie” parlamentari leghiste. A iniziare è stato Riccardo Molinari, capogruppo del Carroccio alla Camera, che ha annunciato un emendamento contro il condono edilizio a Ischia (territorio particolarmente importante per il campano Di Maio) dicendosi certo che “gli amici dei 5 Stelle lo appoggeranno”. A stretto giro il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, in vista dell’inizio dell’esame della legge sulla legittima difesa martedì al Senato, ha auspicato che non ci siano “scherzi da parte di avversari o alleati”. La terza, forse la più pesante, è stata la sottolineatura leghista del fatto che “in nessuno dei provvedimenti del governo ci saranno aumenti delle assicurazioni auto nelle aree in cui oggi si paga meno”. Cioè al Nord.

INTANTO IN TRANSATLANTICO

Segnali chiari che la situazione non è chiusa e che mostrano che, per la prima volta da quando è nato il governo, è stata toccata la “pancia” del Parlamento. Ieri in Transatlantico i leghisti erano presenti in forze già dalla prima mattina. Riuniti in capanelli scorrevano le agenzie, commentavano le dichiarazioni di Di Maio, ci ridevano su. “Non so nulla, che è successo? Ho visto ai Tg che c’è stata un po’ di confusione: raccontatemi. Siamo a corto di notizie”, sorrideva sornione Massimo Garavaglia, viceministro all’Economia molto vicino al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, finito nel mirino pentastellato. Pochi i deputati grillini di peso presenti, tutti un po’ scossi per quello che stava accadendo. “Chissà se arriviamo a lunedì”, si è lasciato andare uno di loro. Mentre il presidente della Camera Roberto Fico si diceva “fermamente contrario” al condono, sottolineando la “spaccatura” ancora non molto evidente ma che esiste nel Movimento tra l’ala di “sinistra” e quella governista di Di Maio.

CHI GONGOLA

E mentre il Pd martellava il governo, ma distratto dalle partite al proprio interno, era il centrodestra a fregarsi le mani. I rumors dicono infatti che, in caso di caduta del governo, si potrebbe riaprire la strada a un governo di coalizione Lega-Forza Italia-FdI, sostenuto da fuoriusciti M5S. “Non c’è nulla di deciso – spiega una fonte di Forza Italia – ma se la situazione esplode, se lo spread è fuori controllo, se cade il governo, fatta tutta la liturgia, i parlamentari si trovano. C’è il gruppo Misto, con alcuni M5S i contatti ci sono già, sicuramente ci sarebbe anche qualcuno del Pd”. Un’altra ipotesi invece è che sia proprio il M5S a voler rompere, perché in nome di questo ‘matrimonio’ con la Lega starebbe derogando troppo della sua mission. In quel caso potrebbe riaprirsi, dopo il congresso, la partita con il Pd chiusa a maggio da Matteo Renzi. Ma è uno scenario che tra i dem reputano davvero improbabile. “Comunque questa è ancora fantapolitica – conclude un deputato di FdI, grande conoscitore degli umori dei parlamentari -. Adesso devono superare lo scoglio della manovra, se ce la fanno poi arrivano sicuramente alle europee. Dopo le elezioni il film può cambiare completamente e chi vivrà vedrà”.

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Perché Di Maio strepita sulla manovra? I Graffi di Damato

Il vice presidente del Consiglio Di Maio denuncia la manovra “manipolata” alla Procura. Parte la caccia alla streghe grillina. I graffi di Damato

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Che cosa è successo fra Salvini e Di Maio sulla manovra

I Graffi di Damato sulla manovra approvata ieri dal consiglio dei ministri con le misure pensioni, condono fiscale e flat tax

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La pace fiscale fa esplodere la guerra tra Lega e grillini

La pace fiscale fa scoppiare la guerra tra Lega e M5S, la più dura da quando è nato il governo giallo-verde.

A poche ore dal Consiglio dei Ministri che dovrebbe dare il via libera alla manovra e al decreto legge fiscale, i leader dei due principali partiti di governo, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, neanche si parlano. Un gelo che va avanti ormai da ore, con i due che hanno disertato i vertici, ieri sera e stamani, che di fatto sono andati a vuoto.

Al centro del braccio di ferro c’è la cosiddetta pace fiscale sulle pendenze con il fisco. Nell’ultima bozza, quella di sabato, era presente il colpo di spugna sulle “mini-cartelle”, quelle al di sotto dei mille euro, ma niente era stato ancora deciso sui grandi importi, quelli che nei giorni scorsi avevano fatto gridare al “condono” da parte delle opposizioni. E che anche nel Movimento 5 stelle creano grande imbarazzo. “Una cosa – sottolinea un esponente pentastellato di primo piano – è chiudere i conti con il fisco su piccoli importi, un altro è fare un favore agli evasori. È  contro la nostra storia, il nostro elettorato non lo capirebbe”. Per questo Di Maio vuol tenere il punto, anche mostrando apertamente il suo disappunto.

Questa mattina il ministro dello Sviluppo economico ha annullato tutti gli impegni e si è presentato a Palazzo Chigi, ma al vertice alle 10.30 non è andato, facendo sapere attraverso il suo entourage che la sua assenza era un segno di dissenso. Per i pentastellati c’erano il ministro dei Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro e la viceministra al Mef Laura Castelli. Anche Salvini non si è fatto vedere: per lui c’era un impegno istituzionale a Monza e ha mandato il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, “con pieno mandato da parte del segretario della Lega”, ha fatto sapere il ministro dell’Interno.

Ma il problema, come è stato subito evidente, può essere sbloccato solo dai due capi, che torneranno a vedersi oggi nel vertice e poi nel Consiglio dei Ministri, che si preannunciano lunghi e assai tesi. Salvini assicura che sulla pace fiscale “andremo fino in fondo” ricordando che è nel contratto di governo. Ma anche Di Maio non vuole né può mollare e chiede di inserire dei paletti: un ‘tetto’ alla possibilità, per ogni contribuente, di mettersi in regola e la limitazione del provvedimento a tutti quei cittadini che non hanno pagato le tasse dovute, ma che hanno segnalato in modo fedele il proprio debito al fisco. “Niente spazio per la regolarizzazione dell’evasione”, è il mantra di Di Maio. Consapevole del fatto che un cedimento su questo terreno porterebbe a uno snaturamento della storia del M5S. Con conseguenze che potrebbero essere gravi.

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